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E-learning - 10 dicembre 2017

A scuola in 3D: le potenzialità della didattica immersiva

Chi ancora non ha sentito parlare di didattica immersiva nei mondi virtuali 3D?

Si tratta di uno strumento educativo in sviluppo negli ultimi anni, particolarmente coinvolgente e familiare per gli studenti di oggi, noti come “nativi digitali”.

I mondi virtuali sono ambienti tridimensionali online simulati dal computer nei quali gli utenti, tramite un avatar, possono esplorare e realizzare scenari, progettare e prendere parte ad attività, comunicare con altri utenti.

Ma in che modo possono rappresentare un supporto all’insegnamento e all’apprendimento?

Senza dubbio permettono allo studente di essere percettivamente e emotivamente “immerso” all’interno di un particolare contesto, finalizzato a obiettivi educativi, nel quale può interagire con le proprie mani e il movimento del corpo, e imparare attraverso esperienze personalizzabili.

Dunque un’occasione per sostituire o affiancare alla “lezione frontale” una modalità didattica basata su esperienza diretta, collaborazione con gli studenti, problem solving e capacità di generare nuove conoscenze.

Sebbene nella maggior parte delle scuole italiane l’uso di visori per la realtà virtuale sia ancora un miraggio, strumenti come Oculus Rift e Google Cardboard stanno diventando sempre più accessibili e si preparano a avere un forte impatto sul futuro dell’educazione.

A breve, la realtà virtuale potrebbe diventare “la nuova evoluzione” della tecnologia a scuola e dare per esempio la possibilità di imparare l’inglese in un’ambientazione 3D, che simula l’esperienza di un’ordinazione al ristorante o un check-in all’aeroporto, studiare la storia visitando l’Acropoli di Atene oppure le scienze esplorando l’interno di un vulcano!

E voi cosa ne pensate della didattica immersiva? Raccontatecelo per messaggio o su Facebook!

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