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E-learning - 23 ottobre 2017

Alla scoperta della digital footprint

Le attività che compiamo sul web lasciano sempre una “traccia” che contiene dati che ci riguardano. È possibile trovarsi a condividere molte più informazioni personali di quante si vorrebbe, senza rendersene conto e sottovalutandone i rischi.

Per invitare i propri studenti a essere bravi cittadini digitali, è utile insegnare loro a trasmettere responsabilmente i propri dati e proteggere la propria privacy.

Come? Stando attenti alla propria digital footprint!

Con questa espressione ci si riferisce all’insieme delle “orme” che si lasciano passando da una pagina all’altra nel mondo digitale, letteralmente l’”impronta” dei nostri passi, composta da informazioni personali. Quelle che si lasciano, per esempio, inserendo il proprio indirizzo o il numero di telefono, ma anche fotografie e video, e si trasformano in dati che vengono registrati e archiviati, andando a costituire l’identità digitale e la propria reputazione online.

Ecco alcune considerazioni che possono aiutare tutti a pensare prima di condividere informazioni su se stessi e sugli altri:
  1. È difficile mantenere una buona digital footprint perché tutto ciò che si fa online non verrà mai eliminato.
  2. Quando si visita un sito web, questo può “sapere” con facilità quali siti sono stati visti dall’utente prima e dopo aver navigato il loro.
  3. Se qualcuno scrive qualcosa su qualcun altro online, questo messaggio si inserisce nella sua digital footprint, è quindi visibile nelle ricerche fatte sui motori di ricerca associate al suo nome.
  4. È possibile che un contenuto che oggi sembra divertente non lo sia più tra qualche anno, ma questo elemento rimarrà visibile nelle ricerche e potrebbe compromettere la propria reputazione o quella degli altri.
  5. Tra le informazioni da non condividere online: data di nascita, indirizzo di casa, numero di telefono, fotografie di minori, contenuti inappropriati.
  6. In generale è meglio evitare di geolocalizzarsi e pubblicare contenuti geolocalizzati, perché rendono gli utenti facilmente tracciabili.

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