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Progetti - 10 maggio 2018

L’educazione si impara tra i banchi (e in città)

Nelle ultime settimane sono state pubblicate diverse notizie su atti di bullismo da parte di studenti. Non solo verso i propri compagni, ma anche nei confronti dei docenti.

C’è chi dà la colpa all’incapacità di gestione della classe da parte dei professori. E chi dice che è per la mancanza di educazione imposta dai genitori ai propri figli.

Ma entrare nel loop infinito della ricerca di un colpevole non aiuta a risolvere questo fenomeno in ascesa.

Come risolvere il problema del bullismo (e dell’educazione) nelle nuove generazioni?

Una notizia di qualche settimana fa ci dà un interessante e originale spunto di riflessione riguardo all’educazione al rispetto.

In Gran Bretagna, infatti, alcuni esponenti del partito del primo ministro Theresa May hanno mosso una proposta tanto singolare quanto ragionata: far pulire le strada, un pomeriggio alla settimana, per un paio d’ore circa, ai bambini dalla scuola primaria, accompagnati dai loro insegnanti.

I bambini si trasformerebbero in piccoli netturbini e imparerebbero così in prima persona i principi della corretta convivenza sociale, all’insegna della buona cittadinanza. Un impegno che potrebbe fare la differenza e insegnare sul campo il rispetto degli altri e dei luoghi condivisi.

L’iniziativa potrebbe anche avere un risvolto positivo a casa portando un messaggio educativo in famiglia, agli adulti, che dovrebbero per primi impegnarsi a tenere la città pulita, creando così un circolo virtuoso.
E voi cosa ne pensate? Diteci la vostra opinione con un messaggio o su Facebook!

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