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Progetti - 13 luglio 2018

La Fabbrica: l’agenzia che ispira le scelte di domani

Comunicare valori aziendali e di vita tramite la scuola. Questa la mission de La Fabbrica, agenzia di comunicazione internazionale specializzata nel settore educational, fondata nel 1984.

Da oltre 30 anni La Fabbrica si pone come ponte tra mondo dell’impresa e mondo della scuola, creando un sodalizio proficuo, con ricadute positive sui ragazzi di ogni grado scolastico. Nello specifico il ruolo dell’agenzia è quello di progettare, realizzare e distribuire gratuitamente iniziative ludico educative multidisciplinari destinate alle nuove generazioni per conto di soggetti pubblici e privati che intendono promuovere il loro brand attraverso il sistema scuola. La scelta di rivolgersi ai giovanissimi è un atto di fiducia verso il futuro, perché sono proprio i giovani ad avere in mano le chiavi del domani, ed è importante renderli consapevoli del potere che hanno e responsabilizzarli ad un uso corretto.

Cosa significa l’uso corretto di conoscenze, strumenti, patrimoni? Ogni progetto che La Fabbrica propone, che sia di carattere scientifico, economico, di educazione alimentare, tecnologico, ambientale, all’insegna dei valori dello sport, si pone più obiettivi (oltre a quello di interessare e divertire):

  1. stimolare nei ragazzi riflessione e presa di coscienza dei messaggi valoriali;
  2. sensibilizzare i partecipanti alla condivisione in famiglia di quanto appreso;
  3. renderli creatori e portatori di nuove abitudini di vita per se stessi e per il bene comune (a iniziare dal micro nucleo della famiglia per poi espandersi al macro della società).

 

“Learning by doing” diventa il motto di riferimento, che è presente in ogni progetto didattico.

 

Intorno vi è un mondo di professionisti (psicologi, pedagogisti, redattori, coordinatori territoriali) che lavora per realizzare contenuti propositivi, innovativi, etici, da trasmettere a ragazzi, insegnanti e famiglie e da condividere con aziende, enti, fondazioni che promuovono il progetto.

I risultati finora ottenuti sono stati vincenti, anche grazie a un proficua collaborazione con insegnanti, dirigenti e Istituzioni. Oggi le nuove sfide che La Fabbrica si trova ad affrontare sono quelle di investire in Paesi in via di Sviluppo e puntare sul nuovo canale di comunicazione, il digitale, che ha segnato la svolta nel modo di concepire e diffondere la didattica.

Se fino a qualche anno fa lo strumento di lavoro inviato gratuitamente alle classi era il kit cartaceo, oggi il “number one” della comunicazione è il linguaggio virtuale, dagli svariati volti innovativi. Una rivoluzione che chiama l’agenzia a mutare il suo modo di rapportarsi al “mondo scuola”. Ecco perché i progetti La Fabbrica sono in continuo cambiamento.

Cambia sia il format che il modo di trasmettere ai giovani le proposte, il che si traduce in un prodotto leggero, funzionale, di facile accesso che comunica il “presente”, senza perdere di vista una visione più ampia di appartenenza.

Rinnovata e di nuove vesti è anche l’alleanza azienda e scuola, come spiega punto per punto l’amministratore delegato dell’agenzia Daniele Tranchini:

 

  1. Quale la sfida che La Fabbrica si pone nel prossimo futuro?

    Il mio obiettivo è quello di rendere La Fabbrica sempre più internazionale, in modo da arrivare ai giovani di tutto il mondo. Il digitale oramai lo consente, si tratta di utilizzare questo strumento in modo intelligente e proficuo, promuovendo gemellaggi e favorendo lo scambio tra giovani di culture diverse.

  2. Quali sono gli elementi di discontinuità operativa che intende introdurre?

    Sicuramente le priorità sono: intercettare gli interessi dei giovani di oggi e stabilire una collaborazione dinamica con gli insegnanti, dalle classi sempre più eterogenee. Questo passaggio richiede risorse differenti e l’ampliamento dello sguardo a favore della trasversalità sia in termini di trasmissione di contenuti valoriali, che di utilizzo dei linguaggi. Viviamo nell’era del continuo e repentino cambiamento e se vogliamo rimanere sul pezzo dobbiamo proporre alle scuole progetti snelli, versatili, creativi.

  3. In vista dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, pensa che La Fabbrica possa incidere sulle scelte dei giovani con le sue proposte?

    La Fabbrica attraverso i suoi progetti fornisce agli studenti strumenti di sensibilizzazione, di riflessione su temi attuali, dando loro l’opportunità di essere protagonisti di azioni valoriali. Ai giovani viene chiesto di presentare (attraverso materiali plastici, cartacei o con linguaggi digitali) “scenari sociali” per un presente/futuro più sostenibile, più equo, più libero e consapevole. Più si solidifica il rapporto tra La Fabbrica e il “pilastro scuola”, maggiore è la probabilità che i giovani si sentano chiamati a dare il loro contributo partendo dal presente. Tutti parlano del 2030 come se fosse un alieno. Forse è il caso di far capire, partendo dai bambini, che il 2030 “ci riguarda tutti” e che il modo in cui ci si arriverà è responsabilità di ciascuno di noi. In questo senso credo che La Fabbrica possa con l’aiuto prezioso degli insegnanti avere un ruolo importante nel formare cittadini consapevoli, aventi capacità di critica e coraggio di azione nel “qui e ora” della vita.

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