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E-learning - 16 gennaio 2017

Alla scoperta dei Creative Commons

Oggi approfondiamo una tematica che crea ancora molti dubbi: il diritto d’autore su web. Sarà capitato a tutti di chiedersi se sia lecito utilizzare liberamente un’immagine trovata su Google o su un social network, e a quali condizioni.

Partiamo con una premessa: qualunque contenuto o opera creativa, a patto che sia originale (quindi anche il disegno di un bambino) è coperto da diritto d’autore. Il diritto d’autore sorge indipendentemente dal fatto che l’autore lo rivendichi o apponga diciture e simboli. Vi sono però alcune eccezioni a questa regola di base: per esempio, i contenuti che non sono protetti dai diritti d’autore perché scaduti o a cui l’autore ha volontariamente rinunciato.

Mentre in alcuni Paesi, come negli USA, esiste il concetto di “fair use”, uso legittimo, sotto particolari condizioni, di un’opera protetta da copyright per esempio a scopo didattico, in Italia questo concetto non è codificato in modo altrettanto esplicito. Una possibile soluzione però è rappresentata dalle licenze Creative Commons.

  • Cosa sono?

Sono le licenze che indicano quali diritti patrimoniali l’autore tiene per sé e a quali invece rinuncia, e consentono quindi la condivisione di contenuti originali.

  • Perché?

Lo scopo è aumentare la quantità di materiale creativo, culturale, educativo e scientifico disponibile come bene comune.

  • Dove vengono indicate?

Solitamente sono indicate nella barra laterale del sito, sul fondo della pagina, all’interno della pagina “About/Chi siamo” o anche la pagina “Contatti”.

Tramite le licenze Creative Commons si mantengono i diritti morali sui contenuti originali come foto, scritti, progetti, video e altro ancora, pur condividendoli con il mondo intero. Questo significa che le licenze Creative Commons agiscono in aggiunta e sulla base del diritto d’autore già esistente e non servono a tutelare l’opera o a dimostrarne la paternità, ma a farla circolare e renderla disponibile e utilizzabile dai terzi.

Le licenze Creative Commons consentono agli autori di mantenere anche solo parte dei diritti sulle opere da loro prodotte e permette agli utenti di sapere esattamente quali diritti l’autore desidera riservarsi e quali condivide liberamente.

Questa scelta viene definita nella terminologia:
  • “Alcuni diritti riservati” (Some Rights Reserved).
  • “Tutti i diritti riservati” (All Rights Reserved), che copre di default tutte le opere se non, appunto, diversamente indicato.
  • Se invece si decide di rinunciare a tutti i diritti sul proprio lavoro, la dicitura diventa “Nessun diritto riservato” (No Rights Reserved) e l’opera entra a far parte del pubblico dominio, cioè dell’insieme di quei lavori che possono essere modificati e riprodotti senza vincoli legislativi.

Avete trattato in classe la delicata questione del diritto d’autore e dei Creative Commons? Raccontateci su Facebook o scriveteci come l’avete affrontata!

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