Non solo parole per la scuola: educare a un linguaggio più consapevole
Le parole influenzano il modo in cui pensiamo, costruiamo relazioni e immaginiamo le possibilità per il futuro. A scuola, riflettere sul linguaggio significa offrire a ragazze e ragazzi strumenti per riconoscere stereotipi e pregiudizi, confrontarsi con punti di vista diversi e costruire relazioni più rispettose.
Non solo parole per la scuola è il progetto avviato nel 2025 da Valore D, in collaborazione con La Fabbrica Società Benefit del Gruppo Spaggiari Parma, partner di riferimento in ambito educativo. L'iniziativa coinvolge docenti, studenti e studentesse delle scuole secondarie in un percorso dedicato all'uso consapevole del linguaggio e al suo ruolo nella costruzione di una cultura più equa e inclusiva.
Scopri il progetto Non solo parole per la scuola nel longform di Valore D
Dalla formazione alla pratica in classe
Il progetto si è sviluppato attraverso quattro fasi, con l'obiettivo di accompagnare il corpo docente dalla riflessione teorica alla sperimentazione di attività didattiche concrete.
Il primo passo è stato una survey rivolta a 346 docenti di tutto il territorio nazionale, per raccogliere percezioni, abitudini e bisogni legati all'evoluzione del linguaggio nella scuola. I risultati hanno evidenziato un interesse significativo: oltre l'85% degli insegnanti e delle insegnanti considera molto o moltissimo importante stimolare riflessioni sul tema, mentre oltre il 76% accoglierebbe positivamente iniziative dedicate.
A partire da questi bisogni sono state organizzate due masterclass formative, condotte dalla sociolinguista Vera Gheno e dal filosofo Lorenzo Gasparrini. Gli incontri hanno offerto strumenti per riconoscere le rappresentazioni e gli stereotipi che possono emergere nelle parole utilizzate quotidianamente, nei libri di testo e nelle dinamiche della classe.
Il percorso è stato arricchito dal volume digitale gratuito Non solo parole – Il modo in cui parli cambia il mondo in cui vivi, realizzato in collaborazione con Feltrinelli Education. Il libro affronta temi come identità, genere, consenso, stereotipi, bullismo, body shaming, razzismo e abilismo, attraverso definizioni, esempi e attività per stimolare il pensiero critico e il confronto.
I laboratori: le parole diventano esperienza
La riflessione è arrivata direttamente nelle classi della scuola secondaria di primo grado attraverso laboratori condotti da formatrici esperte. Le attività hanno coinvolto 237 studenti e studentesse in 12 regioni italiane, con tre incontri di due ore per ciascuna classe.
I partecipanti hanno esplorato il significato delle parole, analizzato le espressioni utilizzate nella vita quotidiana e riflettuto sui loro effetti nelle relazioni, anche negli ambienti digitali. Il percorso si è concluso con la realizzazione di un manifesto collettivo della classe, nel quale ragazze e ragazzi hanno scelto quali parole utilizzare, quali sostituire e quali escludere dalla propria comunità.
I risultati raccolti restituiscono segnali incoraggianti: il 92,5% dei partecipanti consiglierebbe il progetto ad altre classi, il 66% ha parlato con altre persone degli argomenti affrontati e il 68% dichiara che, dopo gli incontri, cercherà di utilizzare un linguaggio più rispettoso e inclusivo.
Educare al linguaggio significa educare alla cittadinanza
Non solo parole per la scuola mostra come la riflessione sul linguaggio possa diventare parte integrante della didattica e dell'educazione alle relazioni. Non si tratta soltanto di conoscere nuove espressioni, ma di imparare a interrogarsi sulle parole che si utilizzano, riconoscere i pregiudizi e comprendere come il linguaggio possa influenzare il modo in cui le persone vengono rappresentate e ascoltate.
Il progetto ha raggiunto oltre 800 docenti iscritti alle masterclass e ha registrato 12.000 download del libro, mettendo a disposizione delle scuole strumenti che possono essere ripresi e adattati anche dopo la conclusione delle attività.
Per docenti e studenti e studentesse, lavorare sul linguaggio significa sviluppare consapevolezza, capacità di confronto e responsabilità nelle relazioni. Un percorso che può proseguire nella quotidianità scolastica, attraverso le parole scelte in classe, nei materiali didattici e nelle conversazioni tra pari.
Perché costruire una cultura più rispettosa parte anche da qui: dal riconoscere il peso delle parole e dalla possibilità di scegliere, ogni giorno, come usarle.