Un’istantanea della scuola italiana: il Rapporto INVALSI 2025
Ogni anno le Prove INVALSI forniscono una fotografia sistematica delle competenze di studentesse e studenti italiani nei principali ambiti disciplinari: Italiano, Matematica e Inglese. Le rilevazioni nazionali 2025 hanno coinvolto circa 2,5 milioni di studentesse e studenti distribuiti in tutti gli ordini di scuola, con l’obiettivo di misurare in modo comparabile — tra scuole e nel tempo — livelli di apprendimento che costituiscono indicatori essenziali della “salute” del sistema educativo nazionale.
Il Rapporto INVALSI 2025 dedica particolare attenzione a ragazze e ragazzi dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, con lo scopo di comprendere quanto le nuove generazioni siano preparate ad affrontare gli studi universitari o il mondo del lavoro. I dati pubblicati dall’istituto mostrano luci e ombre rispetto agli anni precedenti, evidenziando progressi in alcune aree e criticità in altre.
Italiano e Matematica: i risultati dell’ultimo anno
Nel corso dell’anno scolastico 2024/2025, studentesse e studenti del grado 13 – ovvero dell’ultimo anno delle scuole superiori – hanno sostenuto le Prove INVALSI di Italiano, concepite per verificare le competenze di comprensione, interpretazione dei testi e uso della lingua in contesti complessi. Secondo i dati resi noti, circa il 51,7% degli studenti ha ottenuto un livello di competenza giudicato “almeno adeguato” in Italiano, includendo livelli intermedi e avanzati.
Questo risultato, sebbene incoraggiante rispetto a un’interpretazione esclusivamente statistica, segnala una ripresa ancora faticosa rispetto al passato. Il confronto con i dati del 2024 mostra una diminuzione nei livelli di competenza, con punte di oscillazione che mantengono stabile ma non in crescita significativa il numero di studenti e studentesse pienamente preparati. Questo andamento suggerisce che, pur se il calo più drastico post‑pandemia sembra attenuarsi, la scuola italiana continua a confrontarsi con un terreno di apprendimento complesso e diversificato.
In Matematica, la situazione evidenzia fragilità ancora più accentuate. Meno della metà di studentesse e studenti del grado 13 riesce a raggiungere competenze matematiche adeguate secondo i parametri di riferimento delle prove: solo circa il 49,2% raggiunge un livello considerato sufficiente.
La prova di Matematica richiede a ragazze e ragazzi non solo la padronanza di procedure e concetti, ma anche l’abilità di applicare ragionamenti e risolvere problemi in contesti non standard. Il dato segnala pertanto una persistente difficoltà nella stabilizzazione di competenze matematiche di livello avanzato, che richiede un’attenzione rafforzata nei percorsi didattici e negli interventi di recupero.
Inglese e competenze linguistiche: traiettorie diverse
Dal punto di vista delle lingue straniere, il Rapporto 2025 mostra risultati meno critici, pur con alcuni elementi di complessità. Le prove di Inglese al grado 13 si concentrano principalmente sulle competenze di Reading (comprensione del testo scritto) e Listening (comprensione dell’ascolto).
Secondo i dati del Rapporto, circa il 55,3% degli studenti raggiunge i traguardi di competenza attesi nella comprensione scritta in Inglese. Anche se questo valore appare in lieve calo rispetto all’anno precedente, resta in linea con gli standard osservati nel periodo pre‑pandemico.
Per quanto riguarda la comprensione orale, la tendenza dei risultati è più positiva: la percentuale di coloro che raggiungono il livello previsto è aumentata nel tempo, passando da circa il 35% nel 2019 a oltre il 43% nel 2025. Questo trend può riflettere una maggiore esposizione alla lingua inglese attraverso media digitali e metodologie didattiche innovative incentrate sull’ascolto attivo e sull’interazione.
In sintesi, sebbene i livelli di competenza in Inglese non siano omogenei, le differenze rispetto alle materie “tradizionali” come Italiano e Matematica indicano che le strategie di insegnamento linguistico possono essere terreno fertile per sviluppare competenze più solide negli studenti e nelle studentesse.
Divari territoriali e disparità tra indirizzi di studio
Un riscontro importante che emerge dall’analisi del Rapporto INVALSI 2025 riguarda i divari territoriali e i risultati tra diversi indirizzi di studio. I dati mostrano che alcune aree geografiche del Paese — in particolare il Nord‑Ovest e il Nord‑Est — registrano quote più elevate di studenti e studentesse che raggiungono livelli di apprendimento adeguati, mentre il Sud e le Isole evidenziano risultati inferiori rispetto alla media nazionale, sia in Italiano sia in Matematica.
Questo fenomeno di disuguaglianza territoriale non è nuovo, ma si conferma anche nella rilevazione 2025: fattori socio‑economici, di contesto educativo e di risorse scolastiche possono influenzare la capacità delle studentesse e degli studenti di raggiungere livelli di competenza più elevati.
Similmente, emergono differenze anche tra indirizzi di studio: nei licei tradizionali le performance tendono a essere più robuste, mentre in alcuni istituti tecnici e professionali si osservano quote relativamente basse di ragazzi e ragazze con competenze adeguate in Italiano e Matematica. In diversi casi queste percentuali non superano soglie minime di competenza, segnalando criticità strutturali da affrontare con politiche mirate di supporto e orientamento.
Il Rapporto sottolinea inoltre un fenomeno noto come “dispersione scolastica implicita”: si tratta di studenti e studentesse che completano il ciclo scolastico con competenze significativamente al di sotto delle aspettative. Nel 2025 questa quota si attesta attorno all’8,7%, in aumento rispetto al 2024 e con impatti maggiori su giovani di contesti socio‑economici svantaggiati.
Interpretare i dati per migliorare l’istruzione
I risultati delle Prove INVALSI rappresentano un patrimonio informativo di valore per dirigenti scolastici e docenti. Più che un giudizio sulle singole classi o studenti, questi dati consentono di monitorare trend evolutivi, confrontare risultati tra ordini di scuola e territori, e identificare punti di forza e criticità nelle competenze di studenti e studentesse.
Una lettura attenta di questi risultati può orientare la progettazione didattica, stimolare l’adozione di pratiche di valutazione interne più efficaci, e supportare l’organizzazione di iniziative di recupero e potenziamento. In particolare, la combinazione di dati empirici con riflessioni pedagogiche può aiutare gli insegnanti a calibrare l’insegnamento alle esigenze specifiche delle loro classi.
WonderWhat: formazione Scuola‑Lavoro per fare dei dati un’opportunità
In questo contesto didattico, la piattaforma WonderWhat si pone come risorsa strategica per trasformare le evidenze delle Prove INVALSI in azioni formative concrete. WonderWhat offre percorsi di Formazione Scuola-Lavoro pensati per valorizzare le competenze chiave richieste oggi, integrando contenuti curricolari con esperienze progettuali legate al mondo del lavoro.
Attraverso moduli didattici innovativi, laboratori digitali e metodologie esperienziali, WonderWhat supporta concretamente studenti e studentesse nello sviluppo di competenze trasversali come problem solving, pensiero critico e competenze digitali — tutti aspetti che emergono come cruciali per colmare gap e potenziare i punti di forza evidenziati dai dati INVALSI.
Inoltre, la piattaforma affianca i docenti nella progettazione di interventi didattici personalizzati, offrendo risorse formative per una scuola che vuole innovare. WonderWhat diventa così non solo uno spazio di formazione, ma un alleato per migliorare l’esperienza educativa e preparare studenti e studentesse al meglio per orientarsi in un futuro in continua evoluzione.