Green pass è obbligatorio a scuola. Come funziona la piattaforma per il controllo automatico.

NEWS - 12 settembre 2021

È entrato ufficialmente in vigore il Decreto legge n. 105/2021 che introduce l’obbligo del green pass al personale scolastico e ai lavoratori appartenenti alle Rsa. La norma, approvata nella seduta parlamentare del 9 settembre per opera del Consiglio dei Ministri, attende ora la conversione in legge da parte del Senato. La prossima seduta è prevista per il 21 settembre, dove si attenderà il vaglio e l'approvazione finale che renderà finalmente esecutiva una legge centrale per il nostro Paese.

 

Ratio della normativa è quella di limitare il numero di contagi da Covid 19 rendendo la scuola un luogo sicuro: l’obbligo, ovviamente, non riguarda gli studenti e chi è esentato dal vaccino per svariate ragioni di salute.

 

La vera novità della legge, però, riguarda l’elaborazione di una piattaforma nazionale che aiuterà il personale addetto al controllo green pass a monitorarne l’effettiva esistenza e validità. L’istituzione dell’App è avvenuta grazie al Ministero dell’Istruzione che ha agito in concerto con il Ministero della Salute e che sarà reso disponibile ai dirigenti scolastici o ai delegati che essi indicheranno.

 

Il funzionamento della piattaforma Green pass: al via tutte le formalità

Quella della piattaforma Green pass può essere definita la vera novità dell’anno, una garanzia dell’immunità di molti docenti e personale scolastico che potrà cominciare l’anno con una sicurezza in più. La piattaforma verrà introdotta nel sistema di informazioni del ministero dell’Istruzione che è già conosciuto e utilizzato dai dirigenti. Questi ultimi dovranno entrare nel database, selezionare la scuola di appartenenza e visualizzare i Green pass che sono ancora attivi: brevi passaggi che sono stati indicati in questi giorni attraverso una nota informativa e che è stata affiancata a un manuale d’uso sintetico ed estremamente intuitivo. Tutto accompagnato da un video tutorial che spiega le funzionalità dell’applicazione.

 

Il dirigente che entra nel sistema avrà la possibilità di monitorare non solo la propria scuola ma anche quegli istituti dove potrebbe diventare reggente, con l’opzione di delega ad altro soggetto preventivamente indicato e registrato. Per i primi tempi, ovviamente, ci si aspettano rallentamenti dovuti alle difficoltà iniziali di utilizzo del sistema e un periodo di assestamento che richiederà rafforzamenti della linea internet negli istituti e negli ambienti presidenziali. Inoltre, in caso di problemi con il sistema, è stato istituito un servizio assistenza che è attivo ogni giorno dalle 7 alle 14 e che è pronto ad aiutare in caso di problemi di accesso e funzionamento.

 

Nella stesura del progetto di legge, come vedremo, il legislatore ha valutato i rischi legati alle violazioni della privacy introducendo norme volte al rispetto dei principi posti dal Garante Privacy: chi monitora i Green pass, ad esempio, non potrà conoscere le ragioni per le quali un certificato non è attivo, né eventuali patologie sofferte dal soggetto.

 

Cosa pensano i presidi della piattaforma

Si chiamerà Piattaforma nazionale digital green certificate ed è stata programmata dalla Sogei, società che si occupa di realizzare sistemi digitali ad alta innovazione. La nuovissima piattaforma digitale si occuperà di creare un vero e proprio dialogo tra il sistema SIDI legato al Ministero dell’istruzione e i database sanitari che rilasciano i Green pass: una comunicazione necessaria per velocizzare i controlli e assicurarsi dati certi e affidabili, senza pericolo di falsificazioni o intrusioni di terzi soggetti. Per accedervi, sarà necessario il codice meccanografico di ogni istituto che farà comparire un elenco preciso dell’intero personale in servizio quella giornata. Per la validità o meno del certificato vaccinale, è stato associato un semaforo a due colori: verde o rosso, che corrispondono a green pass ok o scaduto.

 

Ma cosa pensano i presidi di questa nuova soluzione? Attraverso l’associazione ANP, i presidi hanno manifestato il loro gradimento verso il nuovo sistema di controllo che non sarà manuale ma digitalizzato e dunque automatico. Un modo rapido e segreto per verificare lo stato vaccinale del personale scolastico in pochi secondi e senza bisogno di coinvolgere terzi soggetti. Questo significa che coloro che non sono in possesso della certificazione, non saranno autorizzati a entrare a scuola e dopo cinque giorni di assenza, non per malattia, scatta la sospensione delle attività scolastiche e dallo stipendio. Sanzioni importanti, che mettono in allerta il corpo docente e il personale scolastico, sempre più sotto pressione.

 

Intanto, i presidi che hanno già avuto occasione di provare la nuova applicazione l’hanno trovata intuitiva e rispettosa della privacy, dal momento che non vi è traccia delle ragioni che hanno portato alla produzione del pass, se per guarigione, tampone o vaccino, né vi è possibilità di conservare i dati consultati, come indicato dal Garante Privacy.

 

Certo, non è tutto oro quello che luccica e le prime avvisaglie di criticità sono già evidenti. Prima fra tutte la possibilità concreta di un attacco informatico che metterà in crisi l’intero sistema, ma anche i ritardi nell’arrivo dei pass che causeranno discriminazioni tra i docenti che già ne sono in possesso e gli altri che per vari motivi non lo hanno ancora ricevuto. Per evitare questo tipo di problemi, i servizi sanitari locali sono già in attività per garantire una ricezione rapida del certificato e appianare ogni possibile critica.

 

Un altro fattore che si presta a problematiche varie è il potere che viene conferito ai presidi e che consiste nella possibilità di sanzionare il docente in caso di assenza ingiustificata, con sospensione del servizio e dello stipendio. Un compito oneroso che richiede grande senso di responsabilità e valutazioni specifiche caso per caso per analizzare quelle variabili che potrebbero verificarsi, come ritardi, contagi nonostante il vaccino e blocchi del sistema. Per evitare prese di posizioni ingiustificate e abusi di potere, il Governo si affida al buon senso di questa categoria, puntando sul loro senso di responsabilità e sulla serietà del loro lavoro. Resta inteso, in ogni caso, che i docenti che si sentono messi sotto pressione o discriminati per qualsiasi motivo, possono segnalarlo alle competenti autorità che faranno le verifiche del caso.

 

Misure ulteriori per il contenimento del Covid: basterà il Green pass?

Il timore più grande che ha assalito il mondo negli ultimi mesi è stato quello di dover affrontare un mostro sconosciuto e di doverlo combattere con armi in fase di costruzione. Ancora oggi non sappiamo molto del Coronavirus e delle conseguenze dei vaccini che sono stati sperimentati, eppure molti si sono affidati alla scienza per vedere la luce dopo mesi di buio totale.

 

Quello che sappiamo con certezza oggi è che il vaccino sta funzionando bene, anche se avrà un tempo di efficacia limitato. Per questo il Green pass avrà una durata di 12 mesi per coloro che sono vaccinati e per chi è guarito e ha fatto un'unica dose. Un lasso di tempo che ci consentirà, in ogni caso, di iniziare l’anno in presenza e nella certezza che i rischi di contagio sono più bassi e decisamente meno gravi. Una soluzione temporanea che riesce a tranquillizzare le famiglie degli alunni e i docenti che possono vivere il rientro in un clima di serenità rispetto all’anno scorso, quando la pandemia incalzava e non si vedevano soluzioni all’orizzonte.

 

Per il momento non ci resta che affrontare i problemi di volta in volta, tenendo presente che la scuola in presenza sarà possibile fino a quando i contagi si manterranno sotto una certa soglia. Nel caso in cui le regioni dovessero cambiare i loro colori passando dal bianco al giallo fino al temutissimo rosso, vi saranno periodi di sospensione della scuola in presenza e il ritorno inesorabile della DAD, che rappresenta, ricordiamolo bene, una possibilità e non un impedimento. Proprio per questo il decreto legge ha previsto delle deroghe alla presenza e al controllo del Green pass che è subordinato all’evoluzione della situazione sanitaria locale, regionale e nazionale e che va monitorata momento per momento.

 

Non dimentichiamo, a tal fine, che l’obbligo del Green pass sta per essere esteso anche agli altri dipendenti della Pubblica Amministrazione che sono a contatto diretto con il pubblico e dunque maggiormente esposti a rischi.