Pensioni docenti e ATA 2022: requisiti e informazioni

NEWS - 14 ottobre 2021

È fissato al 31 ottobre il termine entro il quale docenti e personale ATA dovranno presentare la domanda per il pensionamento 2022. Il Decreto Ministeriale numero 294, emanato il 1° ottobre 2021, ha chiarito quali sono le modalità e i tempi per presentare la domanda. In presenza dei requisiti richiesti, gli insegnanti e il personale ATA potranno andare in pensione a partire dal 1° settembre 2022.

 

Pensioni docenti e personale ATA: il Decreto e il termine entro il quale presentare la domanda

Il termine del 31 ottobre 2021, come chiarito dal Decreto, riguarda ″il personale a tempo indeterminato docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola″ eccezion fatta per i dirigenti scolastici che dovranno presentare la richiesta di pensionamento entro e non oltre il 22 febbraio 2022. Semplificando, entro e non oltre il 31 ottobre, è possibile presentare domanda di:

  • pensionamento per raggiungimento del massimo periodo di servizio
  • trattenimento in servizio per il raggiungimento del minimo contributivo
  • dimissioni volontarie 

Il Legislatore ha inoltre chiarito che la data del 31 ottobre è il termine ultimo per presentare:

  • la richiesta di modificare il proprio rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale e richiedere in questo modo la pensione anticipata
  • domanda di revoca della richiesta di cessazione di servizio
  • annullamento delle dimissioni volontarie
  • domanda di annullamento relativa alla richiesta di trattenimento in servizio.

 

Quali sono i requisiti richiesti per presentare la domanda di pensionamento?

Uno degli aspetti più importanti sui quali fare chiarezza riguarda la presenza dei requisiti previsti dalla legge per fare domanda di pensione entro il 31 ottobre. Tali requisiti variano in base al tipo di pensione che spetta al lavoratore. Partiamo dal caso più semplice ovvero dalla pensione di vecchiaia. Secondo l’articolo 24 del Decreto 241/11, può richiedere la misura previdenziale per vecchiaia chi, a fronte di 20 anni di contributi versati, abbia compiuto l’età di 67 anni al 31 agosto 2022. La norma ovviamente riguarda sia uomini che donne e prevede che la pensione scatti d’ufficio senza la necessità di presentare domanda di cessazione. Al contrario, tutti coloro che compiono 67 anni entro il 31 dicembre 2022 potranno richiedere la pensione tramite apposita domanda di cessazione del servizio. I collaboratori scolastici e i docenti di scuola primaria che svolgono un lavoro qualificato dalla legge come gravoso, devono possedere i seguenti requisiti: 30 anni di contributi, aver compiuto 66 anni e 7 mesi al 31 agosto 2022 (scatta d’ufficio la richiesta) oppure 66 anni e 7 mesi al 31 dicembre 2022. In tal caso deve essere presentata apposita domanda.

 

Opzione donna

Un paragrafo a parte merita l'argomento relativo alla richiesta di pensione integrata all’interno della cosiddetta Opzione Donna. Come abbiamo potuto constatare fin qui, il sistema pensionistico è equiparato a livello di età anagrafica sia per gli uomini sia per le donne. Il raggiungimento dei 20 anni di contributi e lo sbarramento dell’età anagrafica (67 anni) ha livellato la posizione di entrambi i sessi, corrispondendo in tutto e per tutto all'inasprimento generale delle soglie pensionistiche registrato dal 2012 a oggi. L’Opzione Donna è un trattamento pensionistico che viene erogato secondo le regole di calcolo che appartengono al sistema contributivo. Nel caso della scuola, le lavoratrici che intendono fare domanda di pensione entro il 31 ottobre 2021 devono possedere uno dei due requisiti fondamentali. Il primo è aver compiuto l’età di 58 anni al 31 dicembre 2020; il secondo invece è aver maturato un'anzianità contributiva pari almeno a 35 anni (soglia minima) al 31 dicembre 2020.

 

Quota 100, pensione anticipata e domanda di trattenimento in servizio

Secondo quanto disposto dall'articolo 15 del Decreto legge 4/2019, possono richiedere la pensione anticipata gli uomini che hanno maturato 42 anni e 10 mesi di servizio al 31 dicembre 2022 e le donne che sia in possesso di 41 anni e 10 mesi entro la stessa data. E per la Quota 100? La confusione iniziale in materia di anticipazione dei termini richiesti per la presentazione della domanda ha riguardato anche la questione della Quota 100. Tale sistema pensionistico cesserà di esistere a partire dal 1° gennaio 2022. Tuttavia, per effetto della cristallizzazione del diritto alla pensione, tutti coloro che hanno diritto al pensionamento Quota 100 entro i termini richiesti dalla legge e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, potranno usufruire di questa misura previdenziale, ovviamente se in possesso dei requisiti richiesti dalla stessa. Entro il 31 ottobre quindi possono presentare la domanda tutti coloro che compiranno 62 anni entro il 31 dicembre 2021 o se, entro la stessa data di dicembre, siano in possesso di 38 anni di anzianità contributiva. Infine, la domanda di trattenimento in servizio può essere presentata entro il 31 ottobre da parte di chi compie 67 anni al 31 agosto 2022 senza aver raggiunto però la soglia dei 20 anni di contributi; la conditio sine qua non richiesta per l'ammissibilità della domanda è che tale requisito debba essere raggiunto entro il termine massimo dei 71 anni.

 

Accertamento dei requisiti relativi al trattamento pensionistico

Secondo quanto disposto dalla legge, l’accertamento della presenza dei requisiti richiesti per il trattamento pensionistico spetta all’ufficio dell’INPS competente per territorio. Ogni sede, dopo aver valutato i dati presentati dagli aventi diritto, darà comunicazione dell’esito attraverso una dichiarazione congiunta dell’INPS con il Ministero dell’Istruzione entro i termini previsti, che terranno anche conto della tempistica necessaria per comunicare il rifiuto della pensione per mancata maturazione al personale che ha presentato le dimissioni. Quello dell'INPS è ovviamente lo step finale di un iter specifico che parte con la verifica da parte degli Uffici Scolastici Territoriali delle domande di riscatto, computo, ricongiunzione e di tutti gli allegati presentati da coloro che andranno in pensione a partire dal 1° settembre 2022. In parole povere, gli uffici scolastici provvederanno a un'iniziale scrematura delle richieste di pensionamento prima degli scambi di informazioni tra il Ministero e l’INPS. Il modus operandi e la tempistica di questa prima fase sono stabiliti con un’apposita circolare condivisa tra il Ministero della Pubblica Istruzione in accordo con l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. L’Amministrazione ha 30 giorni di tempo per comunicare ai diretti interessati il ritardo nell'accoglimento o il rigetto della domanda di pensionamento con particolare attenzione alla presenza di eventuali procedimenti disciplinari. In questo caso, l'accoglimento della domanda ha effetto a partire dalla data in cui viene disposto il provvedimento.

 

Come si fa a inviare la domanda di pensionamento?

Per inviare in modo corretto la domanda di pensionamento relativa all’anno 2022 è necessario fare riferimento al sito del MIUR e in particolare alla sezione relativa alle istanze POLIS. Sul sito sarà possibile trovare due tipologie diverse di richieste, attive contemporaneamente. Vediamole nel dettaglio. La prima istanza è quella relativa alla cessazione ordinaria; semplificando è la sezione che dovrà compilare chi richiede:

  • la cessazione del servizio perché in possesso dei requisiti maturati entro il 31 dicembre 2022;
  • la cessazione del servizio perché in possesso dei requisiti richiesti e maturati entro il 31 dicembre 2020 (Opzione donna);
  • la cessazione del servizio perché appartiene al personale già trattenuto in servizio negli anni precedenti;
  • la cessazione del rapporto di lavoro in assenza delle condizioni necessarie per la maturazione del diritto a pensione.

La seconda istanza invece riguarda esclusivamente coloro che presenteranno domanda di pensionamento per il raggiungimento dei requisiti previsti in materia di Quota 100. Se l’avente diritto presenta sia la richiesta di pensione anticipata sia la pensione compresa nella Quota 100 prevista dalla Legge Fornero, l’Ufficio Scolastico regionale e in seguito l’INPS, prenderanno in considerazione dapprima la richiesta anticipata e soltanto in seguito la Quota 100. Il Ministero ha inoltre chiarito che il termine del 31 ottobre è perentorio e propedeutico alla pensione. Questo vuol dire che non sarà prevista nessuna cessazione da servizio per tutti coloro che hanno presentato l’istanza in data successiva al 31 ottobre 2021. Ricordiamo che, una volta accertata la presenza dei requisiti richiesti dalla legge, gli aventi diritto potranno inoltrare la domanda di pensionamento esclusivamente dal sito INPS tramite le modalità presenti sul sito quindi, ad esempio, tramite SPID, Carta d'identità elettronica o Carta Nazionale dei servizi. Non sarà accettata la modalità cartacea.