PCTO e covid: cosa si può e cosa non si può fare

MONDO SCUOLA - 03 dicembre 2020

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L’emergenza Covid-19 ha creato non pochi disguidi al mondo della scuola. Lezioni a distanza, connessioni ballerine e molti altri problemi, si sono aggiunti ad un sistema sempre più in equilibrio precario. Sin dallo scorso anno scolastico, a causa del lockdown lungo due mesi, non è stato spesso possibile svolgere le attività dedicate alla PCTO, utili per acquisire nuove competenze e utilizzarle nel mondo reale una volta ottenuto il diploma. È mancato l’orientamento e anche gli stage formativi.

Se a giugno 2020 la situazione sembrava più rosea, a fine novembre ci si trova, ancora una volta, a chiedersi come svolgere attività utili allo studente in piena emergenza sanitaria.

 

PCTO: come ha influito il Covid-19 sulla scuola

L’organizzazione in questo genere di scenario è fondamentale, ma ovviamente non meno essenziale è la sicurezza degli studenti e dei luoghi di lavoro. Per tale ragione si è ritenuto importante fermarsi e riflettere a lungo su come ridisegnare la PCTO 2020/2021.

Sono molti gli studenti che avevano già iniziato lo scorso anno scolastico ma, per ovvie ragioni, il percorso non è stato portato a termine. Si conta che almeno il 70% degli studenti italiani non ha concluso il proprio percorso formativo, oppure, non l’ha neanche iniziato. Quindi cosa succede? Alcuni istituti stanno procedendo al recupero in presenza o in smart working, mentre altri non hanno potuto fare nulla per questioni di sicurezza legate alle aziende.

Perdere tale genere di opportunità è sicuramente un disagio per la persona ma anche per la scuola, quindi, è da considerarsi un vero e proprio fallimento del sistema che non riesce ad assicurare un futuro certo ai ragazzi. Il Ministero della Pubblica Istruzione, ad oggi, non è in grado di regolare l'attività in maniera definitiva poiché vi è uno scenario incerto che giorno per giorno cambia e si evolve, molte volte, in maniera negativa. Cosa fare allora? La palla è stata data al Ministero.

 

PCTO: come funziona

I percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento (PCTO) sono un progetto a cui il Ministero della Pubblica Istruzione tiene molto. È un momento altamente formativo per gli studenti che, per la prima volta, si interfacciano con il mondo del lavoro. Poiché si tratta di una materia d'esame è bene non sottovalutarla e non lasciarla ai margini della didattica anche se la situazione, quest'anno, è davvero complessa da gestire.

A regolare gli aspetti fondamentali della è la legge numero 107 del 2015 e le seguenti disposizioni che nel corso degli anni si sono susseguite. Gli articoli 33 e 43 della legge 107/2015, disciplinano la durata a seconda della scuola frequentata. Quindi uno studente del liceo svolge al massimo 90 ore, gli istituti tecnici 150 ore e, infine, gli istituti professionali 210 ore. È possibile, però, che si proceda ad un accumulo nell’arco del triennio. Tali regole sono state mantenute anche per quest'anno?

A darci tutte le risposte relative alla PCTO durante la pandemia è però il nuovo Piano scuola che detta le misure necessarie per tornare tra i banchi in piena sicurezza. Ecco tutti i cambiamenti a cui si andrà incontro e come bisognerà organizzarsi per assicurarne lo svolgimento.

 

PCTO: i cambiamenti per l'anno 2020/2021

Il primo scoglio circa l’operatività della PCTO è stato posto a marzo 2020 quando è stato ordinato il lockdown totale in tutta Italia. Nel testo del primo DPCM è stato citato il blocco di tutte le attività scolastiche in presenza e quindi anche delle attività correlate. Durante l’estate c’è stato un grande dibattito a riguardo che ha toccato diversi aspetti, cioè la ripresa delle attività in presenza ma anche progetti e stage formativi che, obbligatoriamente, andavano riprese con gli studenti dal vivo.

Per regolare il tutto è stato ritenuto necessario stilare il nuovo Piano Scuola 2020/2021. Qui si trovano tutte le direttive che riguardano questo mondo così difficile da far comprendere all’esterno. Prima di tutto è bene ricordare che le attività fuori dalle aule sono bloccate. Quindi viaggi di istruzioni e uscite didattiche, fino a nuove disposizioni sono state eliminate. Pertanto gli studenti non potranno entrare a scuola e poi uscire, oppure svolgere attività all’esterno. Per tale ragione sembra semplice intendere che le attività alla PCTO al momento siano ancorta bloccate. Ciò, però, non è del tutto vero.

Il Piano scuola demanda l’organizzazione e quindi anche ogni decisione direttamente agli istituti scolastici che, con un lavoro di direzione, devono regolare questo progetto per non farlo fallire. Infatti si dispone una regolamentazione dei modi in cui svolgere gli stage formativi, le tutele per gli studenti e le aziende, infine, anche le norme sulla sicurezza da rispettare. Un ruolo di estrema importanza, per quest'anno, deve essere assunto dalle aziende. Per tale motivo è importante studiare con i partner già convenzionati o convenzionandi, la pratica corretta per poter continuare oppure iniziare lo svolgimento.

I partner, alla luce di tale situazione, potranno scegliere di far svolgere l’attività in smart working, così come richiedere la presenza in azienda per lo svolgimento di particolari mansioni. Il tutto, ovviamente, dipende sempre dalla natura dell’attività. Ad esempio se si lavora in amministrazione è possibile procedere da remoto ma se si tratta di un’attività di ristorazione o alimentare, è necessaria la presenza dello studente sul luogo. Viene dato ampio spazio all’autogestione da parte delle direzioni scolastiche, allora, ognuno potrà disporre la PCTO in maniera autonoma.

Attenzione anche alle ore. Per quest’anno, infatti, alcuni istituti in accordo con alcune regioni, hanno stabilito la riduzione del tempo dedicato alla PCTO. Si conta, infatti, una rinuncia di almeno il 30% del totale stabilito dalla legge. Ciò andrà ad influire sull’attività in presenza, quindi, lo studente sarà costretto a far fruttare al meglio le ore a sua disposizione.

 

PTCO: gli obiettivi da raggiungere nell'anno scolastico 2020/2021

Sacrificare il percorso sicuramente è una sconfitta per il mondo scolastico ed è per questo che si sta cercando di salvare con ogni mezzo possibile, una vera e propria materia di studio e poi di esame. Imparare a destreggiarsi nel mondo del lavoro non è un aspetto da sottovalutare. La scuola, da questo punto di vista, sta puntando molto alla formazione di giovani sempre più capaci di compiere azioni reali, facendoli diventare davvero pronti per un futuro non proprio lontano.

Qualora la PCTO dovesse essere nuovamente bloccata a perderci sarà la società che non potrà fare affidamento su giovani preparati sul pratico. Per tutte queste ragioni è importante cercare di tenere duro e di preservare la salute di insegnanti, tutor e studenti. Solo così sarà possibile tornare, quanto prima, alla normalità e sperare in una rinascita di un sistema scolastico davvero efficiente e attento al futuro.