La gita scolastica diventa virtuale

MONDO SCUOLA - 20 gennaio 2021

La scuola ai tempi del Covid-19: nuove soluzioni anche per le attività extrascolastiche

Inutile dire che prima che iniziasse la pandemia da Covid-19 quella parte di didattica che si teneva fuori dalle mura scolastiche rappresentava un momento importantissimo dell'insegnamento. Essa corroborava l'apprendimento e lo rendeva al contempo molto più interessante e divertente per tutti gli alunni. La gita scolastica, che durasse un solo giorno oppure una settimana, portava con sé quel suo essere vista come un'esperienza indimenticabile da parte di tutti gli studenti. Oggi, con la diffusione del Covid-19 e la relativa pandemia si è reso necessario un ripensamento dell'intera organizzazione legata a questo tipo di attività extrascolastiche. Per fortuna la tecnologia viene in aiuto di presidi e insegnanti. Molteplici sono infatti le soluzioni che al giorno d'oggi consentono di effettuare in modo virtuale persino una gita. Come è possibile? Noi di scuola.net siamo andati a cercare alcune delle tante proposte interessanti che vengono sia dalla rete che dai professionisti del turismo, molte delle quali sono già state messe in pratica nel corso di questi mesi.

 

La realtà virtuale per andare in gita senza uscire da casa

La realtà virtuale rappresenta una delle soluzioni più interessanti per l'organizzazione di gite scolastiche. Uno dei suoi vantaggi più evidenti è il basso costo a carico dell'Istituto, che può dunque avviare senza problemi questo tipo di esperienze per gli alunni, che possono quindi viverle direttamente da casa, anche nel corso della DAD (didattica a distanza). In effetti la realtà virtuale sta prendendo piede sempre di più anche nel mondo stesso del turismo, in quanto consente alle persone di vivere un luogo o un monumento senza spostarsi. Ma vediamo nello specifico come funziona la VR e come può stravolgere il mondo dell'insegnamento.

 

Vivere un monumento attraverso la VR

Inutile dire che la realtà virtuale offre una prospettiva davvero ampia a chi decide di usarla per la fruizione di un sito o di un monumento. Se con la tradizionale gita scolastica l'esperienza visiva era affiancata dalle spiegazioni dell'insegnante che faceva da accompagnatore, con la VR i ragazzi hanno a loro disposizione uno strumento in più che consente di visualizzare ricostruzioni 3D nonché di immergersi letteralmente in una realtà che può essere riprodotta così com'era in origine. Pensiamo ad esempio alla ricostruzione di un sito archeologico. Una classica visita consentirebbe di ammirare il sito e di comprenderne l'aspetto originario semplicemente apprezzandone qualche immagine ricostruttiva sulla pagina di un libro o su una dispensa. Con la realtà virtuale invece lo studente va a vivere un'esperienza unica. Egli può muoversi nel sito esattamente come facevano i suoi abitanti dell'epoca e così l'immersione nella storia è totale. A livello formativo è evidente che si tratta di un enorme vantaggio. La VR consente infatti di utilizzare tutti e cinque i sensi per vivere l'esperienza del viaggio virtuale a 360 gradi, senza alcuna limitazione. Per non parlare poi dell'enorme vantaggio che questo tipo di gita scolastica rappresenta per tutti quegli studenti portatori di handicap che hanno difficoltà negli spostamenti. Grazie alla realtà virtuale essi possono superare tutti i loro limiti ed esplorare il sito con le stesse identiche opportunità dei loro compagni di classe.

 

Come nasce la VR e come si applica al turismo culturale

La realtà virtuale che oggi viene usata anche per le gite scolastiche nasce in realtà nel mondo del gaming e proprio le regole di questo settore vengono messe in atto per consentire una vera interazione tra l'utente e la realtà virtuale. Quest'ultima si realizza tramite un lavoro preventivo che è fatto di rilievi fotogrammetrici e laser e di una successiva elaborazione dei dati. Insomma, l'obiettivo della realtà virtuale applicata al settore del turismo è quello di consentire alle persone di catapultarsi letteralmente all'interno di un sito, proprio come si fa in un videogioco, con l'ausilio di tutti gli strumenti che possono essere utili a migliorare la comprensione di quel che si sta guardando. Solo per fare un esempio, quando la realtà virtuale è applicata alle opere d'arte, come i quadri o le sculture, si possono aggiungere spiegazioni dell'opera. Si può persino dar voce al pittore, tutti dettagli che non fanno altro che destare l'interesse del turista o dello studente, nel caso dell'applicazione in ambito scolastico. Addirittura c'è chi da qualche tempo usa la realtà virtuale con finalità di marketing, per promuovere località turistiche e attirare l'attenzione dei potenziali visitatori. Questi ultimi dal canto loro hanno l'opportunità di andare a conoscere in anticipo i luoghi che intendono scegliere per i propri viaggi, senza più rischiare spiacevoli sorprese. Un insegnante che ha in mente una gita virtuale in una determinata località può sfruttare in questo senso i vantaggi della VR per preparare i suoi studenti alla visita.

 

Tour virtuali creati direttamente dall'insegnante

Chi meglio dell'insegnante conosce i propri alunni e sa quali possono essere i loro interessi? Perché dunque affidarsi a tour virtuali già predisposti se con una minima conoscenza dei più diffusi strumenti informatici è possibile creare tour virtuali personalizzati? In effetti basta davvero poco, un pc connesso a internet e un'applicazione che consenta di realizzare percorsi in realtà virtuale. Sicuramente il più utilizzato finora è il creatore di tour Google VR, che funziona tramite Street View e consente di aggiungere scene a propria scelta per ideare tour a 360 gradi. Si possono inserire sempre a propria discrezione dei punti di interesse che siano particolarmente significativi ai fini dell'apprendimento. Insomma, l'insegnante può personalizzare il tutto sulla base delle specifiche esigenze didattiche della sua classe. Con l'ausilio di un microfono si può aggiungere la narrazione e inserire tutte le spiegazioni necessarie a una migliore comprensione. Il tutto si visualizza poi con un semplice visore per realtà virtuale di quelli che oggi si trovano in commercio a poche decine di euro. Se le strumentazioni a disposizione della scuola lo consentono, si può pensare persino di coinvolgere gli studenti nella creazione stessa del tour, rendendoli parte attiva nell'organizzazione della loro prossima gita.

 

Partecipare a tour organizzati dai professionisti del turismo

Agenzie turistiche, tour operator e guide turistiche organizzano visite in realtà virtuali pensate per diverse tipologie di clientela, tra cui vi sono anche le scuole. Aderire a uno di questi tour significa permettere agli studenti di andare a conoscere un luogo o un monumento e di ascoltare direttamente le spiegazioni degli esperti. I tour possono essere acquistati dalla scuola a un costo che è praticamente equivalente a quello di un classico tour guidato. Il vantaggio è che non ci si deve spostare, quindi non occorre prenotare pullman e tutto si può seguire a distanza, in piena sicurezza, persino dallo smartphone. Le mete tra cui scegliere sono le più disparate e si possono includere anche destinazioni lontane che normalmente sarebbe stato impossibile prendere in considerazione nell'ambito delle uscite scolastiche.

 

Tour virtuali dalla scuola primaria alle superiori

Il vantaggio del tour virtuale, lo abbiamo detto, sta nel fatto che esso, esattamente come una normale visita guidata, può essere personalizzato in ogni suo aspetto. In base al tipo di pubblico al quale ci si rivolge si può definire un tour specifico, con determinate caratteristiche e approfondimenti mirati. Se si effettua anche una semplice ricerca in rete si trovano ad esempio tour su misura per gli alunni della scuola primaria. Con essi ci si prefigge di guidare gli studenti alla conoscenza dei più importanti musei italiani. Per ciascuno di questi, o almeno per tutti quelli che finora hanno aderito, sono disponibili visite tematiche, incentrate sull'approfondimento di una collezione o di un pezzo particolarmente rilevante, oppure su un argomento legato ad esempio alla storia del museo o a un'esposizione temporanea o permanente allestita al suo interno. Il tutto rigorosamente a misura di bambino, con spiegazioni adattate ai più piccoli e l'utilizzo di terminologie a loro familiari e comprensibili.