Insegnare inglese con lo storytelling

MONDO SCUOLA - 29 gennaio 2021

Tutti ricordiamo con nostalgia e tenerezza quei momenti in cui ci venivano raccontate le fiabe prima di dormire. Ascoltare le storie è una fase importante per la crescita di ogni bambino, dal momento che esplica effetti benefici non solo per lo sviluppo cognitivo ma anche emotivo e sociale. Vedremo, nel corso dell'articolo, come questa attività riesca a stimolare la conoscenza piena del linguaggio, aiutando il bambino a sviluppare idee e opinioni sulle dinamiche sociali e la vita che lo circonda. L’ascolto, infatti, favorisce l'identificazione con i personaggi della fiaba e consente di partecipare emotivamente alle avventure che vivono e ai loro stati d’animo, grazie al meccanismo di immedesimazione con il quale si sviluppano importanti attitudini come l’immaginazione, il problem solving e l’empatia. Tali qualità nascono con l’ascolto ma si sviluppano anche in altri ambiti della quotidianità come il gioco, lo studio, lo sport e tutte quelle situazioni quotidiane e straordinarie che ogni bambino vive. Questo significa che mentre ascolta, impara a dare senso agli eventi, a raccontare, ponderare, riorganizzare e soppesare ogni momento della vita. In questa direzione, lo storytelling diventa uno strumento didattico estremamente utile per implementare le competenze nelle lingue straniere. Proprio per tale motivo la lettura di fiabe e storie, durante le lezioni, viene usata con crescente frequenza per l’insegnamento della lingua inglese non solo nella scuola primaria ma anche per gli adulti.

 

Lo storytelling e l’insegnamento dell’inglese

L’ascolto della lingua inglese è lo strumento principe per esercitarsi a comprendere e a pronunciare bene ogni parola, basti pensare ai bambini piccoli che imparano a pronunciare le prime parole ascoltando la mamma e i fratelli maggiori che gli parlano. Ascoltare è fondamentale e aiuta davvero tanto, per questo riteniamo che lo storytelling rivesta un ruolo fondamentale nella lezione di inglese. Ma dove nasce questa antica consuetudine? Gli storici classici ci insegnano che i primi libri illustrati, che probabilmente venivano raccontati ai bambini, sono stati ritrovati sulle pareti delle meravigliose grotte di Lescaux, così come sappiamo che gli aedi greci sono stati i veri portavoce della letteratura greca giunta fino a noi. Misteriosi miti e avvincenti leggende tramandate di padre in figlio che sono riuscite ad attraversare i secoli e superare le trasformazioni culturali di tutti i tempi. Il racconto acquista in tal modo un significato ancestrale che riesce a coinvolgere studenti di tutte le età, stimolando l’apprendimento e la voglia di imparare, soprattutto la lingua straniera. La differenza tra un normale insegnamento di inglese e una lezione svolta utilizzando lo storytelling risiede nel clima che riesce a creare, che elimina ogni forma di competizione o di paura di essere inadeguato, perché lo storytelling mira alla condivisione e allo sforzo di ascoltare per cogliere più informazioni possibile. Il valore aggiunto di questo metodo è quello di coinvolgere l’udito, la vista e tutta la parte emozionale esaltando l’ascolto al massimo grado.

 

Tutti i consigli per uno storytelling di successo

Negli ultimi anni lo storytelling sta diventando davvero molto diffuso per l’insegnamento della lingua inglese in tutte le scuole di ordine e grado e i frutti di questo metodo molto antico eppure così innovativo, sono tangibili già dopo i primi mesi. Ma come dovrebbe svolgersi uno storytelling appassionante e di successo? Per ottenere risposte concrete e basate sull’esperienza abbiamo intervistato alcune famose insegnanti che hanno fatto di questo sistema un vero e proprio strumento didattico. Il primo consiglio è quello di trasformare lo storytelling in una pratica piacevole che non deve apparire come un "dovere" che causa tensione, stress e timore, ma un piacere da vivere serenamente insieme agli altri. Quando ci si rivolge ai bambini piccoli è consigliabile utilizzare libri interattivi che contengano immagini chiare ed esplicative, per aiutare la comprensione del testo. La storia, ovviamente, deve essere adeguata all’età degli allievi perché deve favorire il coinvolgimento emotivo e magari farli sognare con avventure avvincenti e temi che sanno suscitare interesse. Può essere molto utile l’utilizzo di flashcard e cioè di carte che rappresentano personaggi diversi della storia che possono essere combinati tra loro, in modo da favorire sempre nuove interpretazioni e colpi di scena. Per questo possono essere d’aiuto le action song e rhyme che raccontano anche attraverso la musica o l’interactive book, libri interattivi che consentono ai piccoli di entrare nel racconto facilitando la comprensione delle immagini e delle parole. In alcuni casi può essere divertente l’impiego di burattini per la drammatizzazione e di metodi più fantasiosi come il finger play, per rappresentare le fiabe attraverso personaggi creati e mossi dalle dita delle mani dell’insegnante. Per tale motivo è fondamentale la lettura dialogica, perché è più leggera e favorisce l’immaginazione, trasformando l’aula in un vero e proprio palcoscenico dove gli alunni possono immedesimarsi, sognare e imparare divertendosi.

 

Perché lo storytelling viene considerato uno strumento inclusivo

Lo storytelling è importante per lo sviluppo delle capacità dei bambini, perché li "obbliga" a sforzarsi all’ascolto e a stare attenti a tutte le sfumature del racconto. Per questo molti pedagoghi suggeriscono di iniziare tale attività già da molto piccoli e di svolgerla in modo costante. Solo in tal modo è possibile raggiungere alcuni importanti obiettivi come l’allungamento dei tempi dell’attenzione, l’implementazione del repertorio linguistico, lo stimolo della fantasia e il corretto riconoscimento di fonemi e suoni stranieri. Infine, ascoltando il racconto in lingua inglese, il piccolo si abitua a quei suoni e per lui sarà più facile comprendere intere frasi districandosi anche in contesti diversi. È chiaro che la scelta della storia deve ricadere su un testo adeguato alla fascia d’età per non apparire eccessivamente banale, ma neanche troppo difficile per non creare frustrazione e confusione nell’ascoltatore. A tal fine si rivelano importanti i supporti multisensoriali per la comprensione, come i disegni e i video. Il successo dello storytelling risiede, inoltre, nel clima favorevole che riesce a creare, perché favorisce la fantasia e dà vita ad un’atmosfera stimolante dal punto di vista pedagogico ed emotivo, migliorando anche il rapporto con i compagni di classe. Ma non solo, utilizzando determinate modalità è possibile impiegare tale metodo anche con i bambini affetti da DSA, che presentano difficoltà nella processazione di alcuni stimoli come quello uditivo, causando criticità nella comprensione del significato complessivo o degli enunciati singoli. In questi casi può essere utile iniziare la lezione mostrando preliminarmente delle immagini, per dare l’idea dell’ambientazione e dei personaggi di cui si racconterà. Ottima l’idea di associare lo storytelling a un video che racconta la storia, individuando le k-words che suggeriscono delle ancore ai bambini per la comprensione della storia. In tal modo non sarà necessario fermarsi sul significato della singola parola ma sul senso della frase, che consentirà loro di giungere alla comprensione generale. È importante, infine, non interrogare subito i ragazzi ma far loro domande con metodi alternativi, per evitare pressioni psicologiche e inevitabili sensi di inadeguatezza. Vissuto così, lo storytelling può diventare l’abitudine più adatta per anticipare e introdurre le lezioni di grammatica inglese, coinvolgendo l’intera classe.

 

La pedagogia dello storytelling

Le fiabe hanno da sempre un grande fascino perché riescono a coinvolgere sia i maschietti che le femminucce, lasciando spazio alla fantasia e all’immedesimazione. La fiaba è semplice da comprendere poiché contiene molte ripetizioni e rime, che semplificano la comprensione di vocaboli nuovi aiutando a dare un senso alla storia. Il linguaggio è elementare con un intreccio cronologico semplificato, che segue uno schema logico tranquillo e adeguato agli ascoltatori. Si tratta generalmente di un protagonista che deve superare delle prove di coraggio combattendo contro dei nemici, ottenendo un premio finale. I nomi dei personaggi sono semplici e rappresentano il ruolo che svolgono nella fiaba e le immagini semplificano la comprensione anticipando le fasi della fiaba. Questa dinamica favorisce l’interazione, la voglia di anticipare le mosse dei protagonisti e il desiderio di imparare vocaboli nuovi, in una parola: divertimento. Il principale obiettivo dello storytelling è fare lezione divertendosi, per non appesantire lo studio dell’inglese rendendo la lezione leggera ed emozionante. Ma non solo, utilizzando questo sistema anche i compiti a casa sembreranno più semplici, perché i bambini non dovranno ricordare solo le parole dell’insegnante ma le immagini della storia, che verranno associate al racconto. Questo collegamento di immagini e vocaboli semplificherà il loro lavoro rendendolo piacevole e divertente.