DAD e registrare le lezioni, cosa dice la legge

MONDO SCUOLA - 05 febbraio 2021

La didattica a distanza, ormai, è entrata di diritto nel lessico di uso comune di studenti, famiglie e insegnanti. Sarà il futuro anche nel periodo post pandemia? Per il momento non possiamo escluderlo del tutto. In attesa di tornare fisicamente in classe, però, sono sorti molti problemi riguardo la DAD. Questo metodo così insolito di fare lezione ha richiesto alcuni interventi netti da parte di scuole e famiglie che, ovviamente, si sono ritrovate a fare i conti con nuove regole, usi e consuetudini.

Voi insegnanti avete dovuto studiare nuovi modi per rendere sempre più semplice questo genere di attività ma, a volte, senza fare i conti con le insidie che il Web nasconde. Ma se, fino ad ora, avete incentivato la registrazione di spiegazioni in classe e gli studenti ne hanno fatto buon uso, cosa succede se le le lezioni vengono video registrate e fatte girare sul Web o tra gli studenti più abituati ai social? Sicuramente bisogna fare i conti con dei provvedimenti specifici.

La registrazione delle video lezioni è un argomento spinoso che merita particolare attenzione. È possibile farlo oppure no? Ad oggi la Netiquette in campo scolastico esprime dei pareri a riguardo ma, a volte, risultano poco chiari. Per questo motivo bisogna fare attenzione anche ad alcune eccezioni da valutare. In questo articolo scopriremo se è del tutto regolare procedere alla ripresa di video lezioni direttamente dalla classe online e quali sono gli aspetti di cui tenere conto.

 

Il parere del Garante sulla Privacy

Già dal 2016 ci si era posti il problema circa la registrazione di lezioni ma, ovviamente, nessuno di noi poteva immaginare quanto questa situazione potesse imporsi in maniera prepotente sulle nostre vite. Sulla faccenda, ad ogni modo, si è espresso il Garante della Privacy.

Viene definito possibile registrare le lezioni, però, a patto che siano utilizzate per scopi personali. Un esempio? Lo studio individuale. Tale pratica, fino a qualche tempo fa, non riceveva particolare attenzione e si procedeva in maniera del tutto arbitraria.

È bene ragionare per analogia. Se è possibile registrare un audio di una certa lezione, sicuramente, anche per le video lezioni sarà possibile agire in tal senso. In parte ciò è vero ma è bene considerare che è proprio l’utilizzo del materiale ad essere passibile di sanzione. Sulla questione sono sorti diversi dubbi e questo chiarimento da parte del Garante sulla Privacy, ad oggi, si rivela obsoleto. Quindi è subentrato il Ministero della Pubblica Istruzione che è riuscito a chiarire qualche dubbio circa la questione.

 

I chiarimenti dal Ministero della Pubblica Istruzione

Il Ministero della Pubblica Istruzione, riguardo alla didattica a distanza, ha fornito dei chiarimenti sufficienti, sulla base di ciò, molte scuole hanno dovuto stilare una sorta di regolamento che sia in grado di organizzare i comportamenti dei singoli studenti, genitori e anche insegnanti.

Ovviamente ogni istituto ha detto la sua a riguardo ma circa le sanzioni e le responsabilità si riscontrano alcune ambiguità o condizioni poco chiare. Quando uno studente diventa punibile? A cosa va incontro se commette una violazione della Netiquette scolastica?

Alcuni ritengono che le norme da applicare siano equiparabili a quelle utilizzate per i vari social network e per le video conferenze pubbliche. Ma è davvero sufficiente o, forse, risulta esagerato? A questa domanda risponde proprio il Ministero dell’Istruzione. È vietato registrare la video lezione vera e propria, quindi, non è possibile divulgare video o informazioni che riprendono le dinamiche di classe. Tuttavia è ammesso far circolare video in cui gli insegnanti forniscono spiegazioni, approfondimenti o slide. Si tratta di materiale di studio messo a disposizione degli studenti dai docenti. Tale opportunità permette uno studio più approfondito a casa, quindi, si rivela utile avere materiale che chiarisca dubbi e incertezze circa un determinato argomento.

La motivazione che ha portato il Ministero della Pubblica Istruzione a chiarire questi aspetti è molto semplice. In un contesto in cui la lezione a distanza può essere seguita direttamente da casa, con dispositivi sempre disponibili per gli alunni, non può essere registrata. Facendo leva sul concetto di interazione tra alunni e insegnanti, si tiene conto anche delle canoniche regole utilizzate anche in presenza.

Infine il Ministero della Pubblica Istruzione ha dovuto chiarire che ogni realtà scolastica può regolarsi in base alle esigenze di apprendimento dei suoi studenti. Ovviamente è necessario operare sempre in accordo con i principi che la Netiquette e la didattica a distanza impongono. Non sono concessi usi impropri del materiale scolastico, lezioni o altro. Il tutto, quindi, resta circoscritto all’ambiente, tenendo conto della normativa sulla privacy e del diritto d’autore.

 

Cosa succede se la lezione viene pubblicata su piattaforme social?

Nell’epoca dei social network la condivisione è diventata una parola d’ordine. Se diventa sempre più semplice condividere foto, momenti felici o approfondimenti su un argomento di nostro interesse, cosa succede se si scopre la pubblicazione di una lezione online? Di certo siamo di fronte ad una violazione della Netiquette scolastica. Aggiungere un video di una lezione in didattica a distanza su YouTube, Instagram o Facebook, è assolutamente vietato. Tale comportamento resta punibile ai sensi della giurisprudenza valida sull’argomento. Viene disposto che tale azione è perseguibile penalmente, infatti, siamo in presenza di un reato di diffamazione. Pertanto uno studente non può fare di testa sua, quindi, pubblicare il materiale senza autorizzazione. Per poter operare in accordo con la legge e non rischiare di risarcire i danni, è necessario, prima di mettere in Rete una registrazione del genere, richiedere sempre il consenso di docenti e studenti coinvolti nella lezione. Solo così è possibile non subire ripercussioni di alcun genere.

 

Cosa cambia con le lezioni universitarie?

Per gli universitari la situazione non cambia. Anche in questo caso è possibile registrare le lezioni in modo da consentire sempre lo studio e il ripasso. È utilizzata la stessa regola per quanto riguarda le video lezioni. Ovviamente va specificato che il professore può negare tale pratica, quindi, bisognerà avvalersi solo degli appunti. Anche nel caso degli universitari è vietato pubblicare le lezioni sui social network previo consenso ma non solo, è vietato vendere i file registrati per lucrare, deridere o offendere il docente, in modo da non ricadere in un reato penale.

 

Come mettersi al riparo da eventuali problemi

Per evitare che le lezioni arrivino su canali social o su sistemi di messaggistica istantanea come Whatsapp, sicuramente, è bene premunirsi con un regolamento scolastico efficace e che vieti in toto tale pratica. Pertanto tutti questi aspetti vanno chiariti sul decalogo di norme che ogni istituto deve avere, ora, per legge.

Ricordiamo che nel caso di registrazioni messe a disposizione dai docenti, il download deve essere sempre ben regolamentato e messo a disposizione solo per coloro che ne fanno richiesta esplicita. Si tratta di materiale extra da divulgare per mail o attraverso piattaforme dedicate a tale funzione.

Infine è bene sottolineare il divieto di diffondere ogni mezzo di apprendimento fornito dalla scuola o dagli stessi insegnanti, sui gruppi social o su altri canali della Rete. Solo così è possibile evitare che vi sia un uso improprio del materiale divulgato in sede di didattica a distanza.