La scuola in Germania: un modello tra i migliori d'Europa?

MONDO SCUOLA - 25 marzo 2021

La Germania, lo sappiamo, è sempre un passo in avanti rispetto al resto dell’Europa ed è difficile tenerle testa, soprattutto quando si parla di servizi e organizzazione delle infrastrutture. La scuola, in particolare, ha un sistema molto diverso da quello italiano sia da un punto di vista strutturale che di efficienza logistica, per questo viene spesso considerato come un esempio virtuoso in molti Stati del mondo. Prendendo spunto dalle differenze rispetto al nostro sistema scolastico, in questa occasione vogliamo analizzarne le componenti per valutarne i vantaggi ed eventualmente cogliere qualche importante suggerimento per il nostro Paese.

 

La discrezionalità dei Länder: a ciascuno la sua organizzazione

Da un punto di vista educativo, ogni singolo Länder, inteso come Stato all’interno della federazione, gestisce in modo autonomo il territorio di sua competenza. In molti Stati, infatti, è prevista l’obbligatorietà dell’istruzione per circa 10 anni, sancendo assoluta gratuità fino alla fine delle scuole superiori. In altri Stati, invece, vengono pagate alcune tasse, in misura minima, come forma di contributo alle spese sostenute.

Il modello paritario che lo caratterizza, inoltre, viene definito rigido, perché le sorti del bambino vengono stabilite già a 10 anni. Questo significa che il piccolo viene valutato in base ai risultati ottenuti nei primi 5 anni di scuola elementare dando vita a tre diversi indirizzi, per venire incontro a studenti con attitudini e capacità diverse. Una sorta di scuola media differenziata che offre una qualità di insegnamento molto elevata e accoglie metodi di insegnamento alternativi, impensabili in Italia. Basti pensare allo spazio che viene dato ai laboratori, all’introduzione di supporti tecnologici informatici e a molte novità che velocizzano l’apprendimento rendendo la Scuola terreno fertile per un apprendimento più completo e veloce.

A questo modello si affiancano le scuole che adottano il sistema delle Wadorfschulen, istituti privati che seguono il pensiero dell’antropologo Rudolf Steiner. Un metodo simile a quello della Montessori, che mira a valorizzare la creatività naturale del bambino, focalizzando l’attenzione sulla sua attitudine artistica, come la capacità di suonare uno strumento musicale, di dipingere, cantare o ballare. Un percorso innovativo che propone un’educazione che parte dalla scuola materna e giunge direttamente alle medie.

Vi sono poi scuole private internazionali dove si insegnano due lingue contemporaneamente per puntare al bilinguismo precoce e che terminano con il conseguimento del diploma. Infine, la Germania accoglie anche scuole religiose private, sostanzialmente sovvenzionate dallo Stato, che seguono il programma istituzionale.

 

Dalla scuola dell’infanzia all’università, un crescendo di innovazione e integrazione

Il sistema scolastico in Germania non prevede l’obbligatorietà della scuola dell’infanzia, questo significa che dai 3 ai 5 anni i genitori possono decidere la formula più adatta alle loro esigenze, considerando che le Kindergarten hanno orari che variano dalle due alle 8-9 ore, liberamente gestibili.

A partire dai sei anni, invece, i bambini iniziano il vero e proprio percorso didattico con la prima elementare. La Grundshule, come viene chiamata, viene ricordata soprattutto per la Schültute, che è lo scatolo di caramelle o cioccolata che i nonni o i genitori regalano ai piccoli per il loro primo giorno di scuola. Le elementari durano solo 4 anni ed è a questo punto che i genitori decidono l’indirizzo successivo tra ben 4 tipologie: la scuola comprensiva Gesamtschule, Realschule, Gymnasium e Hauptschule.

Nella prima tipologia, la Gesamtschule, gli studenti ricevono un insegnamento comune che dopo 10 anni consente al giovane di scegliere un percorso consono alle sue attitudini. Questo significa che a 16 anni stabiliscono se trovare un lavoro oppure prendere un diploma studiando altri 3 anni, per poi iscriversi all’università. Tra le 4 opzioni, questa è destinata solo al 5% degli studenti in tutta la Nazione ed è quella che maggiormente ritarda la decisione sull’indirizzo da prendere, consentendo al giovane di scegliere al posto di genitori e docenti.

La Realschule, invece, dura 6 anni e offre diversi percorsi di apprendimento: quello commerciale, l’apprendistato medico-infermieristico, lo studio delle lingue straniere, la formazione tecnico-artistica e altre diverse competenze.

Il Gymnasium è probabilmente l’indirizzo più impegnativo perché dura 8 anni e offre una preparazione agli studi accademici. Impegna gli studenti 40 ore settimanali circa, comporta lo svolgimento di compiti anche al ritorno da scuola e apre le porte all’università. L’organizzazione didattica e la durata del percorso è molto variabile e ogni Länder gode piena libertà di gestione.

L’Hauptschule, infine, è un vero e proprio istituto professionale che viene scelto da coloro che non vogliono iscriversi all’università. Ottenuto il diploma, infatti, si procede all’apprendistato associato ad un orientamento specifico, con il quale si stabilisce il lavoro che si intende intraprendere. Per inserire il giovane nel mondo del lavoro, tale praticantato viene svolto già nelle aziende che cercano personale, indipendentemente dal fatto che siano imprese pubbliche o private. Quest’ultimo sistema è probabilmente l’esempio più chiaro di efficienza e praticità del sistema scolastico tedesco perché garantisce al giovane un’idea chiara della sua futura occupazione, senza che l’azienda debba sostenere ulteriori costi per la formazione. Tutto il sistema scolastico è finalizzato a trovare "lavoro" e già in tenera età il piccolo viene analizzato per capire quali sono le sue attitudini. Questo comporta, da un lato, maggiore pragmaticità, ma dall’altro, rischia di non considerare le evoluzioni personali del minore e i cambiamenti che questi può vivere nella fase adolescenziale.

 

L’organizzazione interna delle scuole: rigidità e tanto lavoro

Una differenza sostanziale tra la scuola italiana e quella tedesca è il rapporto docenti-alunni, che in linea di massima è molto formale e distaccato. Mentre in Italia, infatti, si assiste oggi ad un’inversione di tendenza rispetto al passato che vede i docenti molto più vicini agli studenti, in Germania queste relazioni vivono ancora il retaggio del secolo scorso.

Anche le vacanze estive presentano qualche differenza, dal momento che durano solo sei settimane. Non solo, per evitare di chiudere tutti gli istituti lo stesso giorno, il Governo prevede periodi di vacanza alternati, così da non affollare autostrade e servizi pubblici, causando disservizi. Gli altri giorni di festa, durante l’anno, riguardano le tre settimane natalizie, due settimane in autunno e una settimana per Pasqua.

Da quanto letto, si comprende che la quantità di giorni è più o meno la stessa che però vengono spalmati in modo più razionale, per venire incontro alle famiglie che lavorano. Vi sono poi, altre piccole differenze che non hanno grande influenza sul piano sostanziale, come ad esempio, l’obbligatorietà della divisa solo nelle scuole religiose e la durata delle ore scolastiche che è di 45 minuti anziché 60, oltre all’intervallo che è più lungo, per consentire la socializzazione tra gli studenti.

Resta, infine, la questione dell’iscrizione all’università. In generale solo gli studenti meritevoli possono decidere liberamente a quale facoltà iscriversi e ciò dipende dal voto dell’Abitur, che corrisponde alla nostra maturità. Non solo, per alcune facoltà come quella di medicina, il voto finale deve essere medio-alto per garantire standard di studio molto elevati evitando rallentamenti durante il corso universitario o, peggio, il totale abbandono. Per gli altri studenti, invece, decide lo Zentralstelle für die Vergabe von Studienplätzen, chiamato brevemente ZVS, che può essere definito una sorta di collocamento studentesco. Questo ufficio ha il compito di valutare il percorso scolastico condotto fino a quel momento e di analizzare il voto finale; elementi che gli consentiranno di decidere l’indirizzo da far intraprendere al giovane.

Il modello tedesco è probabilmente unico in Europa e si distacca per molti versi da quello italiano, che nonostante le numerose critiche, viene ancora considerato molto valido. Gli esperti del settore, infatti, lodano la Germania per l’organizzazione efficiente e i servizi che riesce ad offrire agli studenti di ogni grado e stato e conseguentemente alle famiglie, oltre alle strutture logistiche che vengono costantemente sottoposte a manutenzione per evitare dissesti e decadimenti strutturali.