Quale sarà il futuro della DAD quando torneremo regolarmente a scuola?

MONDO SCUOLA - 14 aprile 2021

L'introduzione della didattica a distanza (DAD) come mezzo per consentire lo svolgimento delle lezioni anche in piena pandemia ha completamente stravolto il modo di concepire l'intero sistema scuola. Molte cose sono cambiate e tutti si sono dovuti adattare al nuovo sistema. Dagli insegnanti agli alunni ciascuno ha fatto la sua parte. Anche le famiglie hanno dovuto rimodulare la gestione delle ore di scuola dei propri figli per poterli seguire quanto possibile e fornire loro un supporto durante le lezioni. Tutto questo mentre gli studenti si abituavano pian piano alla nuova scuola concepita in digitale. Non è stato un anno facile quello che ci siamo lasciati alle spalle e anche il 2021 sembra proseguire sulla stessa linea per quanto riguarda la gestione della DAD.

Proprio in questi giorni, a causa della forte diffusione della nuova variante inglese del Covid-19 si è deciso di riportare la scuola a un insegnamento a distanza che sarà utilizzato ancora a lungo, almeno finché non si avrà una sicurezza sufficiente per poter far tornare i ragazzi in presenza. Ed è proprio allora, quando la DAD farà un passo indietro, che si dovrà decidere come trasformarla per continuare a trarne benefici anche se in modo diverso. La domanda che ci siamo posti è cosa succederà alla scuola italiana nel momento in cui si tornerà regolarmente a svolgere le lezioni in aula? Quale sarà il futuro della DAD? Qualche idea è già venuta fuori ma si attende una più precisa definizione delle intenzioni del Ministero per capire meglio.

 

 

La scuola si sta ridefinendo ma c'è ancora molto da fare

 

L'introduzione della DAD ha portato a una rimodulazione del sistema scolastico, necessaria per poter far funzionare la didattica a distanza. Puntare sulle lezioni online ha significato investire internamente alle scuole. Ogni istituzione scolastica ha avuto modo di valutare i pro e i contro della DAD e di evidenziare le problematiche ad essa connesse. Adesso è arrivato dunque il tempo dei bilanci. Solo partendo da un resoconto di quanto si è visto finora, infatti, sarà possibile pensare di migliorare nel futuro la didattica a distanza. Ecco perché al Ministero della Pubblica Istruzione si è deciso di creare un gruppo di lavoro che sarà impegnato da oggi in poi proprio su una riprogettazione della DAD. Chi meglio di dirigenti scolastici e insegnanti potrebbe avere una cognizione precisa di quali aspetti necessitano di essere migliorati? Il gruppo di lavoro dovrà quindi ripensare una DAD che sia in grado di fornire un supporto importante alla didattica scolastica nell'immediato futuro.

 

 

Il progetto di una DAD da sfruttare anche dopo la pandemia

 

Proprio perché molto è stato fatto finora presso le scuole, l'intenzione del Ministero sarebbe quella di non far sparire del tutto la DAD nel momento in cui avremo debellato la pandemia. Ovviamente le scuole tornerebbero a funzionare in presenza, ma la didattica a distanza potrebbe essere concepita come un nuovo strumento, un supporto interessante che se ben sfruttato potrebbe portare grandi vantaggi. Ma in che modo la DAD dovrebbe essere rivista e rimodulata per poter effettivamente costituire un ausilio all'istruzione degli studenti? La task force nominata dal Ministero è già al lavoro. Si parla nello specifico di mettere sul piatto i pro e i contro. Ogni istituto ha avuto modo di rilevare in questi due anni di pandemia i lati deboli della didattica a distanza in Italia e tali informazioni saranno fondamentali per ragionare sul futuro.

 

 

Portare avanti la DAD ma in quali forme?

 

Il Ministero si è già posto alcuni obiettivi importanti che dovranno essere sviluppati come punti salienti per garantire una continuità di utilizzo della DAD anche a pandemia conclusa. La prima cosa da fare sarà certamente provvedere a una formazione mirata dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado. Finora si è visto infatti come la didattica a distanza possa essere impiegata con buoni risultati dagli istituti superiori fino alla materna. Senza alcuna distinzione i docenti si sono trovati a confrontarsi con tale modalità di insegnamento del tutto nuova. Ecco dunque che istruire gli insegnanti sarà fondamentale in futuro per poter garantire alla DAD un migliore standard qualitativo. Altro passo fondamentale sarà rappresentato dagli investimenti. Decidere di dedicare risorse al finanziamento della didattica a distanza intesa come arricchimento e non più come forma di istruzione sostitutiva sarà sicuramente la formula vincente. Ma su cosa si dovrà investire nello specifico? Se come abbiamo detto i corsi di formazione per gli insegnanti rappresenteranno il primo passo e dunque anche la prima spesa da affrontare, di pari passo dovrà viaggiare anche l'adeguamento delle attrezzature informatiche e delle connessioni. Purtroppo è un dato appurato che non tutti gli istituti scolastici sono al momento in grado di sostenere al meglio una didattica a distanza. Gestire una lezione online significa avere le strumentazioni adeguate a disposizione. Gli insegnanti devono essere formati sul corretto utilizzo di classroom, la piattaforma usata per le lezioni, e sul funzionamento di specifici software che sono loro necessari per strutturare la didattica e mettere quotidianamente a disposizione degli studenti il materiale per lo studio. Non tutti i docenti hanno competenze informatiche specifiche ed è dunque importante portare tutti allo stesso livello, così da rendere uniforme l'offerta didattica dei diversi istituti. Allo stesso modo è importante che siano omogenee le possibilità degli alunni di seguire le lezioni a distanza. Non a caso in questi mesi si è già investito moltissimo per fornire ai ragazzi connessioni funzionanti e attrezzature informatiche. Gli aiuti sono arrivati direttamente dagli istituti scolastici che a loro volta hanno ricevuto i fondi dallo Stato.

 

 

Come sarà la nuova DAD?

 

Il Ministro Bianchi, incaricato dal premier Draghi di prendere in mano le redini della scuola, ha già rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla DAD, che ha definito come un patrimonio ormai acquisito e che non deve assolutamente essere disperso. Un patrimonio per le istituzioni scolastiche ma anche per i ragazzi, che in questi mesi hanno imparato a fare un uso mirato delle tecnologie informatiche. Certo l'idea del Ministro non è stata ancora ben definita, tuttavia l'intero mondo della scuola pare che sarà coinvolto dalle novità preannunciate dal nuovo gruppo al governo. Sicuramente si procederà per step. Per adesso il primo obiettivo da raggiungere è il ritorno in presenza degli studenti. Questo perché se la DAD intesa in senso esclusivo può non essere sufficiente a garantire una formazione scolastica adeguata, diverso è il discorso per una DAD da intendersi come affiancamento alle lezioni in aula. La didattica a distanza può aiutare a superare tante disparità e può consentire di realizzare molti progetti che normalmente non sarebbero attuabili. Tutto questo proprio grazie all'annullamento della distanza fisica. Ecco in che senso si parla di DAD come integrazione, ma dovremo comunque attendere le decisioni del Ministero per capire precisamente quali siano le intenzioni dall'alto. Senza dubbio la pandemia ci ha aperto gli occhi e ci ha permesso di iniziare a guardare oltre quelli che erano i nostri standard tradizionali. Adesso spetta a noi e alle istituzioni sfruttare queste nuove prospettive che si sono aperte e utilizzarle a nostro favore per migliorare grazie al digitale alcuni aspetti della nostra quotidianità, scuola inclusa.