Scratch per fare coding alla scuola primaria: un programma sempre attuale

MONDO SCUOLA - 25 aprile 2021

Scratch è uno strumento di programmazione visuale che offre la possibilità di generare speciali animazioni o giochi virtuali personalizzati, aprendo la classe a tante abilità da esercitare in gruppo, altrimenti celate. L’obiettivo primario di questa app risiede nella possibilità di interagire e di lavorare non come singoli ma in team, per conseguire un pensiero computazionale di grande aiuto in molte attività.

 

Come utilizzare lo Scratch: funzionalità e supporti tecnologici presenti a scuola

L’ultima versione di Scratch contiene molte funzioni e utility da approfondire e sperimentare in classe insieme ai bambini. Il programma è supportato non solo da pc ma anche da tablet, con la possibilità di inserire estensioni per aggiungere dispositivi esterni o le varie schede. Multiusabile, intuibile e adatto a tutte le fasce di età, con scratch è possibile davvero insegnare coding e introdurre la classe al pensiero computazionale per rendere i nostri ragazzi pronti ad affrontare qualsiasi realtà virtuale.

Come emerge da un’indagine condotta su circa 2500 scuole italiane, infatti, il coding è necessario per adeguare i nostri standard digitali a quelli delle altre scuole europee e per farlo, è necessario trovare piattaforme semplici e fruibili dal corpo docente e dai più piccoli. Seguendo le orme di Roberto Casati e delle sue teorie sulle trasformazioni della scuola, sostenute nel suo libro Contro il colonialismo digitale – istruzioni per continuare a leggere?, la scuola deve adottare il cambiamento non in modo acritico e automatico, ma negoziandolo con attenzione, valutandone gli effettivi vantaggi alla luce delle trasformazioni sociali e ideologiche.

 

Come si usa e quali sono le attività che è possibile svolgere con Scratch?

Talvolta le resistenze da parte degli adulti nascono per la mancanza di conoscenza del programma e di dimestichezza con i supporti tecnologici, per questo i tecnici informatici consigliano di utilizzarlo inizialmente per attività semplici come la realizzazione di cartoline estive o di buon Natale.

Con questi semplici lavori, infatti, è possibile approcciarsi al programma valutandone l’effettiva semplicità. In classe, ad esempio, è sufficiente una lavagna multimediale interattiva o un semplice proiettore per consentire ai docenti di seguire il lavoro del gruppo, senza dover ricorrere a strumenti tecnologici di difficile reperimento. Questo aiuterà i bambini a comprendere che il computer è uno strumento che può essere adoperato anche per attività programmatiche e non solo come gioco. Una realtà con la quale dovranno confrontarsi da adolescenti e che la scuola non può ignorare: il coding deve entrare nella scuola ed essere parte della didattica.

Non è possibile pensare al computer come a un’attività ristretta agli amanti della programmazione elettronica o come retaggio esclusivo di futuri programmatori. Basti pensare al discorso di Barak Obama sull’importanza dell’ora di coding nelle scuole "Hour of coding", tanto apprezzato dal pubblico americano.

Fortunatamente il corpo docenti si è mostrato molto coeso e aperto al mondo della programmazione, collaborando in modo decisivo con le famiglie, spesso ostili ai nuovi device. Un modo nuovo di fare lezione che è stato facilitato dalla semplicità e versatilità di Scratch, che offre la possibilità ai bambini di costruire, progettare e mostrare il loro modo di essere creativi e logici ampliando competenze e abilità.

 

Perché usare Scratch per fare coding già dalle scuole elementari

Questi anni di insegnamento ci hanno fatto sperimentare che i bambini sono spugne che possono assorbire competenze, conoscenze e capacità già da molto piccoli. E il coding funziona proprio come le altre discipline, prima si inizia e maggiori saranno le competenze in futuro. Per questo si sono diffuse numerose scuole di inglese che insegnano la lingua straniera già dalla scuola dell’infanzia o scuole di musica che insegnano determinati strumenti musicali dai 4 anni in poi. L’obiettivo è quello di sviluppare abilità già da molto piccoli per implementare esperienza, praticità e familiarità che si andranno a perfezionare con il passare degli anni.

Secondo questa teoria il coding deve essere introdotto verso i 7-8 anni di età. Il sistema più semplice è quello di installarlo su un tablet posto al centro di quattro banchi, per essere visto e condiviso al meglio. La scuola elementare, a partire dal secondo anno, si presenta l’età più adatta per l'utilizzo di Scratch perché i bambini hanno acquisito quelle competenze cognitive che gli consentono di comprendere che il pc o il tablet possono diventare anche fonte di lavoro e studio e non solo di gioco. Se, infatti, Scratch è alla portata di tutti è anche giusto fornire ai ragazzi strumenti alla loro portata che non li mortifichino. È importante che il piccolo padroneggi con i concetti di base di matematica, logica e geometria per poter eseguire programmi interessanti e coinvolgenti.

Scratch sembra essere il compromesso perfetto per insegnare coding in modo divertente e pratico. Utilizza un tipo di linguaggio di programmazione a blocchi di tipo grafico e consente di programmare giochi e storie interattive da condividere con tutti i membri appartenenti alla comunità di Scratch. Inventare storie, scrivere poesie, creare sfondi e personaggi sono solo alcune delle potenzialità del programma, che è utilizzabile anche dagli studenti universitari. Inoltre, ogni creazione può essere condivisa su altri dispositivi elettronici come smartphone o terzi pc, per conservare le attività anche negli anni successivi.

Ovviamente, sono necessari corsi di formazione specifici per essere accompagnati nell'utilizzo del programma e per sfruttarne tutte le potenzialità, un modo per iniziare a fare coding in modo serio senza dover affrontare le difficoltà di alcuni programmi che trattano la robotica in modo complesso e talvolta difficile da proporre ai ragazzi. Non dimentichiamo che la scuola è fornita di device elettronici comuni e l’introduzione di piattaforme eccessivamente complesse renderebbe difficile l’approccio, mentre un programma come Scratch per fare coding è pratico e intuibile anche da chi non è avvezzo all’informatica.

 

Scratch e coding secondo i più piccoli: sviluppare il pensiero computazionale

Non bisogna trascurare un fattore molto importante nella didattica, che è l’insegnamento senza pressione e senza noia. I bambini, infatti, hanno bisogno di svolgere attività nuove ma anche divertenti, stimolanti e collaborative. In questo modo riescono a creare giochi, storie, personaggi di fantasia animandoli e dando loro vita per sfidare i compagni. In questo modo e senza accorgersi della difficoltà, imparano i principi fondamentali che sono alla base del coding e che potranno utilizzare in futuro nei linguaggi più complessi. Basti considerare al processo di acquisizione del pensiero computazionale, che è quell’insieme di processi della mente che vengono coinvolti nella formulazione e successiva risoluzione di un problema.

Questo comporta il raggiungimento di capacità essenziali anche nel quotidiano, come il problem solving, fondamentale nei diversi ambiti della vita relazionale e professionale: un'apertura della mente che aiuta a non agitarti nelle difficoltà ma a trovare soluzioni e vie d’uscita per superare i problemi senza lasciarsene abbattere.

Si tratta di un processo iter-attivo che si basa sulla fase di astrazione, che è la presa di coscienza del problema; l’automazione, che è l’individuazione della soluzione e infine l’analisi, che riguarda la predisposizione della soluzione per uscire dal problema: un discorso apparentemente astratto ma che ha risvolti pratici eccezionali perché coinvolge logica, emotività e intelligenza, ma anche abilità verticali di cui la scuola deve farsi carico per sviluppare competenze a 360 gradi. Non solo didattica nella più classica delle accezioni, dunque, ma capacità di ampliare il raggio d’azione dell’insegnamento a discipline complesse come la psicologia, la logica e la sociologia.