Percorsi di Digital Storytelling: dalla teoria alla pratica

MONDO SCUOLA - 23 luglio 2021

Ascoltare storie è sempre un’esperienza piacevole, placa le tensioni, favorisce l’immaginazione e dona sensazioni di pace e tranquillità. Non importa se i racconti sono reali o inventati, ciò che conta è lasciarsi andare al flusso di parole tranquille e alle immagini che creano, per dare forma e vita ai personaggi della narrazione.

Non solo storielle, dunque, ma veri e propri scenari di apprendimento che permettono agli studenti di sfruttare la propria creatività per realizzare articoli multimediali che fanno curriculum. Le attività di storytelling digitale da elaborare in classe si basano su percorsi di apprendimento centrati sullo studente che diventa protagonista dello sviluppo e dell’acquisizione del bagaglio di conoscenze, creatività e competenze. In questo modo è possibile realizzare prodotti innovativi sotto forma di contenuti multimediali come video, racconti, libri e fumetti digitali che diventano un completamento del proprio percorso di apprendimento. Ma perché tanta diffusione all’interno delle classi? Il Digital Storytelling semplifica l’apprendimento di nozioni e contenuti anche difficili in modo coinvolgente e divertente. È un sistema innovativo e accattivante che consente agli allievi anche di collaborare tra loro per realizzare video o testi interattivi che spiegano in modo sintetico ma completo alcune aree della didattica trattate in classe, mediante la creazione di racconti inventati. Per gli allievi più grandi, invece, questo tipo di narrazione può avere a oggetto la sintesi di un’esperienza vissuta arricchita dal punto di vista personale sulla questione. Ma anche la rielaborazione in chiave personale di determinati temi trattati in classe, arricchita da immagini, video o tracce audio. Secondo alcuni pedagogisti questa forma di didattica sollecita lo sviluppo di competenze trasversali, sempre più richieste nella società moderna. Parliamo del problem solving, del critical thinking, del learning by doing e del cooperative learning. Tanti risultati, dunque, che danno vita a una creatività che va condivisa per aumentare la stima in se stessi e la motivazione al miglioramento.

 

Perché anche a scuola il digitale?

Se è vero che le competenze si acquisiscono a scuola e che i banchi possono diventare un campo dove allenarsi per affrontare le sfide professionali e lavorative del futuro, allora lo storytelling digitale può essere inserito nella didattica scolastica. Basti pensare all’aiuto che potrebbe dare ai ragazzi con disabilità, aumentando le occasioni di apprendimento e favorendo l’inclusione di tutti. Non è possibile trascurare un elemento fondamentale che è l’invasione di internet nelle famiglie e nella vita di tutti i ragazzi e bambini a partire dal terzo anno di età. È possibile affermare che oggi tutti utilizzano quotidianamente il Web considerandolo fonte di conoscenza e di sapere, strumento per condividere video, foto ed esperienze sebbene la navigazione avvenga spesso senza responsabilità e con poca consapevolezza dei pericoli e delle potenzialità.

 

Percorsi digitali di storytelling e sviluppo di competenze trasversali

L’utilizzo del Web come mezzo di ricerca di dati e informazioni da trasformare successivamente ad analisi e rielaborazione permette di sviluppare quelle competenze e attitudini definite del ventunesimo secolo, meglio conosciute come trasversali. Parliamo della capacità di sviluppare competenze interpersonali, comunicative, abilità a risolvere problemi collettivi, a pensare in modo critico senza sottostare al pensiero comune in modo passivo e a lavorare in gruppo per raggiungere un obiettivo comune. Si tratta di competenze di estrema rilevanza sia nella sfera della cittadinanza che di quella professionale, tanto da essere inserite a pieno titolo nel curriculum vitae. Nelle lingue straniere, questa attività di Digital Storytelling implementa le possibilità di realizzazione di contenuti scritti e orali mediante l’interpretazione personale e creativa delle tematiche estrapolate dal Web. Non dimentichiamo che scrivere recensioni, elaborare storie e racconti anche in chiave creativa rientra nelle competenze degli studenti delle superiori per superare il test di inglese livello B1 e B2. Ma al contempo, l’acquisizione di tali competenze conducono alla maturazione di attitudini di pensiero di grado superiore, l’High-Order Thining Skills. Non possiamo ignorare l’immediatezza offerta dal supporto digitale che può essere utilizzato ovunque e in qualsiasi condizione o momento della giornata, cattura l’attenzione del giovane e propone contenuti alla loro portata. Ed è proprio questo il vantaggio sia per gli studenti che per i docenti: avere la possibilità di mettersi in gioco con responsabilità, accettando le critiche per migliorare le proprie capacità di realizzare tale tipo di lavoro, aprendosi al confronto e allo scontro di idee.

 

I vantaggi del Digital Storytelling per i docenti: un mondo di possibilità didattiche

Sviluppo delle competenze ordinarie e trasversali, implementazione di attitudini scolastiche e maggiore interesse nello svolgimento delle attività didattiche, ma quali sono i vantaggi dal punto di vista del docente? La narrazione digitale apre ai docenti importanti possibilità di apprendimento attivo da inserire nella didattica, offrendo alla propria platea di studenti diverse facoltà, come:

  • l’apprendimento attivo: organizzare la conoscenza in modo adeguato e personalizzato
  • l’apprendimento profondo: per ponderare e maturare i contenuti
  • l’apprendimento autentico: dare forma e identità alla propria realtà
  • prendere coscienza della propria identità culturale e delle altre ideologie
  • conseguire un nuovo lessico
  • registrare concetti, informazioni e contenuti
  • trasmettere quei valori riconosciuti come propri
  • sviluppare l’immaginazione per fantasticare il futuro
  • elaborare, comunicare e presentare idee, progetti, teorie e problemi
  • implementare competenze trasversali
  • imparare a effettuare collegamenti interdisciplinari tra diverse discipline

Si tratta solo di proposte che possono essere ampliate e personalizzate in base al programma seguito e alle discipline trattate. Dal suo canto, il docente deve proporre lavori di questo tipo introducendoli nella didattica con la massima naturalezza, come una continuazione delle classiche metodologie di insegnamento. Per venire incontro alle necessità degli insegnanti proponiamo alcune idee da sviluppare con il Digital Storytelling e che potrebbero incuriosire la classe tanto da offrire essi stessi spunti diversi e interessanti da percorrere con l’aiuto del docente, vediamo alcuni esempi:

  • convertire un fumetto in un video animato
  • modificare la parte di un racconto, di un dialogo o di una conversazione telefonica
  • esibire la foto di un individuo mentre sta per compiere un’azione chiedendo agli alunni di elaborare una storia su ciò che sta per compiere
  • raccontare una storia che abbia come ambientazione il futuro
  • rappresentare episodi della storia dal punto di vista di uno dei personaggi
  • diventare il cronista di eventi sportivi elaborando opinioni contrapposte
  • elaborare video reportage o interviste a personaggi famosi dello spettacolo o del mondo dello sport
  • commentare una notizia di cronaca partendo dal punto di vista della vittima o degli altri soggetti coinvolti
  • mettersi nei panni di un autore famosissimo e raccontare la trama della sua opera maggiore
  • ricostruire la storia di un personaggio famoso attraverso immagini, opere realizzate e frasi famose pronunciate come una sorta di mappa interattiva
  • dare vita a un trailer che invogli alla lettura di un particolare testo o alla visione di un documentario.

Il tema, ovviamente, può essere proposto dagli allievi ma anche essere suggerito dal docente, che offre lo spunto iniziale, lasciando ai ragazzi la libertà di interpretarlo nel migliore dei modi. Generalmente la classe ama questo tipo di laboratori, soprattutto quando il lavoro deve essere realizzato in piccoli gruppetti perché si favorisce il team work e la socializzazione. Al termine, però, il docente dovrà presentare alla classe il lavoro eseguito pubblicandolo sul sito web della scuola o sul blog e dopo la presentazione. È importante non saltare il debriefing, che è la fase conclusiva del lavoro e mira a elaborare una riflessione di tipo metacognitivo sul procedimento di apprendimento di gruppo e individuale con gli obiettivi raggiunti. Per molti docenti non è facile introdurre il mondo virtuale nella propria didattica, eppure questo cambio di prospettiva favorisce l’incontro tra generazioni, offre un mutamento di prospettiva e pone l’alunno come protagonista e il docente come guida, per uno scambio proficuo di ruoli che dà vita a interessanti feedback.