Didattica Digitale 2021/2022 - Tutte le novità

NEWS - 13 settembre 2021

Tra le anticipazioni per il prossimo anno scolastico 2021-2022, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha dichiarato che vi saranno periodi di didattica a distanza che si alterneranno a quella in presenza.

In un’intervista a Sky TG24, incalzato dalle domande dei giornalisti, infatti, Patrizio Bianchi ha sostenuto che la DAD è stato uno strumento vitale che ha consentito di evitare l’assenza totale dalle lezioni. Un’alternativa all’assenza, dunque e non alla presenza come molti ritengono: un collegamento con la Scuola che ha evitato un gap culturale e sociale di enormi dimensioni.

Poiché l'Italia non è ancora uscita totalmente dall'emergenza sanitaria, il 2021-2022 prevederà periodi di DAD ma solo per specifici casi, come quello del contagio degli alunni o delle relative famiglie. Anche se sarebbe auspicabile, secondo il ministro, ricorrere a queste metodologie virtuali anche in casi diversi come, ad esempio, la realizzazione di collegamenti e scambi culturali con classi di altre città d’Europa o con professori ed esperti anche di diversi continenti. Un modo per aprirsi alla diversità rendendola accessibile a tutti.

Il desiderio comune, infatti, è quello di lasciarsi alle spalle l’esperienza negativa non della digitalizzazione della scuola ma di una pandemia mondiale che ha coinvolto improvvisamente studenti e docenti di ogni Stato e grado.

 

Tutti i casi in cui verrà applicata la didattica a distanza

Per il nuovo anno scolastico 2021-2022 sarà nuovamente possibile accedere alla didattica a distanza, in maniera integrata alla presenza o al 100% come l’anno scorso. Il primo caso in cui può essere richiesta è la quarantena fiduciaria o l’isolamento fiduciario che si verifica quando l’alunno o uno dei suoi familiari è positivo al Covid-19, ma non nei casi di malattia certificata. Lo stesso discorso viene applicato nel caso in cui è il docente a essere positivo e mai in malattia: l’intera classe viene messa in quarantena e le lezioni proseguono in modalità digitale.

Se, invece, l’emergenza pandemica dovesse diventare nuovamente un problema regionale o nazionale, tanto da dover sospendere le attività scolastiche in presenza, il personale docente dovrà ritornare alla DAD seguendo l'orario di servizio; in questi casi dovrà assicurare ai propri alunni tutte le prestazioni didattiche, adoperando i mezzi tecnologici e informatici disponibili.

La vera novità, però, emerge da una lettura attenta del Decreto Sostegni Bis, che adottando una serie di misure a favore dei soggetti più svantaggiati, ha previsto l’introduzione della didattica a distanza a favore di soggetti immunodepressi o con gravi patologie. L'istanza necessita di certificati medici rilasciati dalle autorità sanitarie competenti e dal medico di base, al fine di ottenere una o più ordinanze del Ministro dell’istruzione in concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e il Ministro dell’economia e delle finanze. Un provvedimento che si fonda su normative europee specifiche, che prevedono l’erogazione di stanziamenti ad hoc e nel rispetto dei limiti previsti dal bilancio.

Finalmente una disposizione innovativa e rivoluzionaria a favore delle fasce deboli, che se verrà concretamente adottata, consentirà a molti studenti con patologie gravi di partecipare alle lezioni da casa senza rischiare il contagio, dando effettiva realizzazione al principio delle pari opportunità.

 

Oltre le previsioni normative cosa dobbiamo aspettarci

Rispetto ai primi tempi dell’emergenza sanitaria, questa volta il Governo ha adottato misure specifiche, che sebbene programmatiche, gettano le basi per un anno scolastico ben organizzato. Eppure la domanda che milioni di docenti si pongono oggi è: come torneremo in classe tra qualche giorno? Ci siamo lasciati finalmente alle spalle l’obbligo dello smart working, delle lezioni davanti al pc, delle interrogazioni e dei compiti in classe in modalità digitale o quest'anno incombe lo stesso pericolo? Per il momento sappiamo solo che la scuola a Bolzano ha accolto da qualche giorno i suoi alunni in presenza e che a breve toccherà a tutte le regioni d’Italia, dalla Lombardia fino alla Sicilia. Un turbinio di emozioni che alternerà la paura di stare tutti insieme e dunque di contagiarsi con la gioia di voltare pagina, ricominciando in presenza.

Il futuro è ancora incerto e le decisioni verranno prese di volta in volta, applicando la legge al caso specifico. Nonostante ciò, il Comitato tecnico scientifico ha elaborato una serie di risposte che ruotano intorno ai quesiti posti dal Ministero dell’Istruzione in vista della programmazione dell’anno scolastico 2021-2022. Il primo dubbio sciolto riguarda l’obbligo delle mascherine: esse dovranno essere sempre indossate in classe e nelle aree comuni della scuola, almeno fino a nuova ordinanza. Lo stesso obbligo vige per il distanziamento sociale, che dovrà essere rispettato all’interno delle classi, della palestra e in tutte le aree interne ed esterne della scuola. Nessuna novità, dunque, rispetto alle disposizioni dell’anno scorso, solo maggiore consapevolezza dei rischi che si corrono e un numero considerevole di vaccinati tra docenti e personale ata, che riduce considerevolmente i rischi.

Non incombe l’obbligo vaccinale per gli studenti, invece, che possono accedere e seguire le lezioni anche senza green pass.

 

Vaccinare in fretta per vivere quest’anno scolastico 2021-2022 in serenità

Come ha sostenuto il commissario straordinario nominato per l'emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo in occasione della visita presso l’hub vaccinale a Roma dell’Acea, l’obiettivo principale è quello di fare sempre più informazione a favore di vaccini gratuiti ed estesi a tutti. È necessario agire in fretta e prendere esempio da regioni virtuose come il Lazio, che ha raggiunto il 99,8% dei vaccinati ottenendo il massimo risultato. Copertura totale per tutta l’Italia, dunque e non limitazioni e divieti di accesso in classe per i non vaccinati: una percentuale che resta comunque limitata rispetto all’intera popolazione nazionale e che mira a diminuire ogni giorno di più.

Per i docenti, invece, è previsto l’obbligo vaccinale per la tutela degli alunni, considerati anche i risultati postivi della campagna vaccinale che ha visto il raggiungimento dell’81% di immunizzazione dell’intero personale. Non si può ignorare, infatti, quella categoria di under 12 che non può essere vaccinata e va comunque protetta da ogni rischio di contagio.

Il diritto fondamentale allo studio deve essere garantito predisponendo tutte le misure di sicurezza che lo Stato italiano ha a sua disposizione e al difficile quesito che chiede al Ministro dell’Istruzione se è possibile subordinare la presenza a scuola al trattamento terapeutico della vaccinazione, purtroppo non si è ancora in grado di dare una risposta precisa. Continuare la didattica a distanza non sembra una strategia possibile e sensata e l’unica soluzione è quella di adottare le misure più congrue in base alla situazione attuale. Rispetto all’anno scorso, infatti, sono stati fatti molti passi in avanti sia in fatto di ricerca che di misure concrete da attuare, per questo oggi ci sentiamo tutti più forti e pronti a combattere contro un nemico comune. Questo significa iniziare in presenza per reagire a eventuali sospensioni delle lezioni in modo sereno e pronti con lezioni virtuali, che oggi sappiamo essere una vera ricchezza per docenti e alunni.

In questa direzione, si rivela sempre più decisiva l’immunizzazione di docenti, studenti e famiglie: più vaccinati entreranno in classe, infatti, inferiori saranno i rischi. Ciò potrebbe comportare anche la possibilità di eliminare la mascherina durante le lezioni in presenza per gli alunni vaccinati: è ciò che chiede il presidente dell’Associazione nazionale dei presidi Antonello Giannelli, particolarmente sensibile al tema, che ci auspichiamo possa trovare una risposta precisa e ben regolamentata. Liberi dalla mascherina ma solo se si riesce a rispettare il distanziamento, se si limitano al minimo gli assembramenti, le possibilità di contatto e ogni fonte di pericolo, nell’interesse degli insegnanti e degli alunni, soprattutto degli under 12.

Infine, non è possibile trascurare un’altra importante problematica che riguarda i trasporti pubblici, la sanificazione degli ambienti e dei mezzi di trasporto scolastici e il monitoraggio costante delle attività che richiedono contatto tra gli alunni.

I dubbi sono tanti e l’unica certezza che abbiamo oggi, a pochi giorni dalla riapertura delle scuole italiane, è che l’anno scolastico 2021-2022 sarà molto simile al precedente. Cominceremo con la didattica in presenza, tenendo sempre pronti i dispositivi digitali per affrontare le emergenze con la DAD, considerata non più come la temuta sconosciuta ma come lo strumento principe che garantirà continuità didattica e presenza, nonostante tutto.