Il sistema scolastico tedesco: tra rigidità e meritocrazia

MONDO SCUOLA - 10 novembre 2021

Storicamente, la Germania è stato uno dei primi Paesi europei ad accogliere e sostenere l’idea dell’istruzione obbligatoria e gratuita. Si tratta di un sistema scolastico valido ed efficiente che invidia tutta l’Europa e che continua a dare buoni frutti in termini di occupazione e livello di istruzione.

Come vi mostreremo nel corso dell’articolo, parliamo di una struttura che gioca sulla personalizzazione didattica per valorizzare il singolo, potenziando le sue competenze e capacità. In questa direzione, l’istituzione riesce a raggiungere obiettivi ottimali basandosi su regolamenti rigidi ma sempre meritocratici; vediamo insieme come.

 

Didattica personalizzata: come mettere l’individuo al centro

L’elemento della gratuità della scuola gioca un ruolo fondamentale nella società tedesca perché abbatte le barriere tra classi più o meno abbienti e consente a tutti i giovani volenterosi di arrivare al traguardo. L’iscrizione, infatti, prevede solo una piccola contribuzione, ma le tasse vere e proprie vanno pagate solo all’università.

Il principio di gratuità dell’istruzione, garantito a livello generale, si aggiunge all’obbligatorietà della scuola fino a 10 anni e trova applicazioni diverse da Länder a Länder. Sappiamo, infatti, che il sistema federale offre la possibilità a ciascuno Stato federale di adottare metodi diversi sia per quanto riguarda la struttura che la metodologia, con un unico diktat comune: incentrare la didattica sulla meritocrazia, per indirizzare in modo adeguato i giovani dagli 11 anni in poi. Basti pensare che per essere accolti in un liceo, gli studenti sono tenuti a superare una valutazione basata sui voti ottenuti negli anni delle scuole elementari (Grundschule), oltre ulteriori elementi acquisiti durante quel percorso di studi. Questa selezione causa l’ammissione al Gymnasium di una percentuale piuttosto bassa di giovani, che si aggira generalmente intorno al 33%. Mentre gli altri sono incoraggiati a frequentare istituti di tipo professionale o tecnico, chiamati Realschule e Haupschule, che li introducono fattivamente al lavoro.

Una concezione scolastica di questo tipo è molto lontana da quella italiana e di altri stati europei per due ordini di motivi: la rigidità con cui viene valutato l’alunno e la possibilità di farlo avanzare nella carriera scolastica solo se dimostra di aver lavorato sodo negli anni precedenti. A lungo andare, infatti, il sistema tedesco paga in ordine di mentalità e di cambiamento culturale, dal momento che lo studente vive nella consapevolezza che quello che dà in termini di impegno, gli verrà restituito in futuro per migliorare la sua vita. Un rigore metodologico che mira a far emergere le capacità del singolo, sfruttandole al meglio. È come se si chiedesse a ciascun alunno: "cosa intendi fare del tuo futuro?", non è una decisione che prendono i genitori e questi ultimi non possono in nessun modo spingere il giovane verso un percorso se non è in grado di sostenerlo e di portare buoni risultati. In questa direzione, noi di scuola.net riteniamo che rigidità e meritocrazia si sposano perfettamente, dando vita a un sistema equilibrato e funzionante.

 

La struttura della scuola tedesca: efficienza organizzativa e logistica

Che la Germania sia un paese in continua evoluzione in molti settori della vita politica e sociale lo sappiamo da anni, soprattutto quando si parla si sistema scolastico. La volontà delle istituzioni di realizzare un sistema ben strutturato organicamente lo si evince anche dall’organizzazione dei Länder. Ogni Stato interno, infatti, ha la possibilità di gestire il proprio territorio in modo autonomo anche per quanto riguarda la Scuola, per questo alcuni Länder prevedono il pagamento di una piccola tassa, mentre altri chiedono un contributo per le spese da sostenere, ma sempre in misura minima.

Il percorso delle scuole elementari prevede programmi similari da Länder a Länder, ma il docente svolge un ruolo primario non solo per l’insegnamento ma anche per la valutazione del piccolo, che è tenuto sotto controllo costantemente, per valutarne volontà, assiduità e intenzioni per il futuro. In modo semplicistico, è come se le sue sorti venissero stabilite già a 10 anni, aprendogli diverse strade in base al percorso di studi condotto fino a quel momento. La scuola media, infatti, non è la stessa per tutti come in Italia, ma viene scelta in base alla valutazione dei voti accumulati alle elementari, prevedendo anche metodi di insegnamento differenziati. Un sistema impensabile nel nostro Paese, sia per fattori di logistica che di organizzazione: basti pensare allo spazio dedicato ai laboratori, ai device disponibili e ai metodi didattici alternativi e sempre più innovativi che aiutano lo studente ad apprendere velocemente, impedendogli di rimanere indietro rispetto al resto della classe.

Accanto al modello classico, la Germania accoglie scuole private che fondano la didattica sulle teorie di Rudolf Steiner, famoso antropologo che ha elaborato il sistema delle Wadorfschulen, molto vicino a quello della Montessori. Secondo Steiner, infatti, gli insegnanti devono puntare l’attenzione sulle attitudini peculiari del singolo studente per valorizzare le sue capacità creative e artistiche. Questo comporta una vera e propria analisi individuale per scoprire la capacità di dipingere, cantare, suonare, scrivere o creare: un’innovazione metodologica che inizia dalla scuola materna e giunge fino alle medie, dove si decidono le sorti del giovane.

Oltre agli istituti con metodo Wadorfschulen, sono molto numerose anche le Scuole Private Internazionali, che mirano a insegnare due diverse lingue per raggiungere il bilinguismo già dai primi anni di scuola. Questi istituti inglobano l’intero percorso scolastico, che inizia con la scuola dell’infanzia (che non è obbligatoria) e termina con il conseguimento del diploma liceale. Prevede laboratori informatici, viaggi studio in molti Paesi d’Europa con scambi culturali che hanno come obiettivo l’acquisizione piena delle capacità linguistiche prefissate nell’indirizzo scolastico.

Vi sono, infine, gli Istituti Religiosi, ma in misura inferiore rispetto ai precedenti: si tratta di istituti privati sovvenzionati generalmente dallo Stato che seguono il programma ordinario previsto dalla Scuola. Non vi sono differenze sostanziali rispetto alla Scuola Pubblica, salvo l’introduzione di celebrazioni sacre in alcuni periodi dell’anno e l’insegnamento obbligatorio della religione. Anche in queste tre tipologie di scuole si segue il metodo rigido tedesco che si fonda sulla meritocrazia, con una valutazione dell’alunno già al decimo anno di vita.

 

Caratteristiche specifiche della scuola tedesca: il rapporto con i docenti e il tipo di lavoro svolto in classe

Se dovessimo focalizzare l’attenzione sulle differenze salienti tra il sistema scolastico italiano e quello tedesco, il primo elemento su cui porre la nostra attenzione sarebbe proprio il rapporto che esiste tra docenti e alunni. In Italia siamo abituati a relazioni informali che vedono spesso gli insegnanti interagire con gli alunni in modo confidenziale, superando il modello più austero del secolo scorso. In Germania, invece, i rapporti sono molto distaccati e formali e tendono a mantenere quella giusta distanza che consente ai docenti di valutare l’alunno in modo imparziale, senza farsi influenzare da simpatie o poca predisposizione personale verso un giovane piuttosto che un altro.

Un altro fattore decisivo che rende il sistema tedesco rigido e razionale è la scelta dell’Università alla quale il giovane deve iscriversi, che non si basa esclusivamente sulle preferenze dello studente ma dal voto conseguito in occasione della maturità. L’Arbitur, come viene chiamata la maturità, determina l’accesso ad alcune facoltà che richiedono standard di applicazione elevati come quella di ingegneria o di medicina. Il Governo, in questo modo, garantisce l’accesso a determinati indirizzi di studio, evitando rallentamenti, blocchi o l’abbandono completo. Per i giovani che non hanno raggiunto il voto minimo, invece, interviene lo ZVS (Zentralstelle für die Vergabe von Studienplätzen), un ufficio che svolge anche il ruolo di collocamento giovanile: lo stesso esamina il percorso di studi portato avanti fino al diploma, decidendo gli studi più idonei da intraprendere.

Potremmo dire, in termini pratici, che quello che succede al termine delle scuole elementari si ripete, in modo più preciso e determinante, anche al raggiungimento della maturità. Molti ritengono che si tratti di un sistema eccessivamente rigido e poco garantista nei confronti di quei giovani che potrebbero cambiare orientamento e modus operandi nel corso degli anni. Parliamo, ad esempio, di quegli adolescenti svogliati e ribelli che durante il percorso di studi si ravvedono e completano l’università in modo brillante, lasciandosi alle spalle periodi di sbandamento.

Noi di scuola.net, invece, vogliamo puntare l’attenzione sul risultato ottenuto nell’ultimo ventennio dal sistema rigido e meritocratico della scuola tedesca: un apparato ben funzionante e con pochissime criticità da segnalare, oltre all’esito positivo ottenuto dal punto di vista dell’occupazione. Ricordiamo, a tal proposito, che la Germania vanta la percentuale più bassa di disoccupazione giovanile con ottimi riscontri anche dal punto di vista delle competenze tecnico-professionali.