Gita lenta: il nuovo trend dei viaggi di istruzione

MONDO SCUOLA - 24 novembre 2021

Tutto è iniziato nel 2019, quando il Covid-19 ha invaso le nostre città costringendoci a rimanere in casa per giorni, settimane e mesi, facendoci perdere il controllo della nostra vita. Al termine del lockdown e nelle fasi intermedie di libertà, molti hanno sentito il bisogno di rifugiarsi nella natura circostante, liberi da confini, muri e limiti creati dall’uomo e con un solo obiettivo, recuperare il senso della realtà. Così abbiamo iniziato a riscoprire i viaggi senza mezzi di trasporto, per evitare di prendere aerei, treni o navi, prediligendo percorsi immersi nella natura dove le passeggiate sono diventate protagoniste di ogni giornata e non vi è pericolo di assembramenti e contagi. Ma non solo contagi, la gita lenta come viaggio di istruzione nasce anche in vista del progetto di sostenibilità che il mondo si è imposto, per realizzare una trasformazione reale del nostro Pianeta in un luogo finalmente pulito e a misura d'uomo. Dal viaggio lento nasce la gita lenta, che coinvolge docenti e alunni con il benestare dei genitori, che in tal modo non temono i pericoli del Coronavirus. Vediamo insieme di cosa si tratta e come inserirlo nei programmi scolastici di questo nuovo anno.

 

Gita lenta e viaggi di istruzione: che collegamento?

Diciamo la verità, la pandemia ha scosso gravemente le nostre vite, ha creato muri, paure e ci ha obbligati alle distanze. La scuola si è fermata per molti mesi e anche il turismo ha subito enormi cambiamenti, prendere i mezzi di trasporto è diventato fonte di timori, visitare i musei, così come andare a teatro o al cinema è stato impedito al punto che queste sono state le ultime attrazioni ad aprire. Così anche la scuola di ogni ordine e grado stenta a far decollare progetti che riguardano i viaggi d’istruzione: il timore di ulteriori contagi è sempre dietro l’angolo, i genitori sono preoccupati soprattutto per i più piccoli che non sono vaccinati e poi è necessario affrontare la questione dei no vax nelle scuole medie e in quelle secondarie di secondo grado. Si tratta di problemi reali dai quali non possiamo fuggire ma solo affrontare per cercare di trarre il massimo vantaggio.

Come fare dunque? L’idea è arrivata dagli amanti del trekking e dei viaggi nella natura: organizzare gite scolastiche lente per ricominciare a viaggiare in modo sostenibile e sicuro. L’idea è piaciuta moltissimo al corpo docenti e ai genitori, tanto da aprire la strada a diverse gite che valorizzano i territori italiani di interesse culturale come i cammini, i treni ad alta panoramicità, le ciclovie, gli itinerari culturali, finanche i viaggi a cavallo. L’Italia, lo sappiamo, è un museo a cielo aperto, ogni regione è ricca di luoghi culturalmente rilevanti riconosciuti a livello internazionale: un modo per rilanciare i percorsi migliori in chiave sostenibile garantendo un’esperienza piacevole, innovativa e stimolante. Non dimentichiamo che il Bel Paese ha un patrimonio di borghi di altissimo valore: piccoli gioielli medioevali perfettamente conservati, segni di antiche civiltà che sembrano rivivere e condividere i propri spazi con la modernità. Dalla Toscana alla Sicilia passando per il Trentino Alto-Adige, ogni regione vanta bellezze uniche da visitare a tutte le età. In quest’ottica, la gita lenta diventa un’occasione per parlare di periodi storici di grande importanza, di battaglie vinte, di ambienti domestici che hanno portato alla civiltà che conosciamo oggi e di buon cibo da far conoscere ai nostri giovani, per renderli edotti della cultura enogastronomica che caratterizza il nostro Paese. Ma non solo borghi, ovviamente, i ragazzi, infatti, amano stare sempre in movimento e spostarsi velocemente da un luogo all’altro; si annoiano facilmente ed è difficile tenere alta l’attenzione.

Per questo è nata l’idea di treni panoramici che attraversano porzioni di città o regioni con la possibilità di fermarsi in un luogo, visitarlo e poi ritornare in corsa. Niente di più emozionante per i giovani, che possono stare tra loro a scambiarsi idee, opinioni, fare foto con i loro smartphone e intanto arricchirsi culturalmente. Un sistema che è già molto conosciuto in Italia ma che si è diffuso negli ultimi diventando un vero e proprio cult: treni d’epoca, trenini express, treni di ultima generazione che passano in paesaggi naturali meravigliosi e tante storie da raccontare durante il tragitto. "Tanta roba" direbbero i teen agers, con l’appoggio dei loro insegnanti d’accordo sul fatto che una gita lenta è il miglior modo per ritornare a viaggiare anche con la scuola, ma in modo sicuro. Per avere una stima del fenomeno, basti pensare che questo tipo di turismo è aumentato negli ultimi due anni del 45% circa, con una crescita progressiva anche negli ultimi mesi.

 

Turismo sostenibile e incontro con la natura

Il progetto di implementazione delle gite lente nelle scuole ha trovato terreno fertile anche per altri motivi. Non dimentichiamo che nell’ultimo quinquennio la sostenibilità è stato un tema al centro dell’attenzione della maggior parte degli stati del mondo, con tante idee e progetti diversi diretti allo sviluppo di attività incentrate sull’ecosostenibilità. Per valorizzare questo aspetto, sono state molte le scuole che hanno organizzato gite lente in aree montane dove le attività sono incentrate sul contatto con l’ambiente circostante: lunghe passeggiate in montagna, giri di trekking, scoperta del territorio e diversi percorsi segnati. Ma non solo, le nostre località montane sono composte da diverse ricchezze storico-culturali e da monumenti rappresentativi della lunga storia di cui l’Italia è stata protagonista offrendo un turismo slow, green e smart d’eccellenza.

Viaggiare in modalità lenta consente di godere appieno delle bellezze dell’ambiente circostante, a portata di bambini e adolescenti e con importanti contenuti esperienziali che puntano sull’interazione e la scoperta. Gite lente e piene di scoperte per generare curiosità, curiosità, amore per l’arte, per la cultura e per il nostro Paese. Riprendendo una definizione di Christophe Baker, scrittore italo-americano di grande sensibilità e perspicacia, vale la pena provare la lentezza di un viaggio che consente di riscoprire odori, gesti e suoni spesso rubati dalla velocità e dall’accelerazione della nostra società. Vivere intere giornate all’esterno permette a ciascuno di andare alla scoperta dell’ambiente circostante interagendo con le mille occupazioni possibili, per realizzare quell’approccio di ecosostenibilità che tanto attendiamo e per cui stiamo lavorando già da qualche anno. Il fine ultimo della gita lenta, dunque, è quello di tutelare l’ambiente circostante, sviluppare le potenzialità del nostro territorio, investendo su un turismo sostenibile sempre più necessario per la salvaguardia delle bellezze italiane. In questa direzione, la riproposizione dei luoghi da visitare in modo lento per gite scolastiche culturali diventa conoscenza delle bellezze naturali, dell’artigianalità e delle antiche civiltà che sono diffuse in modo straordinario lungo il territorio fisico e lungo secoli di civiltà. Questo significa anche controllo dei flussi turistici in attesa di crescita e perseguimento di quegli obiettivi di sostenibilità che l’ONU si è imposta di raggiungere entro il 2030.

Che sia davvero l’inizio del cambiamento? Noi di scuola.net siamo molto fiduciosi e ci attendiamo grandi consensi e partecipazione attiva da parte di voi docenti. Sappiamo quanto credete nel valore della gita come strumento pedagogico dalle multiformi possibilità, un metodo di lavoro didattico che sfrutta la conoscenza diretta, l’esperienza sul campo e la condivisione di momenti di socialità fondamentali sia per la crescita della classe come insieme eterogeneo che per lo sviluppo armonioso del singolo che attraverso le gite lente di istruzione possono imparare nel libro aperto del mondo e contestualmente interagire con gli altri anche fuori dall’ambito scolastico. La scuola, in questa prospettiva, diventa grande maestra e pioniera delle esperienze più innovative della storia e dei movimenti rivoluzionari che portano alle grandi trasformazioni sociali. La gita lenta, come nuovo trend dei viaggi di istruzione, mette alla prova la nostra fiducia nel futuro, nelle potenzialità della nostra terra e nella costruzioni di mondi nuovi e finalmente ecosostenibili.