Diario della gita online: come usare i social per raccontare un'esperienza di classe

MONDO SCUOLA - 30 novembre 2021

Grazie alla digitalizzazione, la scuola degli ultimi anni ha deciso di rinnovarsi in modo irreversibile, introducendo alcuni strumenti di ultima generazione che porteranno importanti novità all’interno della classe, una fra tante l’introduzione del diario della gita online. Si tratta dello storytelling di origine americana che ha avuto grande successo anche in alcuni paesi del nord Europa, come il Regno Unito, l’Olanda e la Norvegia che lo hanno introdotto all’interno della didattica. Un'idea simpatica da realizzare che esplica diversi effetti positivi sia dal punto di vista didattico, sia psicologico che su quello relazionale. Come vedremo nel corso dell'articolo, il diario della gita online può raccontare un viaggio realmente fatto o essere il frutto dell'immaginazione. In quest'ultimo caso, il lavoro dei docenti è molto più impegnativo, richiede attenzione e capacità di raccontare con dovizia di particolari, mantenendo alta l'attenzione della classe.

 

Raccontare il diario della gita online attraverso lo storytelling

Lo storytelling è uno strumento di grande importanza utilizzato per implementare contesti formativi ed educativi sia in termini educativi che cognitivi, nell’ottica di life-long learning. Gli aspetti che lo caratterizzano sono diversi e multiformi, si parte dall’autobiografia all’introduzione di elementi di fantasia, dall’esplorazione fino all’interpretazione di eventi e fatti che si verificano nel corso della gita. In questo modo, il racconto diventa una vera e propria narrazione che porta l’ascoltatore lungo percorsi interessanti, invitandolo a riflettere sul modo di vedere il mondo dell’autore. Sappiamo bene che la gita è sempre un momento di condivisione, di scoperta non solo geografica ma anche delle relazioni interpersonali. Stare a contatto con i propri compagni fuori dall’ambito scolastico implica libertà di comunicazione, scelta di schemi linguistici diversi dai soliti, sperimentazione di situazioni nuove senza la presenza dei genitori e dunque novità. Vivere una gita e raccontarla sui social diventa l’esperienza di un autore che scrive una storia d’avventure con tutti gli ingredienti che la compongono: peripezie, episodi divertenti, imprevisti e sketch tra amici che si intrecciano alla visita di musei, strade, piazze e allo svolgimento di attività emozionanti. Uno strumento didattico di grande rilevanza culturale, che avvicina finalmente i progetti didattici, spesso noiosi per gli alunni, al mondo dei social. La gita scolastica, infatti, una volta vissuta va riportata sotto forma di narrazione su strumenti digitali e pubblicata sui social della scuola. È necessario, ovviamente, organizzare il lavoro scegliendo i contenuti giusti, adeguando una struttura narrativa precisa e aggiungendo al racconto scritto fotografie, documenti, mappe o video che stuzzicano la curiosità e l’interesse di chi dovrà leggere la storytelling. Un’attività affascinante che dà brio alla didattica perché conferisce ai social potere divulgativo di messaggi culturali interessanti ma anche divertenti, vicini agli alunni che non hanno partecipato alla gita ma provano le stesse emozioni.

Ma perché il diario della gita online piace così tanto ai ragazzi? Il carattere gratificante di questo metodo nasce proprio dalla possibilità di narrare fatti e sensazioni in modo spontaneo, anche se inquadrato in schemi precisi. Propone un metodo facilmente accessibile anche verso concetti molto difficili o astratti e ovviamente l’utilizzo di supporti multimediali che generano meccanismi interpretativi di primaria importanza per il giovane. Non si possono trascurare alcuni effetti vantaggiosi come la semplicità di memorizzare il racconto senza utilizzare il metodo di studio classico.

 

 

Raccontare una gita online: ecco tutte le tecniche

La tecnica narrativa utilizzata per questo lavoro cattura l’interesse degli alunni perché permette di combinare video, dialoghi, immagini come foto e testi esplicativi. La parte più importante si focalizza sulle attività storiche e linguistiche che seguono un percorso multimediale in grado di implementare le capacità di espressione orale e di scrittura. Oltre alla sensibilità artistica che nasce dal dover commentare opere di valore culturale e le abilità tecnologiche, che occorrono per unire in modo sapiente e accattivante i vari supporti utilizzati. Ma non solo, tale tipo di racconto fa emergere soft skills che oggi sono molto richieste dal mondo del lavoro, come la capacità di svolgere un compito in piena autonomia e senza necessità di supervisione, la pianificazione delle attività, la capacità di curare i dettagli e di fissare degli obiettivi spazio-temporali come la consegna del lavoro in un preciso giorno e nelle mani del responsabile designato. Durante queste attività, quasi "laboratoriali" emergono l’intraprendenza dell’alunno, la capacità di comunicare in modo costruttivo confrontandosi con gli altri. Il team working e il problem solving per risolvere le criticità che emergono durante l’esecuzione del lavoro e infine la corretta gestione delle informazioni da inserire nello storytelling in modo opportuno. Ricordiamo che la scuola sta accogliendo in modo sempre più favorevole l’idea di aprire un social che parli delle attività dell’istituto. Un "luogo virtuale" di facile accesso a tutti gli interessanti dove scambiarsi informazioni, avvisi, ci si scambia materiale didattico o si annunciano scioperi e collettivi. In una sede come questa, l’interesse degli studenti sarà quella di far emergere tutte le proprie buone qualità per non essere derisi dai propri compagni che lo guarderanno. Proprio per tale motivo gli autori sfodereranno tutte le loro capacità di utilizzare il digitale per mostrare un progetto chiaro e di qualità. Generalmente, il racconto della gita online viene utilizzato nelle scuole elementari, per questo i docenti dovranno fare da sostegno nell’elaborazione e nella condivisione dei contenuti. Si tratta, infatti, di una costruzione didattica di tipo interculturale che si basa sulla capacità di raccontare storie in modo interessante, verbalizzando in modo ordinato, logico e rispettoso del genere che intendono utilizzare.

 

Gita scolastica raccontata online: risvolti psicoterapeutici

Secondo un esperimento condotto su un gruppo di bambini delle scuole elementari negli USA, l’attività didattica che consiste nel raccontare di una gita scolastica online ha risvolti psicologici molto interessanti. Secondo l’esperimento, infatti, questo metodo avrebbe la capacità di sviluppare la scrittura creativa e di potenziare l’uso della lingua in cui si elabora il contenuto. Dal punto di vista psicologico, inoltre, questa attività sviluppa le capacità espressive, percettive e linguistiche. Approfondisce forme diverse di linguaggio corporeo, iconico e gestuale per manifestare le proprie emozioni e imparare a relazionarsi con i compagni nell’esecuzione del lavoro e con gli adulti durante l’ascolto. Insegna, inoltre, a essere consapevoli delle emozioni sviluppando la capacità di avere un’opinione e di ascoltare in modo critico quella dei propri amici. La gita, ovviamente, può essere reale o inventata dai bambini in base al progetto che i docenti intendono portare avanti. Nel secondo caso, il ruolo della maestra assumerà una portata ancora maggiore perché dovrà guidare la classe in un percorso immaginario fatto di persone parlanti che interagiscono con i partecipanti, con ambienti culturali semplici da descrivere e con un setting ambientale che presenta tutti i particolari del caso. Parliamo di un viaggio in nave, una gita in campagna, una visita nella fattoria didattica o in un sito archeologico: luoghi sconosciuti ai bambini che dovranno immaginare, elaborarne colori, forme e voci per poter cercare le fonti giuste da assemblare e pubblicare. L’obiettivo del progetto è quello di incoraggiare relazioni di tipo inclusivo, valorizzando le diversità attraverso la lettura e la costruzione di racconti. Per promuovere la narrazione e l’elaborazione video dei contenuti, gli educatori dovranno accogliere i bambini in modo spiegando loro il tipo di attività da svolgere per facilitare la crescita intellettiva. In questo modo educatori e bambini si edificano in modo reciproco perché uno stimola a provare emozioni mentre l’altro insegna a canalizzarle nel modo giusto. Si tratta di un lavoro davvero interessante che supera gli schemi della didattica classica e tradizionale per lasciare il posto a tecniche innovative e attività accattivanti che stimolano il piacere della narrazione in un ambiente ludico, didattico e creativo. Occorre molto lavoro ma il risultato è davvero soddisfacente, sia per i bambini sia per i docenti che per chi guarda il video.