Giornata Internazionale della Solidarietà Umana

MONDO SCUOLA - 21 dicembre 2021

Per implementare lo spirito di condivisione tra le popolazioni di tutto il mondo, l’ONU ha scelto il 20 dicembre come Giornata Internazionale della Solidarietà Umana. Una data speciale per focalizzare l’attenzione di tutti sul senso profondo che ci unisce: l’umanità e l'incontro con l'altro. Con questo spirito, nel 2005 l’ONU decise di emanare la risoluzione numero 60/209 che istitutiva una giornata dedicata alla gentilezza, alla tolleranza e alla trattazione di questioni urgenti per il Pianeta come l’uguaglianza e la condivisione, stimolando il mondo a porsi domande intorno alla condizione economica e sociale attuale. Un tema di fondamentale importanza, che viene in rilievo soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo, in cui la pandemia ha indebolito molte famiglie dal punto di vista economico e psicologico.

 

 

Perché celebrare la Giornata Internazionale della Solidarietà umana

La Giornata della Solidarietà Internazionale è stata istitutita per dare maggiore eco a valori universali come l'attenzione verso il prossimo e la tolleranza al fine di sensibilizzare le giovani generazioni e abituarle a gesti di sincera solidarietà. L’esperienza e gli studi sociali, a tal proposito, hanno finalmente dato prova che la vera speranza per il futuro risiede solo nei bambini, gli unici in grado di abbattere i muri dell’egoismo e di creare universi di accoglienza e solidarietà. Secondo un report condotto da un’università americana e pubblicato su Psychological Science "Young Children Share the Spoils After Collaboration", i bambini sono portati in modo naturale a compiere gesti di vera condivisione già nei primi anni della loro vita, quando non sono ancora sottoposti alle pressioni del mondo esterno. Il motivo? In primo luogo l’esempio degli adulti, che come sempre vince su tutti i discorsi e le teorie, ma anche l’intelligenza emotiva, il carattere e la naturale propensione. Nella stessa facoltà americana della California è stato sviluppato uno studio che prende il nome di "Is it better to give than receive?", l’analisi elaborata dagli studiosi ha messo in evidenza il ruolo educativo centrale della madre, che deve stimolare il figlio a essere gentile, solidale e pronto a prestare il suo aiuto a chi ne senta il bisogno. Emerge in questo studio l'importanza della famiglia come prima fonte di stimolo ed educazione all'accoglienza e all'aiuto, per affidare successivamente il compito alla scuola che in tal modo trova un terreno fertile e pronto all'azione.

 

Eppure il 20 dicembre non è solo solidarietà. I temi su cui intende puntare l’ONU sono anche la Gender Equality (parità di genere), che mira a diffondere l’ideale di uguaglianza tra uomini e donne. Il tema della solidarietà non può infatti prescindere dal superamento alle discriminazioni di cui sono vittime le donne ancora oggi. Un problema sentito sia nei paesi più civilizzati che in quelli meno sviluppati, dove l’attivismo ha ancora molti passi da compiere verso il raggiungimento della parità di genere. Un altro tema oggetto della Giornata Internazionale del 20 dicembre è il riconoscimento della parità di tutte le culture, per un mondo senza razzismo ma proiettato alla multiculturalità sia per quanto riguarda le lingue che le tradizioni.

 

Perché porre la scuola al centro della Giornata Internazionale della Solidarietà umana

In occasioni come queste, dove i valori umani vengono posti al centro dell’attenzione e gli obiettivi comuni si incentrano sulla rinascita sociale e culturale dell’Europa, la scuola diventa protagonista e portatrice di interessi. Come una madre che accompagna il suo bambino verso la crescita umana, così la scuola apre la strada agli adulti del futuro perché possano vedere la bellezza dell’altro nonostante le differenze socio-culturali, nonostante le brutture economiche e le disparità create dai governi. La scuola, in questa prospettiva, diventa fulcro di un’impresa educativa volta alla sensibilizzazione delle sofferenze umane con conseguente sviluppo della reciprocità e del sentimento di aiuto verso gli altri uomini. Per questo il Coordinamento Nazionale Docenti in materia di Diritti Umani, ha deciso di soffermarsi sull’importanza dell’empatia e dei valori umani tra gli individui in occasione del 20 dicembre. I tassi di povertà infantile sempre più elevati, il dramma dello sfruttamento dei bambini e l’aumento delle patologie infantili rappresentano gli aspetti più pericolosi della violazione dei diritti umani. Basti pensare che secondo i dati elaborati dalla Caritas almeno 1.260,000 bambini sono in stato di povertà assoluta e almeno 500 bambini sono stati dichiarati affetti da malattia rara incurabile. In un simile contesto, la scuola deve attivarsi in modo sollecito e con tutti gli strumenti didattici a sua disposizione per spronare il senso di solidarietà insito nell’uomo.

 

 

Alcune idee da realizzare a scuola in occasione del 20 dicembre

Le attività da svolgere possono essere le più disparate e variano soprattutto in base alle fasce d’età. Alcune scuole del sud Italia, ad esempio, hanno organizzato un concerto itinerante con ben 35 studenti per allietare i bambini ricoverati nell’ospedale della città. Un’altra idea particolarmente interessante è quella di rinunciare a un dono natalizio per metterlo sotto l’albero di Natale di un bambino meno fortunato, che si trova dall’altra parte del mondo e perché no, nella propria città. Non solo spesa e generi di prima necessità, dunque, ma gesti d’amore concreti che aiutino i bambini e gli adolescenti a rinunciare a qualcosa di proprio per donarlo all’altro con gioia. Via libera allora a una raccolta fondi per il Natale, all’elaborazione di video con poesie, rappresentazioni teatrali e letture di storie da inviare ai piccoli meno agiati insieme a piccoli doni. Ma anche la realizzazione di palle di Natale homemade da mettere sull’albero con gli auguri di buon Natale: un gesto semplice che invita a esprimere i sentimenti migliori in modo spontaneo e naturale. Non è un caso, infatti, che la Giornata della Solidarietà venga celebrata in prossimità delle feste natalizie, quando le differenze sociali ed economiche diventano più pesanti e a pagarne le pene sono soprattutto i più piccoli. In quest’ottica, i docenti possono stimolare la sensibilità degli alunni puntando sulla valorizzazione delle differenze, ma anche sul senso di responsabilità di ciascuno. Ogni giovane ha il dovere di sapere che nonostante i suoi limiti, le sue stesse povertà e gli ostacoli che incontra, può sempre fare del bene, aiutare l’altro, venire incontro alle sue necessità, comprenderlo, ascoltarlo e condividere parte della sua vita, provando a migliorarla in qualsiasi modo. Ecco, il senso della Giornata Internazionale della Solidarietà Umana diventa allora uno spunto per riflettere sul tema fondamentale dell’aiuto al prossimo come dovere umano e sociale.

 

 

Le associazioni di volontariato e le speranze nel futuro

Anche le associazioni di volontariato hanno fornito idee e spunti di riflessione importanti. L’AIFR, in particolare, ha elaborato un percorso didattico totalmente gratuito dedicato alle scuole secondarie di 1° e 2° grado. L’Associazione Italiana di Fundraising ha realizzato schede didattiche per stimolare dialoghi aperti, progettazione di iniziative e lavori di gruppo che permettono ai giovani di esprimere interessi e idee con consapevolezza e in piena autonomia. La finalità del progetto, infatti, è proprio quella di guidare gli alunni verso la sperimentazione di concrete azioni di generosità e solidarietà per difendere i diritti umani, contrastare l’odio nella rete, rispettare l’ambiente, raccogliere fondi, fare volontariato e praticare la cittadinanza attiva. Attività che possono riguardare mostre fotografiche, rappresentazioni sceniche e mostre di disegni realizzate dai più piccoli. Nel pieno dell’atmosfera natalizia e all’approssimarsi della fine dell’anno, la scuola diventa anche maestra di solidarietà ed esempio di condivisione per il mondo intero, per crescere giovani consapevoli e maturi, in grado di cambiare le sorti del mondo con il loro lavoro e il loro modo di vivere.