Il debate: come insegnare agli studenti il rispetto delle opinioni altrui e il senso critico

MONDO SCUOLA - 21 dicembre 2021

Imparare a esprimersi, parlare e dialogare implica non solo la facoltà di argomentare, trovando idee a sostegno della propria opinione, ma anche ascoltare con flessibilità ciò che l'altro ha da dirci. Si tratta di un’apertura mentale che consente di accogliere e accettare l’opinione altrui anche se contrastante con la propria, assumendo un atteggiamento eloquente e talvolta autoironico che rende il dialogo aperto e piacevole. Il debate assume un ruolo rilevante sempre più richiesto nella società e rientra a pieno titolo nelle competenze trasversali in grado di strutturare la personalità fin da piccoli. Una caratteristica necessaria sia per sostenere le interrogazioni sia per superare esami universitari che per affrontare qualsiasi colloquio di lavoro, attraverso l’assunzione di un atteggiamento determinato, garbato ma sempre sostenuto dalla convinzione delle proprie idee. Noi di Scuola.net vogliamo porre l'accento sugli aspetti positivi di questa tecnica sempre più utilizzata nella didattica, aiutando voi docenti a sperimentare nel vostro insegnamento un percorso innovativo e stimolante per gli alunni della scuola primaria e secondaria. Ricordiamo che soft skills di questo tipo vengono richieste ai giovani che fanno colloqui in molte aziende italiane ed europee, anche a livelli non dirigenziali, perché dimostrano capacità di collaborazione con il gruppo e volontà di crescere professionalmente. 

 

 

Come nasce il debate come disciplina: dal Regno Unito alle società letterarie

Anche se in Italia è ancora poco conosciuto, il debate è una disciplina stimata da anni in Inghilterra, con materia dedicata e insegnante ad hoc nei college, nelle scuole ordinarie e nelle università anglosassoni e americane. Dal Regno Unito, infatti, la pratica si è presto diffusa negli USA dove sono state fondate delle vere e proprie società di dibattito che hanno come obiettivo di parlare in pubblico ed essere in grado di discutere con gli altri di qualsiasi argomento. Siamo nel XIX secolo, in una società borghese che vedeva l’ "Improvement in public speaking and debate" come una caratteristica fondamentale del saper vivere bene, tanto da imporla anche nelle scuole come materia da studiare. Per tale ragione l’Eunomian Literary Society, presente allo Swarthmore College della Pennsylvania, iniziò a organizzare dal 1889 anche dei campionati di dibattito, trasformando tale capacità in una vera arte. Le competizioni si svolgevano spesso nelle grandi città extraeuropee e vedevano la partecipazione di numerosissimi Stati che sceglievano i partecipanti tra gli studenti più validi delle scuole pubbliche. Dalla fine dell' 800 a oggi, ci sono stati importanti trasformazioni nel mondo della didattica e molte scuole europee hanno ritenuto opportuno inserire il dibattito nelle attività curricolari, conoscendo negli ultimi anni un grande boom. Basti pensare che qualche anno fa hanno partecipato al World School Debating Championship tenuto in Africa circa 48 Paesi, con prenotazioni da vero record. 

 

 

Perché la scuola deve introdurre il debate nella didattica: finalità e obietivi

Nonostante le incertezze e le difficoltà di inserimento di questa disciplina nella didattica, la capacità di dibattere è diventata una questione rilevante nella scuola di ogni ordine e grado. 

Perché il debate è diventato così importante negli ultimi anni? Per quale ragione l’Europa intende introdurla come materia nelle scuole e quali sono i vantaggi che porta?

L’arte del dibattere implementa le competenze di comunicazione, sviluppando il pensiero critico, e promuove la consapevolezza culturale e l’autostima, insegnando a dare struttura al discorso e a sostenere correttamente le proprie motivazioni. Ma non solo, il debate insegna a cercare le fonti più adatte a sostegno delle argomentazioni, aiuta a diventare cittadini consapevoli e ben informati, migliorando anche la capacità di esprimersi. Per avere un’idea del fenomeno basti considerare che la NAUDL (National Association of Urban Debate Leagues) americana registra 40mila studenti iscritti in ben 500 scuole di debate, dimostrando che il dibattito ha effetti positivi dove soluzioni alternative hanno fallito. Un indagine recente condotta negli Stati Uniti ha rilevata i risultati positivi che NAUDL ha provocato nei ragazzi appartenenti alle famiglie disagiate, povere o provenienti da altri Stati. Lo studio ha dimostrato un aumento della motivazione allo studio del 25%, raggiungendo il 70% tra gli studenti afro-americani. Imparare ad affrontare discussioni, dibattiti affrontandoli nel modo giusto si trasforma in una carta vincente anche in sede di colloquio di lavoro.

 

Ma cos’è un dibattito? Si tratta di una discussione non libera, che ruota intorno a tematiche formali sulle quali ciascuno deve sviluppare la propria opinione. All’interno della classe, esiste una metodologia specifica per trasmettere la disciplina e che vogliamo mostrarvi passo dopo passo nel prossimo paragrafo.

 

Ecco tutti i passi per un debate di successo in classe

Per una buona riuscita della lezione vi suggeriamo di dividere la classe in diversi gruppi che sostengono l’affermazione del docente o la controbattono, discutendo sui pro e i contro e dibattendo a favore dell’una o dell’altra affermazione. Per semplificare il percorso didattico, di seguito riportiamo gli step da seguire prima di iniziare la discussione:

  • per dare avvio al dibattito nel modo giusto, è necessario che il docente definisca con precisione il debate, spiegando agli alunni la dinamica della lezione; 
  • successivamente, dovrà dividere la classe in gruppi omogenei dal punto di vista numerico (due o tre squadrette);
  • segue l’assegnazione del tema e la scelta di 2-3 argomenti a favore e 2-3 a sfavore della questione da affrontare;
  • si giunge al punto centrale del debate, cioè la discussione, che deve essere guidata dall’insegnante, estrapolando i punti di forza a supporto di ogni argomentazione;
  • durante il dibattito, il docente realizza una tabella a due colonne alla lavagna, illustrando le contrapposte argomentazioni: un passaggio fondamentale per poter analizzare il tema proposto mediante la formulazione di specifiche domande;
  • al termine del debate, il docente dà una valutazione della prestazione offerta da ciascuna squadra.

Il tema proposto viene individuato tra i temi meno discussi della didattica ordinaria, per estrapolarne i più originali, anche se il docente può scegliere anche questioni di attualità che attirano maggiormente l’attenzione degli alunni. L'individuazione dell'argomento è infatti di primaria importanza perché deve interessare la platea creando fermento e curiosità: dal topic scelto si dà il via al dibattito vero proprio che viene dettato da tempi e regole precise, studiate con esercizi di elaborazione e documentazione critica.

 

Il debate e la crescita personale e professionale degli studenti

L’obiettivo del debate è quello di agevolare i ragazzi nella ricerca e nella selezione delle fonti per sviluppare un’opinione e competenze specifiche di public speaking, di autovalutazione, educazione all’ascolto e consapevolezza sul proprio livello di cultura. Si tratta di un esercizio che allena la mente a non fossilizzarsi su opinioni personali ma ad accettare anche punti di vista opposti. Alcuni studi eseguiti dai docenti che da anni insegnano la disciplina del debate hanno rivelato un miglioramento degli alunni anche nella metodologia di studio che si distacca dal metodo mnemonico, lasciando il posto alla dialettica, al lavoro di gruppo e al pensiero critico. Anche l’Italia ha riconosciuto l’importanza del dibattito costruttivo all’interno della classe, tanto che le Indicazioni Nazionali per la Scuola Secondaria di Primo Grado e Secondo Grado sottolineano svariate volte la loro rilevanza. Si tratta di un punto cruciale per tutte le materie: sia per quelle scientifiche, nelle quali è necessario un modo di pensare critico, che in quelle umanistiche, dove la capacità argomentativa consente di fare collegamenti e riflessioni di grande importanza.