Il sistema scolastico giapponese

MONDO SCUOLA - 29 dicembre 2021

Efficiente, pratico e orientato al mondo del lavoro: il sistema scolastico giapponese è considerato un'eccellenza e un modello da seguire. I dati sembrano dare ragione a questa affermazione in quanto il tasso di alfabetizzazione del Paese è pari al 99% e gli studenti nipponici sono considerati tra i più colti e preparati al mondo.

 

Brevi cenni storici

Privilegiare l’istruzione: questo è sempre stato uno dei punti fermi nella politica giapponese, basti pensare che sotto il dominio feudale esistevano delle scuole chiamate terakoya, aperte a ogni classe e ceto sociale. Nei primi anni dell’800 il sistema educativo venne completamente rivoluzionato con l'introduzione del principio dell'istruzione primaria obbligatoria per tutti. Il successo di questa politica fu innegabile: nell’era Taisho (1912-1926) la percentuale dei ragazzi che frequentava la scuola dell’obbligo era pari al 99%. Nel secondo dopoguerra l'istruzione nipponica, caratterizzata fino a quel momento dall’amministrazione centralizzata e da una molteplicità di corsi, subisce un'ulteriore trasformazione. Il percorso scolastico obbligatorio passa da sei a nove anni e il sistema viene decentralizzato con l'istituzione in ogni comune o dipartimento di un Consiglio dell’Istruzione per la gestione degli istituti pubblici primari e secondari.

 

Organizzazione del sistema scolastico giapponese

Laica, gratuita e obbligatoria fino al compimento dei 15 anni: questi sono i principi fondamentali del sistema scolastico giapponese. Le scuole iniziano ad aprile, terminano il 31 marzo dell’anno successivo e le lezioni si svolgono per sei giorni alla settimana anche se la riforma del 1996 ha stabilito che il secondo e il quarto sabato del mese debbano essere liberi. Il percorso scolastico è articolato in tre quadrimestri che comprendono le vacanze primaverili, estive e invernali. Una piccola curiosità: la pulizia delle aule e in generale dei locali appartenenti alla scuola è affidata tradizionalmente agli studenti organizzati in gruppi che si alternano periodicamente per svolgere questo compito.

 

Il ruolo degli insegnanti

Gli insegnanti svolgono ovviamente un ruolo fondamentale nel quadro educativo nipponico tanto da godere di un elevato rispetto sociale. L’orario di lavoro va di solito dalle otto del mattino fino alle cinque del pomeriggio anche se spesso la partecipazione a riunioni o a circoli scolastici studenteschi li obbliga a fermarsi a scuola fino alle 19. Le docenti hanno la possibilità di usufruire di 3 mesi di maternità e la legge prevede che possano uscire un’ora o due ore prima della fine della giornata scolastica per accudire i propri figli.

 

Il ruolo dei genitori

I genitori giapponesi hanno l’obbligo e il dovere sociale di educare i propri figli. La scuola è fondamentale per la reputazione di una famiglia tanto che un insuccesso scolastico è considerato un forte motivo di imbarazzo per tutto il nucleo familiare. Questo è uno dei motivi per cui i genitori stessi spingono i figli alla preparazione extra pomeridiana, ottenuta attraverso la frequenza di appositi centri di tutoraggio con il compito di colmare eventuali lacune e perfezionare la preparazione dei ragazzi preparandoli anche agli esami finali.

 

Le tappe del sistema educativo giapponese

Il sistema scolastico giapponese è suddiviso in 5 cicli simili a quelli italiani:

  • scuola materna (Yōchien): dai 3 ai 6 anni
  • scuola elementare (Shōgakkō): dai 6 ai 12 anni • scuola media (Chūgakkō): dai 12 ai 15 anni
  • scuola superiore (Kōkō): dai 15 ai 18 anni
  • università o scuola professionale (Daigaku o Senmongakkō): entrambi i percorsi hanno una durata che va dai 2 ai 4 anni.

Non è prevista nessuna tassa d’iscrizione fino alle elementari, se ovviamente si è iscritti in una scuola pubblica, e il materiale scolastico è a carico dello Stato. Alle medie invece (chūgakkō) le famiglie devono provvedere a sostenere una serie di spese secondarie che riguardano le gite, gli spostamenti e i pasti. Come abbiamo avuto modo di sottolineare, l’obbligo scolastico è fino ai 15 anni ma il 99% degli adolescenti giapponesi prosegue fino al diploma e oltre. La prima fase del percorso scolastico prevede la presenza di un solo insegnante per tutte le materie eccetto musica e arte. Nel ciclo secondario il ventaglio dei corsi è ampio e variegato. C’è un aspetto che contraddistingue la scuola giapponese: la costante preparazione. I bambini, sin dalla scuola elementare, sono incoraggiati a frequentare dei corsi pomeridiani per integrare e perfezionare quanto appreso durante il normale orario scolastico. È un impegno quindi quotidiano al quale nessun alunno (e famiglia) si sottrae. Il fine è quello di presentarsi l’indomani davanti ai docenti con la massima preparazione possibile.

 

I cicli scolastici in Giappone

 

Scuola materna

L'asilo non è obbligatorio ma la maggior parte dei genitori decide di iscrivere i propri figli alla scuola materna per favorire il più possibile la successiva scolarizzazione. Le lezioni si svolgono dal lunedì al venerdì dalle 8.30 del mattino fino alle 15.30 del pomeriggio e i piccoli mangiano nei locali adibiti a mensa. I bambini hanno in dotazione un’uniforme sia sportiva che formale, da indossare a scuola dall’età di 4 anni: un gesto che insegna loro a definire il distacco tra casa e scuola. Ogni divisa contempla anche la presenza di cappelli dai colori vivaci utili per contrastare le intemperie e giocare all'aperto. Le attività didattiche sono improntate al gioco ma anche all'apprendimento: nelle ore scolastiche i bambini imparano l'arte degli origami, la calligrafia con il katakana e l’hiragana, familiarizzano con la fonetica e con la musica.

 

Elementari e medie

I bambini giapponesi a sei anni iniziano ufficialmente l'istruzione primaria che si concluderà al compimento dei 12 anni. Le lezioni in questo ciclo si tengono dal lunedì al venerdì dalle 8.30 fino alle 15.30, il pranzo avviene all'interno della mensa scolastica oppure in classe, servendosi dei tradizionali bentō. I corsi principali della scuola primaria sono 6: giapponese, matematica, musica, arti plastiche (disegno e lavori manuali) ed educazione fisica. Accanto a questi, nel corso degli anni, vengono introdotte materie particolari come la Seikatsu, che insegna a prendersi cura degli animali, delle piante ma più in generale è finalizzata all'apprendimento del rispetto degli altri come filosofia di vita. Un esempio su tutti: all'inizio o alla fine della lezione, gli studenti svolgono compiti di pulizia in classe, nei bagni o nei locali della scuola. Dal terzo anno iniziano gli Shakai, gli studi sociali che riguardano la geografia e la storia del Paese, e i Rika, le materie scientifiche. Al quinto e al sesto anno gli studi vengono integrati con l’economia domestica (Katei) grazie alla quale i piccoli imparano a cucinare, cucire ma anche a conoscere il valore nutritivo del cibo. Le classi sono molto numerose in quanto possono comprendere fino a 30 alunni, un sistema utilizzato dal Giappone per facilitare la socializzazione e il rispetto dell’altro da sé. A 12 anni si passa alle medie inferiori e l'approccio alla scuola diventa, se possibile, ancora più complesso. I ragazzi vengono incoraggiati ad allontanarsi da casa, a frequentare altre realtà scolastiche per perfezionare non solo la preparazione ma per ampliare il loro sguardo sul mondo. L'insegnamento dell’inglese diventa fondamentale così come lo sport e l'istruzione extrascolastica.

 

Superiori

Le scuole superiori durano dai 15 ai 18 anni, la frequenza non è obbligatoria e l’accesso a questo percorso è subordinato a un esame d'ammissione così difficile da essere chiamato jigoku shiken, "esame dell'inferno"! I licei, sia pubblici che privati, forniscono un'istruzione generale orientata verso il mondo del lavoro e finalizzata all’acquisizione di specifiche competenze professionali. I corsi delle scuole superiori sono molto vari e la loro organizzazione è lasciata alla discrezione di ciascuna struttura che, in linea di massima, è libera di proporre materie che toccano vari campi disciplinari come industria, commercio, studi infermieristici, informatica, assistenza sociale ma anche musica, arte, inglese e agricoltura.

 

Università

Accedere all'università non è semplice, il test d'ingresso è così difficile e complesso che solitamente soltanto la metà dei partecipanti riesce a superarlo con successo. Questa non è l'unica differenza con le nostre Università. Il college nipponico infatti non prevede nessuna tesi di laurea e pochissimi esami orali. La fine del percorso degli studi quindi è ufficializzata soltanto dal superamento di tutti gli esami previsti dal singolo corso accademico.