Mindfulness a scuola: che cos'è e quali sono i suoi benefici

20 ottobre 2022 4 minuti
DIDATTICA INNOVATIVA

Al giorno d'oggi si sente sempre più spesso parlare di mindfulness ma non tutti sanno di cosa si tratti. Con questo termine si intende sostanzialmente un atteggiamento mentale rivolto al presente, grazie al quale l'individuo prende consapevolezza del proprio essere senza alcun tipo di giudizio. La mindfulness mira a guardare ogni aspetto della vita con curiosità ma al tempo stesso con tranquillità, focalizzandosi sui propri pensieri, emozioni e sensazioni. In questo modo è possibile avere una visione molto chiara e precisa delle decisioni che dovranno essere prese nella propria vita sia presente sia futura. Lo scopo ultimo della mindfulness consiste nell'arrivare a un grado di benessere tale da eliminare qualsiasi atteggiamento critico e qualsiasi stato che può portare alla sofferenza. Tale processo è caratterizzato da alcune attività di meditazione (riprese dal buddhismo) che consentirebbero alle persone di accettarsi e di accettare tutto ciò che capita intorno a loro. È bene tenere presente che la mindfulness non deve essere confusa con una pratica religiosa (né tanto meno con il buddhismo) oppure con uno stato di trance poiché si tratta proprio del contrario: praticando la mindfulness gli individui raggiungono uno stato consapevole in totale lucidità. Inoltre non si tratta neanche di una tecnica di psicoterapia ma soltanto di uno stato mentale che può aiutare ad affrontare meglio i problemi della vita senza però sfuggire dalle proprie responsabilità.

 

Mindfulness a scuola: una realtà sempre più concreta

Dal momento che la mindfulness sta prendendo piede sempre di più in tutte le realtà, anche a scuola sembra che questa pratica possa essere di grande aiuto. La mindfulness infatti non aiuta soltanto le persone adulte nel mondo del lavoro e della sfera privata ma può essere una valida alleata anche per i bambini o i ragazzi. Questi ultimi infatti si trovano in un periodo della vita in cui spesso sono sottoposti a un forte stress e in cui non sanno ancora bene quale strada seguire. La scuola è uno degli ambienti più frequentati dai ragazzi (oltre alle mura domestiche) che si trovano a fare i conti con i rapporti con gli insegnanti e i compagni di classe nonché con lo studio e le competenze richieste da ogni disciplina. Tutto ciò può scaturire diversi pensieri che potrebbero influire sul proprio comportamento. Per tale motivazione è bene attuare la mindfulness anche a scuola, così da tenere a bada qualsiasi situazione con consapevolezza.

 

Quali sono i principali vantaggi del mindfulness a scuola

La mindfulness a scuola comporta diversi vantaggi per i bambini e i ragazzi, primo fra tutti la diminuzione dell'ansia. Gli studenti sono infatti sottoposti a un carico di stress molto elevato durante tutto il periodo scolastico che comporta quindi l'ansia di non riuscire a superare esami, interrogazioni e prove e quindi di essere bocciati. Con la mindfulness l'alunno riesce invece ad avere consapevolezza di sé e delle proprie capacità, imparando a non giudicarsi o colpevolizzarsi se le cose non vanno come ci si aspetta. Questa pratica aiuta ad avere un atteggiamento positivo che riguarda l'accettazione di se stessi e degli altri senza critiche. Inoltre la mindfulness aiuta anche a migliorare l'attenzione poiché permette di concentrarsi meglio. Allo stesso modo a migliorare è anche il controllo delle emozioni dal momento che uno degli scopi di questa pratica è proprio la padronanza delle sensazioni. Un altro beneficio da non sottovalutare riguarda la risoluzione dei problemi: focalizzandosi sul presente e su un atteggiamento senza giudizio né critica è possibile avere un quadro più chiaro della situazione e dunque riuscire ad affrontare qualsiasi problematica si presenti. È bene tenere presente poi che la mindfulness può essere un ottimo aiuto per chi soffre di sintomi che riguardano l'ansia, la depressione e l'eccessiva emotività. Grazie a questa pratica basata sulla meditazione sarà possibile ridurre sensibilmente gli atteggiamenti troppo impulsivi. Naturalmente non solo gli studenti ma anche gli insegnanti posso trarre un grande vantaggio dalla pratica della mindfulness. I benefici che riguardano gli alunni infatti sono pressoché gli stessi anche per quanto riguarda i docenti ma in questo caso bisogna ricordare anche un maggiore sviluppo della compassione e dell'empatia. In questo modo sia gli insegnanti che gli studenti potranno lavorare in un ambiente più disteso e accogliente, volto a una maggiore comprensione dell'altro, a un apprendimento più ampio e a uno sviluppo consapevole delle relazioni con gli altri. I vantaggi della mindfulness, secondo alcuni studi, non sono soltanto mentali ma anche fisici. Sembra infatti che, praticando questa attività per un certo periodo di tempo, ci siano ottimi risultati per quanto riguarda il coinvolgimento degli alunni in classe, lo sviluppo delle competenze per i bambini più piccoli e un aumento del benessere mentale dei ragazzi. Inoltre sembra esserci una riduzione dei problemi cardiaci, un rafforzamento del sistema immunitario e l'eliminazione di patologie come asma e ipertensione.

 

Perché introdurre la mindfulness a scuola

Introdurre la mindfulness a scuola può essere un grande vantaggio sia per gli studenti sia per gli insegnanti. Nel primo caso gli alunni possono sfruttare questa pratica per allontanare lo stress e l'ansia derivata dalle sfide continue a cui sono sottoposti, mentre nel caso dei docenti la mindfulness può aiutare a migliorare le proprie capacità di relazione e comunicazione con gli studenti. Anche gli insegnanti infatti sono spesso sottoposti a un forte stress a scuola poiché si trovano a gestire alunni con bisogni, abilità e caratteri differenti. La consapevolezza che nasce dalla mindfulness può essere di tre tipologie: esistenziale, politica e relazionale. Per consapevolezza esistenziale si intende l'imparare a controllare i propri stati emozionali senza giudicarsi. Quella politica riguarda il proprio ruolo nella società e il ritenersi fonte di cambiamento e di responsabilità, mentre quella relazionale tiene conto del rapporto con l'altro e la possibilità di comprenderlo.

 

Mindfulness a scuola: come portarlo

Portare la mindfulness a scuola è sicuramente benefico per studenti, insegnanti e anche genitori. Proprio per questa ragione è opportuno capire l'approccio da attuare per renderla il più fruibile possibile negli istituti a qualsiasi livello e grado. Per prima cosa sarebbe opportuno avvalersi di una figura professionale come lo psicologo che possa guidare gli studenti a praticare la mindfulness nella maniera corretta. È possibile infatti dedicare alcune ore nelle scuole all'esercizio della mindfulness sia per gli studenti sia per i docenti. Anche questi ultimi infatti dovranno seguire queste attività così da migliorare non solo se stessi ma anche i rapporti con gli altri. Dopo aver imparato la tecnica della mindfulness gli insegnanti possono essi stessi esercitare questa pratica per insegnarla agli alunni. È bene ricordare che questo insegnamento viene presentato ai bambini e ai ragazzi attraverso dei giochi semplici ma al contempo educativi. Divertendosi gli alunni imparano a scoprire se stessi, le proprie sensazioni ed emozioni. Oltre ai giochi educativi gli studenti ascoltano delle tracce audio nelle quali sono presenti delle pratiche di meditazione che possono essere effettuate anche a casa insieme ai genitori. Il momento della mindfulness è un'occasione per ritrovare se stessi, per prendersi del tempo da dedicare al proprio io e rilassarsi. Pertanto questo progetto dovrebbe essere diffuso nelle scuole in maniera capillare, così da giovare non solo ai membri degli istituti scolastici ma anche a casa e in famiglia.