Le mappe concettuali: perchè sono utili e come crearle

10 gennaio 2023 4 minuti
DIDATTICA INNOVATIVA

Da diversi anni, le mappe concettuali hanno rivoluzionato il modo di studiare degli alunni, dalle elementari alle superiori. Il loro utilizzo, infatti, favorisce la visione d'insieme di un argomento, agevola la memorizzazione dei concetti più importanti e lo sviluppo delle competenze organizzative, sia in ambito didattico, sia in quello extra-scolastico. In altre parole, questo prezioso strumento si rivela utile non solo per migliorare i risultati sulla pagella a fine quadrimestre, ma anche per affinare le abilità logiche e di problem solving, indispensabili per una vita quotidiana di successo. Noi di Scuola.net abbiamo elaborato una nuova guida sull'argomento.

 

Cosa sono le mappe concettuali

Con questa espressione si intende uno strumento codificato negli Anni ‘70 da parte di Joseph Novak, studioso statunitense molto attivo nel campo della formazione. Probabilmente, le teorie di Novak derivano da quelle di George Alexander Kelly, vera e propria autorità nel settore della psicologia clinica durante il secondo Dopoguerra. L'approccio della mappa concettuale è di stampo costruttivista: secondo tale scuola di pensiero, ognuno di noi è autore del proprio bagaglio di conoscenze. Pertanto, le nozioni apprese in un determinato contesto non dipendono dalla realtà esterna, ma da come noi ci relazioniamo con essa. Come funziona questo prezioso mezzo finalizzato all'apprendimento? Il punto di partenza è il tema centrale o la parola chiave di un determinato argomento, da cui l'alunno troverà altre idee collegabili alla prima mediante uno o più nessi logici. Lo studente metterà nero su bianco i vari elementi, oppure utilizzerà appositi programmi per l'elaborazione grafica al PC. Per un apprendimento efficiente, semplice e veloce, mirato all'acquisizione e all'assimilazione dei concetti nella memoria a lungo termine tramite il ragionamento, lo schema deve soddisfare i seguenti requisiti:

  • essenzialità
  • concisione
  • completezza
  • semplicità di linguaggio.

Attenzione: per quanto le mappe agevolino i processi di memorizzazione, queste non rientrano negli strumenti per l'utilizzo delle mnemo-tecniche. Il loro scopo è, innanzitutto, comprendere meglio l'argomento e svilupparlo secondo un filo logico: una volta fatto questo, ricordarlo sarà un'immediata conseguenza.

 

Differenze tra mappe concettuali e mentali

Nella mappa mentale - elaborata da Tony Buzan e di approccio cognitivista - le idee sono raggruppate, schematizzate e ordinate secondo un ordine di priorità, cosa che non avviene per le mappe di Novak. Altra differenza di notevole importanza riguarda il lato creativo dello schema di Buzan, molto più valorizzato rispetto al modello costruttivista. Il collegamento tra concetti avviene per associazioni e non per connessioni: in altre parole, non esiste un solo modo, ma più possibilità di metterli in relazione.

 

I motivi per utilizzare le mappe concettuali durante gli studi

Come già anticipato, questo tipo di rappresentazione schematica promuove l'apprendimento significativo: associa le nuove nozioni ai concetti già assimilati in altre lezioni. In tal modo, l'allievo è in grado di trovare da sé collegamenti non solo con la materia di riferimento, ma anche con le altre. Pertanto, la mappa concettuale favorisce un'acquisizione interdisciplinare e sviluppa la capacità critica dello studente. Altro punto di forza è la versatilità: uno strumento del genere si presta all'integrazione per la stragrande maggioranza dei metodi di studio. Lo stesso discorso vale per le discipline curricolari, da italiano a storia per passare a scienze, geografia, inglese e perfino matematica. Da non trascurare, infine, l'utilità della mappa in fase di ripasso, al termine di una lezione come poco prima di una verifica: su un foglio, avrete a disposizione una panoramica completa dell'argomento. Dare uno sguardo a uno schema già fatto o elaborarne uno ex novo aiutano a fare entrare i concetti nella memoria a lungo termine, a patto che teniate libri e quaderni chiusi.

 

Mappa concettuale: com'è fatta?

Passiamo alla parte grafica, in particolare agli elementi da cui è composto lo schema. Parole chiave e frasi brevi -formate al massimo da 5 parole- costituiscono i nodi della mappa: li delimita una figura geometrica chiusa, in genere un rettangolo o un ovale. La forma potrebbe variare da una parte all'altra del foglio, ma non si tratta di una regola fissa. Le connessioni mettono in relazione le varie idee. Su di esse è presente un'etichetta indicante il nesso logico, espresso in modo chiaro e comprensibile. Ricordiamo alcune consuetudini per l'elaborazione:

  • collocate in alto la parola o la frase indicante il tema principale
  • focalizzate tutte le keywords
  • stabilite i legami tra i concetti solo dopo averli individuati.
  • Il grado di dettaglio aumenterà man mano che riempirete le parti più in basso del supporto.

Quindi, la disposizione dei nodi è a cascata e raramente mette in collegamento elementi di pari livello.

Meglio gli schemi sintetici o quelli particolarmente dettagliati?

Generalmente, una mappa concettuale breve e senza troppi elementi di contorno indica una piena padronanza dell'argomento trattato. La ragione è semplice: l'alunno è in grado di distinguere le informazioni più importanti dalle altre, quindi di cogliere l'essenza del tema. Rileggendola, quindi, potrà focalizzare l'argomento per intero. Tuttavia, qualche volta uno schema molto sintetico è indice di scarsa preparazione, lacune o dubbi su alcuni punti del programma. Può accadere per discipline particolarmente complesse, parti da dettagliare più del solito e introduzione di nuovi concetti. Sarà cura di voi insegnanti fare le opportune valutazioni caso per caso.

 

Mappe concettuali: come realizzarle

La regola numero uno è esercitarsi. Più schematizzerete secondo i criteri di Novak, più diventerete bravi. Almeno all'inizio, il nostro consiglio è quello di lasciare perdere PC, smartphone, tablet e di dedicarvi alla stesura delle mappe a mano. Tale modalità, infatti, è la più efficace per apprendere e memorizzare i punti salienti di un argomento. Il modo migliore per inserire gli schemi nella routine di studio dei vostri alunni è un approccio graduale. Cominciate con temi non troppo complessi e presentate il compito come un gioco: troveranno la giusta motivazione per proseguire su questa linea. Quanto alla grafica, potete scegliere penne, pastelli, evidenziatori o pennarelli di colori diversi per ogni livello di dettaglio, ma tutti devono avere una caratteristica in comune: garantire un netto contrasto cromatico con il foglio, rigorosamente in formato A4 o più grande.

Programmi per elaborare le mappe concettuali: sono utili?

Per gli allievi più grandi o all'interno del programma d'informatica, potete affiancare l'utilizzo di software alla stesura degli schemi a mano. Le lezioni in laboratorio permetteranno ai vostri studenti di realizzare le mappe in modo ancora più semplice e veloce, anche a casa. I programmi per PC hanno la loro utilità, poiché snelliscono la procedura di elaborazione e permettono di risparmiare tempo. Inoltre, potrebbero servire in futuro, nel caso in cui i ragazzi dovessero partecipare a concorsi, affrontare gli studi universitari o quelli post-accademici. Ad ogni modo, il punto da cui partire è sempre la rappresentazione grafica manuale, soprattutto nelle situazioni in cui non sono disponibili computers, tablet, smartphone e altri dispositivi mobili. Per questo motivo, v'invitiamo a non trascurare l'esercizio con carta e penna.