Rientro dalle vacanze: come ripassare gli argomenti svolti

DIDATTICA INNOVATIVA - 11 gennaio 2023

Le vacanze natalizie sono la giusta ricompensa per studenti e docenti dopo le fatiche dei primi mesi di scuola. Stare in famiglia senza limiti di tempo, svegliarsi più tardi senza sveglia e uscire liberamente rappresenta un valido strumento per allontanare lo stress e la stanchezza, ma presenta anche dei lati negativi. Tra gli svantaggi vi è sicuramente la fatica per ritrovare nuovamente il ritmo giusto alla ripresa delle attività, gli adulti riescono più facilmente in questo ma per i ragazzi può essere davvero faticoso. Così, il compito di voi docenti nella prima settimana dopo le vacanze natalizie è proprio quello di ripetere gli argomenti svolti nella prima metà dell’anno prima di iniziare la nuova parte del programma.

 

Dedicare un tempo alla ripetizione, con qualche piccola nozione nuova

Andare avanti con il programma senza avere la certezza che tutti abbiano acquisito le nozioni più importanti degli argomenti trattati è inutile e controproduttivo. Si rischia di rallentare o arrestare l’apprendimento dell’intera classe, arrivando a giugno con tanti buchi da colmare. Spesso non serve nemmeno dedicare ore extrascolastiche per spiegare i temi più ostici, ma utilizzare il metodo giusto che costa di tre fasi:

  • una buona spiegazione
  • tanta esercitazione
  • verifiche atte a comprendere la reale interiorizzazione del programma.

Il rischio di vuoti, poi, aumenta quando la classe si assenta per molti giorni da scuola a causa di festività particolarmente lunghe, come quelle per le feste. In queste occasioni i docenti dovranno dedicare un tempo per verificare la comprensione del programma già svolto, facendoli ripetere nel modo giusto. Oltre alla fase della ripetizione, è importante che il docente non perda di vista il buon andamento del programma, assegnando anche argomenti nuovi a piccole dosi. Questo doppio binario consentirà di creare un ponte tra i vecchi temi già trattati e in fase di ripetizione e i nuovi capitoli, ma velocizzeranno anche la ripresa della concentrazione dopo un periodo prolungato di inattività.

 

La scelta del materiale didattico più adatto

Se lo studio articolato e analitico di una materia necessita del libro di testo scelto dalle istituzioni a inizio anno, la ripetizione deve essere proposta con strumenti nuovi e più leggeri, dove vige il principio della semplificazione partendo dal presupposto che ripetizione non significa studio ab origine ma semplicemente ripresa di alcuni temi. Via libera, allora, alle mappe concettuali, agli schemi e agli appunti preparati a casa dal docente. Negli ultimi anni, molti insegnanti stanno premendo molto sull’introduzione di mappe che sintetizzano interi capitoli, un metodo che si adatta a qualsiasi materia e consente di fare collegamenti interdisciplinari che aprono la mente dello studente e gli permettono di studiare in modo elastico. Non solo, la mappa concettuale può trasformarsi in un vero e proprio metodo di studio che si acquisisce alle scuole elementari come strumento integrativo e diventa prassi regolare alle scuole secondarie di secondo grado, fino all’università.

 

La mappa concettuale, così come gli schemi esemplificativi, possono essere preparati dal docente e distribuiti in classe, oppure elaborati in tempo reale insieme ai propri alunni, che dovranno costruirli passo dopo passo insieme al docente. La mappa può riassumere uno o più argomenti o capitoli, passando in rassegna i concetti chiave e quei punti di maggiore rilevanza che faranno da base alla spiegazione dell’altra parte del programma. Lo schema, invece, è più esemplificativo, si fonda sull’individuazione di diverse parole chiave alle quali si ricollegano interi concetti e tematiche, e può essere di grande aiuto per gli alunni che hanno difficoltà a trattenere le nozioni. Per rendere il lavoro più mnemonico, vi consigliamo di fare largo uso di colori e caratteri diversi sia nella grandezza che nel tipo, per favorire la memoria visiva. Se il docente si accorge che la propria classe non è pronta all’utilizzo di questi strumenti, potrebbe preparare dei brevi sunti sviluppati in appunti che contengono i principi fondanti che intende ripetere, assegnarli come compiti a casa per poi testarne l’effettiva comprensione con una verifica in classe.

 

Il Sistema dei questionari

Un buon metodo per far ripetere ai propri alunni la parte del programma elaborata nella prima metà dell’anno è quella di proporre un questionario da svolgere a casa e da consegnare, con le domande che ruotano intorno agli argomenti che si intendono riprendere. Si tratta di uno strumento efficace perché il giovane, per rispondere a ogni singola domanda, dovrà ritornare sull’argomento rileggendolo e riassumendolo, fino a trasformarlo in una risposta completa. Una volta consegnato, il docente potrebbe premiare le risposte più complete o chiedere di rispondere alle stesse in classe a voce alta, consentendo anche agli altri di ascoltare. Voi insegnanti lo sapete molto bene per esperienza, ripetere un concetto è sempre molto benefico e la trascrizione di quel concetto consente di rielaborarlo e farlo proprio, fino a padroneggiarlo. Se al questionario scritto si aggiunge anche la risposta orale alle domande, il gioco è fatto e in qualche giorno il programma è ripetuto. Un’idea alternativa al questionario a casa è il compito in classe. Gli alunni vengono avvisati con qualche giorno di anticipo degli argomenti da ripetere, specificando che quei temi saranno oggetto di verifica. Al giorno prefissato il docente prepara il questionario, indicando la lunghezza della risposta che darà immediatamente l’idea della comprensione o meno del tema. Anche la matematica può essere ripetuta allo stesso modo, ma ovviamente le domande saranno sostituite a operazioni o problemi.

 

Preparazione in gruppo

Se l’idea del questionario non alletta né voi né i vostri studenti, potreste optare per un lavoro di squadra: la classe viene divisa in gruppetti da 4-5 e a ogni squadra viene assegnato un tema che dovranno ripetere, rielaborare e riportare su un cartellone. Se si tratta di studenti della scuola di secondo grado, potrete proporre anche l’elaborazione di un power point o di un elaborato scritto che dovranno spiegare in classe alla presenza del resto dei compagni. Questo metodo di ripetizione si addice solo alle discipline umanistiche dal contenuto discorsivo, non può essere applicato all’inglese (se non alla letteratura inglese), ad esempio, o alla matematica. Mentre può diventare un’attività piacevole nel caso di scienze, chimica, storia dell’arte e ovviamente italiano, storia e geografia. Ricordate di organizzare voi i gruppi della classe mescolando gli alunni più timidi con quelli che tendono a interagire più facilmente, i furbetti con i meno furbetti e chi può ospitare a casa propria con coloro che sono impossibilitati a farlo per varie motivazioni.

 

Apprendimento divertente: come fare

Anche se difficile, la fase della ripetizione dopo le vacanze natalizie deve puntare al divertimento. Se preparerete un’attività pesante, noiosa e piena di congetture, gli alunni non riusciranno a seguirvi e il risultato avrà sicuramente esito negativo. Per raggiungere un obiettivo soddisfacente, invece, vi consigliamo di pianificare bene il lavoro che intendete svolgere, preparandovi a rispondere a tutte le domande poste dalla classe. Inoltre, è importante focalizzarsi solo sui temi davvero importanti: se siete docenti di matematica, ad esempio, puntate sugli argomenti base che serviranno anche successivamente e sui quali non è possibile soprassedere. Se si tratta di storia, è inutile ripetere tutte le battaglie, ma è meglio puntare sugli eventi fondamentali che rappresentano la base per lo sviluppo degli accadimenti successivi. Sebbene trascurata, la ripetizione in blocchi può diventare un momento di fondamentale importanza per la classe e per il docente, che tasta il livello di preparazione, si accorge delle lacune di qualche alunno e ha la possibilità di risanarle con una spiegazione specifica e più approfondita. È importante che lo studente comprenda che la ripresa degli argomenti e la successiva verifica non è un’operazione punitiva ma un’occasione per fare propri gli argomenti trattati che sono stati dimenticati, accantonati o mai studiati.