Orientamento: come aiutare i ragazzi a scegliere la scuola adatta a loro

DIDATTICA INNOVATIVA - 23 gennaio 2023

Terminata la scuola media, i ragazzini si trovano di fronte a un bivio: scegliere di formarsi velocemente per trovare presto un lavoro oppure iscriversi in un istituto tecnico o in un liceo, individuando l’indirizzo giusto. Qualsiasi sia la decisione, la scelta è sempre complessa perché ha conseguenze dirette sul suo futuro e sebbene possa cambiare sempre percorso, è preferibile meditare bene prima per non perdere tempo poi. Spesso la preoccupazione dei ragazzi non è solo quella di scegliere il percorso migliore per sé, ma affrontare l’ansia dei genitori che si mostrano pieni di aspettative e preoccupazioni per il loro futuro. Questa situazione genera insicurezza e disagio, mette in discussione anche le sicurezze acquisite e distrae dal vero obiettivo: orientare il giovane secondo le sue reali e concrete attitudini. Per aiutare docenti e genitori, in questo articolo passeremo in rassegna i momenti più importanti di un orientamento consapevole ed efficace che consentirà al giovane di accettare e affrontare nel modo giusto i cambiamenti che lo aspettano sia nella sfera personale che lavorativa.

 

Il buon orientamento per il futuro: di cosa si tratta

Con il termine orientamento scolastico si fa riferimento alla ricerca della giusta direzione nel mondo della scuola. Per farlo, è necessario conoscersi bene per essere consapevole dei propri sogni e delle proprie aspirazioni, delle motivazioni che guidano il proprio cammino e degli interessi che caratterizzano la propria vita. Questa conoscenza, ovviamente, non deve avvenire nel momento della scelta, ma viene raggiunta attraverso un percorso graduale e progressivo che inizia alcuni anni prima e culmina in questi momenti decisivi. Conoscersi, in quest’ottica, serve a mantenere lo sguardo fisso sui propri obiettivi e sul futuro a cui si aspira, accettando le trasformazioni del proprio corpo, le evoluzioni e il modo di percepirsi. Solo in questo lento percorso è possibile prendere consapevolezza delle proprie conoscenze, delle capacità e delle risorse personali per impiegarle in modo efficace e costruttivo. In questa fase così delicata, i genitori e i docenti giocano un ruolo di primaria importanza perché diventano facilitatori della scelta e accompagnatori che danno vita a un ambiente sereno e favorevole, sapendo che una bussola non conosce la strada né gli ostacoli che si incontreranno. Così, docenti e genitori possono aiutare concretamente il giovane a orientarsi in base alla conoscenza del suo carattere, alle sue inclinazioni e attitudini, anche se non sono assolutamente in grado di prevedere incidenti di percorso, possibili interruzioni, inconvenienti o intralci perché non sono a conoscenza del futuro. Qual è, allora, il ruolo degli adulti in questa scelta? Genitori e docenti devono ascoltare e comprendere senza insistere, scalciare o influenzare il ragazzo, accompagnandolo nella direzione che meglio si addice alla sua personalità e tenendo conto delle 6 regole del buon orientamento.

 

1. Porsi delle domande sul proprio futuro

Il giovane che vuole scegliere bene deve chiedersi quali sono le sue materie preferite, in cosa riesce meglio e cosa ami fare nel tempo libero. Forse sarà difficile individuare il lavoro preferito ma almeno come si proietta nel futuro: ama la matematica? È in grado di studiare molte ore? Predilige le materie tecnico-pratiche? Ha una personalità estroversa capace di imparare facilmente le lingue e di esprimersi senza grandi difficoltà? Queste domande sono essenziali per gettare le basi sulla scelta da fare e l’aiuto di uno specialista potrebbe rivelarsi importante quando ci sono molti dubbi o uno stato di confusione che non consente di decidere in modo sereno.

 

2. Conoscere il sistema scolastico

Fino al decennio scorso gli indirizzi scolastici erano molto settoriali: esisteva un unico tipo di liceo classico o di liceo scientifico, il liceo pedagogico era strutturato diversamente e non si trovavano facilmente licei musicali. Oggi la situazione è molto cambiata ed è possibile frequentare un liceo classico misto al linguistico, che contenga cioè sia materie di base della maturità classica che maggiori ore di lingua straniera. La formula cosiddetta "sperimentale" ha consentito ai giovani di orientarsi più facilmente, individuando l’indirizzo più adatto senza dover sacrificare alcune passioni. Inoltre, l’introduzione del liceo musicale ha aperto la strada a tutti quegli studenti che sentono la spinta e l’attitudine alla conoscenza di uno o più strumenti musicali ma non intendono aspettare la fine delle scuole superiori per iscriversi al conservatorio. Insomma, se si prende consapevolezza delle proprie attitudini e non si trovano ostacoli da parte dei genitori, la decisione è molto semplice e apre la strada a percorsi innovativi e stimolanti.

 

3. Visitare le piattaforme della scuola

Un buon metodo per conoscere la struttura, la metodologia e il tipo di offerta formativa di ogni scuola è quello di visitare il sito internet di appartenenza. Generalmente, sulla piattaforma si trovano tutte le informazioni di cui si ha bisogno: in primo luogo la storia dell’istituto, la mission e il metodo educativo, i pof, le attività alternative, la partecipazione a progetti regionali, viaggi culturali o alle Olimpiadi per gli studenti. Molte scuole pubblicano anche concorsi musicali, concorsi di matematica o di altre materie che fungono da sprono per gli studenti più ambiziosi e determinati.

 

4. Partecipare agli open day

Negli ultimi anni le scuole stanno organizzando alcune giornate dimostrative nei mesi finali dell’anno scolastico. Si tratta di momenti importanti perché si tocca con mano il livello di preparazione degli studenti, si ha la possibilità di osservarli mentre si mettono a disposizione degli ospiti e mentre raccontano dei progetti a cui hanno partecipato. Se si è in dubbio se scegliere un istituto alberghiero piuttosto che un altro, ad esempio, il giorno dell’open day può essere determinante perché si riconosce già dal primo sguardo la scuola lavora bene impegnando i propri studenti a 360 gradi. In questi casi le sensazioni contano molto e se a pelle si avverte superficialità, disattenzione e poca cura della didattica, è meglio scappare trovando un’alternativa più adatta alle proprie esigenze e velleità. La scelta, infatti, non deve avere ad oggetto solo l’organizzazione perché sebbene importante, essa è sempre secondaria rispetto alla didattica e alla preparazione del corpo docenti che è ciò che forma concretamente gli alunni.

 

5. Lasciarsi guidare dall’istinto

Quante volte un giovane si mostra convinto della propria scelta e qualche settimana prima si tira indietro, cambiando idea? Non sono pochi i ragazzi che sembrano determinati fino ad aprile e poi, improvvisamente, chiedono ai genitori di fare il nulla ostaperché hanno deciso di cambiare completamente indirizzo. Se a qualcuno dei vostri studenti succederà, appoggiate la loro decisione e tranquillizzate i genitori perché non è sicuramente una scelta affrettata, ma ragionata e analizzata nei minimi dettagli. I nostri giovani sono molto più assennati di quello che pensiamo e anche se spesso si lasciano condizionare dalle scelte dei compagni della classe uscente, dalle pressioni dei genitori e dalle proprie insicurezze, arriva sempre il momento della resa dei conti, del confronto serio con se stessi che fa loro riflettere e propendere verso la scelta più adatta.

 

6. Incoraggiare senza impaurire

Come anticipato, il ruolo dei docenti può rivelarsi essenziale per la decisione del giovane e per il suo orientamento. Gli insegnanti hanno il compito di incoraggiare il giovane a credere in se stesso senza avere paura di non farcela. Basti pensare a quanti adolescenti si sentono incapaci di affrontare le fatiche del liceo perché sono convinti di non essere in grado di studiare in modo costante, pensando così che un istituto tecnico sia più semplice. In questo contesto, il professore deve spiegare bene che ogni scuola presenta le sue difficoltà e non ne esiste una dove non si studia. Il liceo è più impegnativo perché ci sono materie più teoriche che pratiche, richiede un numero di ore di studio superiore ma ciò non toglie che se tali materie appassionano, lo studio diventa più semplice. Incoraggiare, dunque, significa abbattere ogni insicurezza, senso di fallimento e incapacità, inculcando a ogni giovane che la volontà può abbattere muri altissimi e far raggiungere obiettivi insuperabili.