Le principali differenze tra mappa concettuale e mappa mentale

22 marzo 2023 5 minuti
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Le mappe concettuali e le mappe mentali sono entrate a far parte della routine quotidiana degli studenti dalle scuole medie fino all’università e oggi rappresentano un validdissimo strumento di studio, apprendimento e memorizzazione. Sebbene spesso confuse, si tratta di due strumenti compensativi differenti che possono essere utilizzati sia dal docente che direttamente dall’alunno perché sono versatili, integrabili con altri appunti, visionabili dal ragazzo anche durante l’interrogazione e soprattutto permettono di avere una visione d’insieme dell’argomento. Ma qual è la differenza tra mappa concettuale e mappa mentale e quando è meglio utilizzare l’una o l’altra?

 

Le mappe concettuali: caratteristiche e finalità

Nata da un’idea di Joseph Novak, un biologo statunitense che negli anni ’60 ne elaborò i primi prototipi, la mappa concettuale è una rappresentazione grafica che contiene collegamenti tra concetti e argomenti. Serve a facilitare la memorizzazione e il recupero di dati da parte dell’alunno perché si serve della memoria visiva con la quale il giovane ricorda interi concetti, partendo da una frase o da una parola chiave. Ovviamente, la mappa concettuale richiede uno studio preliminare dell'argomento, l’acquisizione degli argomenti prima ruminati e poi semplificati sulla mappa che diventeranno una legenda a cui fare sempre riferimento per ricordare anche argomenti molto vasti. E infatti il dottor Novak aveva sviluppato l’idea elaborando le teorie di Ausubel che spiegavano il ruolo che svolgono le conoscenze acquisite precedentemente dalle persone, per comprendere concetti diversi e nuovi. Secondo l’idea di Ausubel, infatti, per acquisire argomenti nuovi è necessario che questo apprendimento sia significativo e cioè contenente concetti chiari e rilevanti dal punto di vista visivo. Per queste caratteristiche, le mappe concettuali vengono utilizzate in classe soprattutto per gli alunni BES che presentano maggiori problemi a inquadrare argomenti molto ampi e complessi. È importante ricordare che esse vengono sviluppate in modo razionale e cognitivo, rispetto alle mappe mentali che giocano sulla creatività impiegando tonalità forti che differenziano date, concetti e personaggi importanti da ricordare che vengono associati a una relazione evocativo ed emotiva. Facciamo un esempio: il passaggio da un’era preistorica a un’altra sarebbe evidenziata con i colori del ghiaccio, per indicare le glaciazioni o del rosso e nero per lo scoppio dei vulcani e dei terremoti. Questo modo di utilizzare i colori è di fondamentale importanza per facilitare la memorizzazione di concetti anche ampi e dei relativi titoli. Rispetto a quest’ultima, la mappa concettuale non è colorata ma monocromatica con una struttura sempre uguale per l’intero argomento o capitolo. Per questo viene inserita spesso nei libri a fine capitolo, al fine di facilitare la ripetizione e la memorizzazione delle tappe chiave.

 

La mappa mentale: come sviluppare la memoria visiva

La mappa mentale rappresenta il pensiero in modo grafico attraverso una struttura di tipo associativo e gerarchico. In questo modo l’alunno memorizza in fretta e classifica i concetti chiave e gli eventi in modo crono-topico, e dunque semplificato. Lo strumento fu elaborato da Tony Buzan, uno psicologo inglese che fu in grado di dimostrarne l’efficacia grazie a numerosi studi sui suoi pazienti. La mappa concettuale semplifica le criticità degli argomenti perché li snocciola fino a farli diventare assimilabili e facilmente memorizzabili. Il modo con cui viene creata la mappa è duplice: gerarchicamente, e cioè attraverso l’uso di rami che collegano il dato precedente con quello successivo, o in modo associativo, mettendo in collegamento dati vicini gerarchicamente ma sistemati in posizione diversa sulla mappa. Si comprende bene che la struttura delle due mappe è diversa: la mappa concettuale si snoda in una sorta di reticolo, mentre la mappa mentale utilizza forme più vicine a quelle radiali. Questo significa che nella mappa mentale il tema principale viene posto al centro, con un colore acceso, evocativo ed esplicativo, associato magari a un disegno che riporta al tema, e i concetti che ne derivano vengono organizzati in categorie da cui nascono sottocategorie utilizzando ramificazioni di tipo logico ma sempre creativo. Come anticipato, questo lavoro gioca sulla creatività per facilitare l’apprendimento e la memorizzazione.

 

Come usare in classe le mappe concettuali e le mappe mentali

Entrambi gli strumenti sono un’ottima occasione per implementare le competenze di ragazzi con disabilità, che possono trovare una facilitazione sia nella comprensione sia nella memorizzazione che nell’apprendimento. Allo stesso modo i docenti di sostegno possono modificare la mappa concettuale a seconda che debbano affrontare un supporto didattico o un testo, trasformandola anche in mappa mentale. In altre parole, i due strumenti sono intercambiabili nella loro diversità, possono essere modificati a piacimento, a seconda delle esigenze didattiche e di semplificazione per l’alunno e per l’intera classe. In questo caso, però, è necessario che la struttura a grappolo che caratterizza la mappa concettuale venga traslata in una struttura di tipo radiale, aggiungendo colori e disegni, e mantenendo l’argomento principale al centro. Potremmo dire che la mappa concettuale è perfetta per evidenziare i concetti, ma poi viene personalizzata con tutte le informazioni necessarie per aiutare ad avere una visione d’insieme degli argomenti. Come indicano gli stessi nomi: la mappa concettuale chiarisce i concetti, mentre la mappa mentale aiuta a memorizzarli.

 

L'uso delle mappe da parte dei docenti: come introdurle alla classe?

Dal punto di vista didattico, entrambe le mappe possono essere utilizzate anche dal docente che può anche chiedere di elaborarne una su uno specifico argomento trattato e utilizzarlo come verifica di apprendimento degli argomenti e del livello di competenza nell’elaborazione della stessa. Le competenze riguardano la creatività, la grafica, la tecnica e la comprensione delle caratteristiche che le distinguono. Potremmo dire che le mappe sono anche uno strumento di valutazione per il docente per comprendere lo stile di apprendimento dei propri discenti. E una volta preso coscienza d questo, il docente potrà tarare le lezioni verso l’una o l’altra direzione, o scegliere una parte della classe a cui far elaborare mappe concettuali e un’altra a cui assegnare la mappa mentale. Negli ultimi anni si sta sviluppando l’idea di presentare alla classe l’intero programma didattico della propria materia attraverso l’elaborazione di una mappa concettuale. In questo modo gli studenti entrano immediatamente negli argomenti, ottenendo un’importante visione d’insieme.

 

Perché avvalersi delle mappe in classe

Le mappe sono uno strumento prezioso per la didattica perché aiutano ad assimilare e ritenere informazioni di qualsiasi tipo grazie all’uso della rappresentazione di concetti e idee attraverso la grafica. Anche il nome di cui sono dotate "mappe" riporta all’idea di una mappa geografica con cui il discente può districarsi quando gli argomenti sono molto corposi e complessi trovando collegamenti semplici e intuibili con un solo sguardo. Un altro vantaggio che presentano è la loro versatilità e personalizzazione, dal momento che possono essere modificate, arricchite e modellate con il passare delle settimane e cioè ogni volta che lo studente acquisisce nuove informazioni sull’argomento. Non si tratta di uno strumento statico ma in continua evoluzione, per giungere talvolta alla fine dell’anno con un’idea chiara e ben strutturata. Infine, non bisogna trascurare l’elemento ludico che contengono. Molti studenti si divertono a comporla, creare schizzi, disegni, tracce e collegamenti trovando questo modo di sminuzzare gli argomenti più semplice e alla loro portata, sia nella fase di apprendimento che di ripetizione. In via esemplificativa potremmo dire che sia la mappa concettuale che quella mentale hanno diversi vantaggi, come:

  • sono importanti per sistematizzare tutti gli argomenti trattati dai docenti, qualsiasi sia la materia e il tema
  • utilizzabile sia in classe che a casa come metodo di studio
  • pratico sia per il discente che per lo stesso docente che puà impiegarle per le sue spiegazioni in classe
  • stimola il confronto, la razionalizzazione, l’ordine e l’organizzazione di materiale didattico
  • implementa l'autonomia degli studenti con difficoltà.