Le prove invalsi di maggio

04 maggio 2023 5 minuti
OCCHIO ALLE ISTITUZIONI

L’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e Formazione (INVALSI) ha predisposto anche per quest’anno le prove nazionali standardizzate. Si tratta di prove divise per fasce d’età, eseguite in modo oggettivo e uguali per ogni alunno, con cui si rileva il grado di apprendimento al termine dell’anno scolastico. L’INVALSI nasce come strumento censuario che riguarda tutti gli studenti e le sue prove rappresentano un’attività ordinaria di ogni istituto, tanto da essere inserito nel SISTAN (Sistema Statistico Nazionale) per garantire il pieno rispetto delle procedure che riguardano il trattamento dei dati.

 

Le prove INVALSI per misurare i livelli di apprendimento

Il Ministero per l’Istruzione ha introdotto questo strumento con la finalità precisa di monitorare il livello di apprendimento degli alunni italiani, partendo dalle Indicazioni Nazionali e dalle Linee Guida fornite che contengono gli obiettivi da conseguire a ogni ciclo di studi. Si tratta di un punto di riferimento che aiuta il Ministero a capire se la scuola ha lavorato bene e se i traguardi sono stati raggiunti o se è necessario un rinnovamento della scuola italiana. Non dimentichiamo che la soluzione dell’INVALSI è stata adottata da molti Paesi d’Europa che hanno inserito sistemi di autovalutazione e valutazione standardizzati molto simili a quelli italiani. Basti pensare che le prove annuali vengono elaborate da dirigenti scolastici, docenti e ricercatori che si riuniscono per i pre-test da somministrare agli alunni e le successive analisi statistiche. Si tratta di un gruppo composto da circa 200 autori che monitorano la scelta degli esercizi da somministrare nel rispetto dell’equità, della precisione e della capacità di misurazione. Potremmo dire, dunque, che tali prove rappresentano strumenti per misurare l’efficacia educativa della scuola italiana più che il grado di istruzione degli alunni. Infatti, i docenti spingono le classi a partecipare in massa perché in questo modo è più semplice comprendere i punti d forza e di debolezza della scuola.

 

La conclusione delle prove INVALSI

Una volta terminate le prove, INVALSI restituisce a ogni istituzione scolastica i risultati ottenuti annualmente, dal momento che si tratta di uno strumento utile anche per i dirigenti scolastici che possono così capire le falle del proprio sistema ma anche i punti di eccellenza su cui lavorare per implementare la propria offerta formativa. Infatti, una volta conclusi gli esami di Stato della scuola secondaria di 1° e 2° grado, gli alunni ricevono anche una certificazione delle competenze con la specificazione dei livelli di apprendimento che hanno conseguito in discipline come l’italiano, la matematica e la prima lingua straniera, cioè l’inglese. Con la possibilità per gli alunni maggiorenni di scaricare la medesima certificazione autonomamente dal sito ufficiale. Ovviamente non si tratta di una prova che prevede punteggi o voti, per questo il suo esito non fa media con i voti ordinari e non incide sul punteggio finale della scuola media o della scuola superiore, ma resta una prova a sé con finalità del tutto indipendenti alla valutazione sull’impegno del giovane. Per questo il Ministero dell’Istruzione specifica che le prove non rappresentano una seconda pagella ma solo un’aggiunta arricchente alla preparazione di base, perché ampliano la formazione con quesiti che hanno ad oggetto la capacità di collegare discipline diverse, utilizzando il proprio bagaglio di conoscenze. Nella prova di italiano, ad esempio, viene richiesta non solo la conoscenza basica della grammatica ma anche quella di comprendere un testo, indipendentemente dal genere a cui appartiene. Così nella prova di matematica si monitora la capacità di risolvere questioni problematiche ma allo stesso tempo viene richiesta anche capacità di argomentazione.

 

Le scuole e le discipline coinvolte nelle prove INVALSI: quali sono?

Le classi interessate alle prove INVALSI sono quelle presenti sul territorio nazionale come:

  • le seconde e le quinte appartenenti alla scuola primaria
  • le terze appartenenti alla scuola secondaria di 1° grado
  • le seconde appartenenti alla scuola secondaria di 2° grado
  • le quinte appartenenti alla scuola secondaria di 2° grado.

Per quanto riguarda le discipline, invece, il Ministero ha suddiviso nel seguente modo le materie oggetto di prova:

  • Nelle classi seconde di tutte le scuole primarie vi sarà una prova preliminare di lettura svolta a campione, con una successiva prova di italiano formata da una prova di comprensione del testo narrativo e relative risposte a scelta multipla. Infine, è prevista una prova di matematica composta da domande aperte o a scelta multipla che riguardano numeri, aree, date e previsioni, spazio e figure.
  • Nelle classi quinte della scuola primaria la prova di italiano si compone di un primo step per la comprensione del testo e di un secondo per le competenze grammaticali. La prova di matematica, invece, avrà ad oggetto una serie di domande a risposta aperta o a scelta multipla su argomenti come spazio e figure, dati e previsioni, relazioni e funzioni, numeri e aree. Infine, la prova di inglese sarà svolta in una giornata diversa rispetto alle prime due materie e riguarderà la lettura, l’ascolto e la comprensione di un brano con livelli di competenza pari all’A1 del QCER. Le prove si chiudono con un questionario sul contesto familiare degli alunni, sulle loro caratteristiche e le attività che svolgono quotidianamente.
  • Nelle classi terze della scuola secondaria di 1° grado la prova di italiano riguarda la comprensione del testo e una riflessione linguistica, mentre quella di matematica copre tutti e quattro gli ambiti della disciplina. La prova di inglese, infine, avrà ad oggetto il reading e il listening per i quali si richiederà il raggiungimento dei livelli A1 e A2 previsti dal QCER. Per questa fascia di età il Ministero ricorda che lo svolgimento delle prove INVALSI 2023 rappresenta un requisito fondamentale di ammissione all’esame di Stato ai sensi del comma 1 dell’articolo 7 del D. Lgs numero 62 del 2017.
  • Nelle classi seconde delle scuole secondarie di 2° grado le prove sono solo quelle di italiano e di matematica, con difficoltà adeguate alla fascia di età.
  • Nelle classi quinte della scuola secondaria di 2° grado vi sarà una prova di italiano con un testo da comprendere e su cui svolgere una riflessione, una prova di matematica che avrà ad oggetto il problem solving e infine la prova di inglese, con competenze che riguardano il livello QCER B2. Anche in questo caso lo svolgimento delle prove INVALSI 2023 rappresenta un requisito di ammissione al relativo esame di Stato.

Prove INVALSI 2023: ecco il calendario

 

Per le seconde classi della scuola primaria le prove di italiano si terranno il 5 maggio 2023, mentre quella di matematica si svolgerà il 9 maggio. Le classi terze della secondaria di 1° grado, invece, hanno concluso le prove tra lunedì 3 e mercoledì 5 aprile, o il 12 aprile 2023 a scelta tra classi campione. Un’altra sessione ordinaria relativa a classi non campione si è svolta tra lunedì 3 aprile e il 28 aprile. Un’ulteriore sessione è prevista per una data da fissare. Per le seconde classi della scuola secondaria di 2° grado le prove sono divise in una sessione ordinaria per classi a campione previste tra l’11 e il 15 maggio 2023 sia per l’italiano che per la matematica. Mentre un’altra sessione ordinaria per classi non campione è fissata per l’11 maggio e il 31 maggio 2023. Nelle quinte classi delle secondarie di 2° grado, infine, è stata fissata una sessione ordinaria per classi campione per la prima settimana di marzo, mentre la sessione per le classi non a campione si è svolta nell’ultima settimana di marzo. Per la sessione suppletiva non è stata ancora fissata una data.

 

Le prove per gli studenti con DSA

Con una specifica nota MIUR numero 1865 del 10 ottobre 2017 il Ministero dell’Istruzione ha previsto modalità speciali di svolgimento delle prove INVALSI per gli alunni con disturbo specifico dell’apprendimento, meglio conosciuti con la sigla DSA. Per venire incontro alle loro difficoltà il consiglio di classe ha la possibilità di individuare e predisporre strumenti compensativi idonei a facilitare lo svolgimento della prova. Nei casi di dispensa dallo svolgimento delle prova in lingua straniera, ad esempio, tali alunni vengono espressamente esonerati dal test nazionale senza che questo pregiudichi la loro situazione scolastica. Inoltre, loro hanno la possibilità di ottenere un tempo aggiuntivo per la conclusione dei test, senza pregiudizi per la prova scritta. Si tratta di misure specifiche da applicare al singolo caso che attuano il principio di equità e danno attuazione alle politiche di inclusione di cui oggi tanto si parla.