Chi è e di cosa si occupa veramente l'insegnante di sostegno?

MONDO SCUOLA - 01 aprile 2021

L'insegnante di sostegno è un insegnante che ha un ruolo particolare che consiste nell'aiutare i bambini e i ragazzi che hanno delle disabilità fisiche o psichiche o che in qualche modo hanno bisogno di un sostegno maggiore. La figura di questo insegnante deve quindi contribuire alla formazione e alla maturazione del ragazzo con un approccio umanistico e una certa empatia. L'insegnante di sostegno aiuta quindi l'alunno disabile a integrarsi non solo nella scuola ma anche nella società. Oggigiorno esso diventa importante non solo per lo studente che ne ha bisogno ma per tutta la classe.

 

Affinché si realizzi appieno l'obiettivo è necessaria innanzitutto una collaborazione con gli altri docenti: questi ultimi infatti devono consentire lo sviluppo di un percorso educativo che coinvolga tutta la classe e che crei un clima serena e positivo per tutti. Inoltre è opportuna anche una collaborazione per quanto riguarda il metodo operativo: ogni insegnante infatti deve puntare a realizzare un lavoro di gruppo a cui possa partecipare anche il ragazzo con disabilità. Proprio per questa ragione il ruolo dell'insegnante di sostegno negli ultimi tempi si è ampliato sempre di più ed ha acquisito della competenze più specifiche e impegnative. Naturalmente chi vuole intraprendere questa professione non deve possedere soltanto delle abilità a livello didattico ma deve anche essere capace di interagire con il ragazzo dal punto di vista affettivo e relazionale.

 

 

Che cosa deve fare un insegnante di sostegno

 

I ragazzi disabili spesso faticano a mantenere alta l'attenzione o a studiare le diverse materie previste dal sistema scolastico. Pertanto uno dei compiti principali dell'insegnante di sostegno è proprio quello di stimolare continuamente il ragazzo, in modo tale da rendere il suo percorso di studio non solo più divertente ma anche decisamente più gratificante. Tra i compiti principali di questa figura professionale c'è sicuramente la promozione della socialità e dell'apprendimento: l'alunno non deve soltanto imparare le discipline ma deve anche apprendere come ci si relaziona con gli altri favorendo l'integrazione e l'inclusione scolastica e sociale. L'insegnante di sostegno inoltre si occupa di preparare attività e lezioni che possano essere di facile comprensione per il ragazzo: naturalmente non esiste un modus operandi uguale per tutti, perché ogni studente possiede le proprie caratteristiche e necessita di diversi bisogni anche in base all'età e al tipo di disabilità di cui è affetto.

 

Quali sono le mansioni principali dell'insegnante di sostengo

 

L'insegnate di sostegno ha diverse mansioni di cui deve occuparsi all'interno della scuola. In genere il suo ruolo non è molto diverso rispetto a quello di un comune insegnante: egli infatti deve preparare le lezioni che verranno svolte in classe, le attività individuali e di gruppo nonché occuparsi anche dei compiti che dovranno essere svolti a casa dallo studente. Non mancano certamente le opportune verifiche, i test di valutazione oppure le interrogazioni al fine di valutare il livello dello studente. L'insegnante di sostegno deve poi tenere in considerazione il profilo sia psichico che fisico del ragazzo con cui si andrà a rapportare. In generale quest'ultimo gli viene dato dallo staff medico e socio-sanitario in modo tale che il professore possa pianificare un programma educativo adatto. Naturalmente nell'elaborazione di questo programma l'insegnante dovrà anche confrontarsi con la famiglia del ragazzo, con eventuali altri insegnanti precedenti nonché con gli specialisti che lo seguono (ad esempio logopedisti, educatori, psichiatri). Semplificare lo studio e renderlo di più facile apprendimento è uno dei compiti fondamentali di questa figura professionale: le materie infatti potrebbero risultare troppo difficili da comprendere oppure le attività motorie troppo complesse da svolgere. Naturalmente non bisogna dimenticare anche la parte amministrativa: questo insegnante infatti deve anche partecipare ai consigli di classe, alle riunioni, occuparsi dei registri degli studenti, incontrare le famiglie e molto altro ancora.

 

Quali sono le competenze fondamentali che deve possedere un insegnante di sostegno

 

Un insegnante di sostegno per svolgere tale compito deve possedere delle competenze fondamentali, prima fra tutti una solida conoscenza dell'ambito pedagogico e della didattica speciale. Oltre a ciò egli deve essere in grado di adattare le lezioni e le attività al livello psico-fisico dell'alunno disabile, nonché valutare se ci sono delle difficoltà nella comprensione e nell'apprendimento. Un altro punto importante da non sottovalutare è sicuramente la conoscenza degli opportuni sussidi didattici e dei materiali scolastici, oltre che delle pratiche del sostegno a scuola.

Ci sono poi anche delle qualità morali che non possono certamente mancare in un insegnante di sostegno: innanzitutto quest'ultimo deve avere tatto ed empatia, deve saper ascoltare e capire i bisogni del ragazzo, deve possedere una certa sensibilità ma anche molta pazienza. Inoltre è bene che abbia delle ottime doti comunicative sia per quanto riguarda lo scritto che l'orale e che sia in grado di entusiasmare il ragazzo e favorire le sue capacità di immaginazione e di creatività.

La figura dell'insegnante di sostegno oggi è richiesta in tantissime scuole ma soprattutto in quelle elementari e medie di primo e secondo grado. L'insegnante può essere richiesto sia nelle scuole private che in quelle pubbliche senza alcuna differenza, ma può anche lavorare in istituti speciali o in centri di doposcuola sia a tempo determinato che indeterminato.

 

Come diventare un buon insegnante di sostegno

 

Per diventare un buon insegnante di sostegno bisogna conseguire innanzitutto un diploma di laurea nella facoltà di interesse, nonché possedere dei requisiti minimi di preparazione. Chi vuole ottenere una formazione più ampia può anche seguire dei corsi specifici che riguardano ad esempio la pedagogia oppure il settore psicologico. Tali corsi possono essere utili a capire l'eventuale presenza di disabilità, disturbo dell'apprendimento oppure dislessia.

Chi lavora con bambini autistici dovrà specializzarsi in questo ambito e imparare le opportune tecniche per favorire l'apprendimento dello studente. Inoltre chi vuole diventare insegnante di sostegno dovrà partecipare a un tirocinio pratico la cui durata può variare a seconda dei casi. Il tirocinio dovrà essere svolto all'interno di una classe e prevederà il sostegno di un bambino con difficoltà motorie o psichiche. Naturalmente è opportuno ricordare che il datore di lavoro potrà richiedere delle competenze maggiori che variano anche in base alle normative in vigore.

 

Il percorso formativo che deve affrontare un insegnante di sostegno

 

Diventare insegnante di sostegno oggigiorno è una sfida complessa per chi ha la vocazione per questo mestiere dal momento che, nonostante le normative vigenti, questa figura è ancora piuttosto precaria. Naturalmente prima di ottenere questo ruolo bisogna aver conseguito innanzitutto l'abilitazione all'insegnamento in seguito al superamento di alcune prove e test di ingresso. Chi possiede una laurea in Scienze dell'educazione primaria può essere abilitato all'insegnamento dopo aver svolto anche un tirocinio per la Scuola dell’Infanzia e per la Scuola Primaria. Da non dimenticare poi è anche la laurea magistrale più il Tirocinio Formativo Attivo (TFA). In seguito a dei cambiamenti nella legge italiana però, il percorso formativo degli insegnanti di sostegno è decisamente mutato, soprattutto per quanto concerne la formazione iniziale del futuro insegnante. I docenti per la Scuola dell'Infanzia e per la Scuola Primaria devono aver seguito un corso universitario di 1 anno acquisendo 60 crediti formativi e circa 300 ore di tirocinio.