TEAL (Technology-Enhanced Active Learning): come si evolve il ruolo del docente

DIDATTICA INNOVATIVA - 11 gennaio 2022

Negli ultimi anni la scuola è stata investita da diversi cambiamenti causati da mutamenti importanti del contesto sociale. Parliamo delle metodologie di insegnamento fondate su piani di studio personalizzati e su indicazioni nazionali portando progressivamente una trasformazione del profilo del docente e delle sue competenze educative. Tali fattori hanno richiesto l’acquisizione di abilità ulteriori rispetto al passato per valorizzare e aiutare le generazioni future a realizzarsi pienamente. Assistiamo, dunque, a una nuova identità dell’insegnante che ha mutato in modo lento ma progressivo le sue competenze relazionali, didattiche e motivazionali. Tra le innovazioni più importanti riconosciamo la TEAL (Technology Enhanced Active Learning) che mira ad abilitare un tipo di apprendimento attivo attraverso la tecnologia: la combinazione tra attività laboratoriali, lezione frontale e simulazione vuole offrire un’esperienza didattica fondata sulla collaborazione. Scopriamo insieme le origini della TEAL e le ragioni del suo successo.

 

TEAL-Technology Enhanced Active Learning: l’evoluzione del ruolo dell’insegnante

L’ingresso dei pc nella nostra vita e l’accesso libero alla rete Internet ha definitivamente cambiato le sorti del mondo. A fare i conti con tali evoluzioni è stata soprattutto la scuola che ha dovuto accettare l’ingresso dei device nelle classi, cercando di trarne il massimo vantaggio dal punto di vista didattico. In questa direzione è stata introdotta la TEAL, un sistema di insegnamento innovativo e sempre più vicino agli alunni che punta sugli strumenti tecnologici da impiegare in stanze appositamente create. Parliamo di spazi ampi, luminosi e adeguatamente arredate con un design modulare, per consentire le opportune integrazioni in base ai bisogni del docente e della classe. Non solo lezione frontale, dunque, ma un insieme di elementi che fanno della lezione un incontro interessante e fruttuoso dove lo spazio si connette alla tecnologia per offrire ottimi risultati. L’aula più adatta per queste lezioni, infatti, prevede la presenza di una postazione centrale per il docente intorno alla quale vengono sistemati i tavoli rotondi con gruppi di ragazzi in numero dispari; in ogni aula, inoltre, si trovano dei punti dedicati alle proiezioni che gli studenti possono utilizzare. Per favorire la condivisione tra pari, ogni gruppo costituito deve contenere alunni con livelli di conoscenze e competenze diverse che possono interagire mentre l’insegnante introduce il tema con esercizi, domande o rappresentazioni grafiche. In un secondo momento, ogni gruppo inizia a lavorare in forma collaborativa con l’aiuto di un device per raccogliere ed elaborare dati, effettuando verifiche ed esperimenti. Le origini di questo nuovo metodo arrivano direttamente dagli Stati Uniti, pioniera da sempre delle tecnologie più rivoluzionarie. Il MIT di Boston, Massachusetts Institute of Technology, infatti, nel 2003 ha progettato il sistema per organizzare in modo più razionale gli argomenti da trattare, elaborando con dinamicità le lezioni agli studenti universitari. Il metodo è stato elaborato per contrastare il fenomeno dell’abbandono universitario, soprattutto da parte delle donne che preferivano trovare una prima occupazione anziché continuare gli studi, considerati sterili e poco dinamici.

 

Come si svolge la lezione TEAL: quali competenze deve possedere il docente

Come anticipato, la lezione TEAL-Technology Enhanced Active Learning si svolge in modo dinamico, con una postazione centrale riservata al docente e piccoli gruppi di alunni in numero dispari. Ciò che conta, ovviamente, è la presenza di proiettori e pc per il lavoro degli studenti, che deve essere collaborativo. I docenti devono utilizzare determinate piattaforme Internet per migliorare la visualizzazione delle manifestazioni con simulazioni interattive e dinamiche che ottimizzano la riorganizzazione delle conoscenze e la riflessione. L’esperienza ha insegnato che tale metodo consente agli studenti di superare i limiti della didattica per competenze, soprattutto nelle materie di tipo scientifico dove si trovano concetti astratti da comprendere e trasmettere. In un contesto simile, anche i docenti sono chiamati a rinnovare le proprie competenze, adeguandole alla tecnologie e ai sistemi interattivi che la rete propone, nettamente diversi rispetto al passato. Tra le abilità più importanti emerge senza dubbio l’elasticità mentale, per risolvere eventuali problematiche che si verificano al momento e discutere di temi nuovi e a più ampio raggio rispetto a quelli proposti dalla didattica di riferimento. Il docente, in questa situazione, deve essere pronto a riorganizzare l’incontro nonostante gli imprevisti, a utilizzare strategie didattiche innovative, disporre del tempo in modo diverso rispetto alla lezione ordinaria e lasciare più spazio al debate. Si tratta non solo di adeguarsi ai cambiamenti sociali ma a dare forma e diffusione alla rivoluzione digitale già in atto nella scuola.

 

Proprio per questo l’Istituto Nazionale per la Documentazione, l’Innovazione e la Ricerca Educativa che chiamiamo brevemente Indire, ha selezionato questo sistema all’interno del progetto Avanguardie Educative, un movimento chiamato a individuare, diffondere e valorizzare le idee più valide e innovative già realizzate nelle altre scuole. Una sorta di globalizzazione culturale che investe dirigenti e docenti ed è finalizzata al miglioramento delle strutture scolastiche, una rivoluzione bottom-up che vuole trasformare i processi di cambiamento della didattica rendendoli sistemici e virali, proprio come succede nella rete. Noi di Scuola.net siamo da sempre favorevoli alle innovazioni culturali e all’abbattimento delle sovrastrutture obsolete, che rendono lento l’apprendimento diminuendo l’interesse e l’entusiasmo degli alunni. Anche noi intendiamo la scuola come un laboratorio di idee dinamico e multidisciplinare, un luogo in cui i cambiamenti sociali prendono vita per interessare i ragazzi avvicinandoli alla cultura in modo accattivante e soprattutto con metodologie alla loro portata. Pensiamo all’uso delle visualizzazioni, alle simulazioni tridimensionali e bidimensionali in locali virtuali e digitali, alla dimostrazione pratica di diagrammi e ai concetti fisici e grafici, ma anche reazioni e fenomeni da analizzare in una dimensione molto naturale e soprattutto in tempo reale. Un modo nuovo di fare lezione in cui l'alunno è il vero centro di interessi e destinatario per eccellenza della didattica: non un mero uditore ma partecipante attivo e coinvolto.

 

Per quali materie utilizzare il sistema TEAL

Se vi state chiedendo quali materie potete trattare con il sistema TEAL, il dottor Peter Dourmashkin, fondatore del modello al MIT, vi aiuta con qualche idea che riguarda sia la scansione temporale della lezione che le materie su cui lavorare.

Per quanto riguarda la sequenza di insegnamento, è possibile individuare tre diverse fasi:

  • la pre-learning sequence: che riguarda l’organizzazione preventiva del lavoro, sia dal punto di vista logistico che del tema da trattare;
  • video-lecture: la parte centrale viene affidata alla lettura, all’osservazione dei video attraverso la lightboard video, che accompagna il docente nella spiegazione;
  • post-learning sequence: momento conclusivo che si concentra sulle riflessioni dei gruppi, sul debate e su eventuali richieste di chiarimenti di alcuni.

Le materie che possono servirsi di questo approccio sono le più disparate, si passa dall’italiano alla storia, dalla geografia alla scienza fino a quelle più tecniche come la matematica, la geometria e l’ingegneria. Alcuni docenti di scuole italiane ci hanno segnalato l’utilizzo di questo metodo anche per lo studio delle lingue straniere come l’inglese, il francese o le lingue orientali che vengono studiate in alcuni licei e nelle facoltà di riferimento. In questo modo, la scuola diventa una vera e propria sfida da giocare fino in fondo, a tutto vantaggio delle nuove generazioni. E anche per voi docenti nascono nuove possibilità di crescita professionale, mondi nuovi nei quali la tecnologia fa da padrone e sembra prendere il sopravvento tra le mura scolastiche. La scuola si rinnova, perché sente il bisogno di adeguarsi ai cambiamenti culturali di cui deve essere portatrice e fautrice prima di tutti e con essa anche la classe degli insegnanti. A voi docenti il compito di adeguarvi alle nuove tecnologie, ai cambiamenti repentini a cui la società digitalizzata ci sta abituando e alla voglia di condivisione e crescita di cui siamo spettatori ogni giorno in classe.