Cos'è il piano educativo individualizzato (PEI)

NEWS - 08 marzo 2021

Il Decreto Interministeriale 182 del 29 dicembre 2020 aggiorna quanto definito dal D.L. 66/2017, in merito alle modalità di redazione del PEI (piano educativo individualizzato). La normativa è frutto del lavoro congiunto di più figure professionali e ha portato alcuni cambiamenti mirati a favorire l'inclusione scolastica degli studenti con disabilità.

Tali modifiche riguardano lo snellimento dell'iter che porta alla stesura del documento, i criteri di scelta per gli insegnanti di sostegno, il ruolo delle famiglie e del corpo docente, la definizione di modelli unificati su scala nazionale e le valutazioni durante l'anno.

L'argomento è quanto mai attuale e non privo di interrogativi: noi di Scuola.net siamo qui per fare il punto della situazione e chiarire ogni dubbio al riguardo. Vogliamo offrirvi una sintesi del Decreto e darvi degli strumenti per agevolarvi in questo nuovo approccio.

 

PEI, gli allegati del Decreto

La normativa definisce le modalità di redazione dei piani educativi uniformi per tutto il territorio italiano, in base al grado di istruzione e i fabbisogni di risorse. Si compone di:

  • 4 allegati relativi ai modelli PEI, uno per ogni livello
  • linee guida per la compilazione
  • modalità di assegnazione di educatori e collaboratori, nonché i relativi fabbisogni
  • scheda per individuare e definire il debito di funzionamento
  • Nota Ministeriale 40 del 13/01/2021.

 

Le fasi propedeutiche alla stesura del PEI

Fra gli obiettivi della normativa figura la necessità di uniformare l'iter di accertamento della condizione di disabilità su scala nazionale. Il motivo è semplice: seguire delle direttive chiare per tutte le regioni, in modo da evitare situazioni equivoche.

La prassi prevede due livelli di verifiica: il primo definisce la natura e la percentuale di invalidità, mentre il secondo viene fatto su richiesta della famiglia ed è finalizzato all'inclusione scolastica. In base a quest'ultimo, viene definito un profilo di funzionamento.

Dal 1 settembre 2019 quest'ultimo, indispensabile per strutturare il PEI e definire il rapporto obiettivi-difficoltà, sostituisce il profilo dinamico-funzionale e la diagnosi funzionale, fasi presenti nella vecchia procedura. Vi consigliamo non solo di prenderlo in visione, ma di elaborarne una sintesi.

 

I contenuti del piano educativo individualizzato

Completezza, chiarezza, univocità, progettualità. osservazione, collegialità e inclusione sono i concetti chiave per la redazione del documento. Con una buona stesura del PEI non solo assicurerete il diritto allo studio per le categorie più deboli, ma avrete in mano uno strumento molto utile in caso di trasferimento dell'alunno e al momento del passaggio al successivo grado di istruzione.

In particolare dovrete definire:

  • quadro descrittivo
  • monte ore da dedicare all'attività di sostegno 
  • criteri nella stesura dei giudizi
  • definizione del debito di funzionamento
  • eventuali interventi di inclusione
  • assistenza igienica di base (di competenza del personale ausiliario)
  • risorse da destinare a comunicazione, assistenza e autonomia
  • livello di difficoltà e loro descrizione qualitativa
  • facilitatori e barriere
  • risultati raggiunti
  • esigenze di trasporto
  • assenze dell'allievo e del personale che gravita intorno a lui.

 

Il ruolo determinante dell'osservazione

Dovrete riservare una certa importanza a tale aspetto: il PEI, infatti, va redatto in un'ottica di progettualità a breve e lungo termine. Durante l'iter scolastico effettuerete delle osservazioni su 4 dimensioni:

  •  ambito affettivo e capacità di socializzare
  • sfera del linguaggio e della comunicazione, verbale e non verbale
  • orientamento e autonomia
  • capacità cognitive e caratteristiche neuro-psicologiche.

Il quarto punto sarà determinante nell'assegnazione del personale di sostegno. Inoltre vi permetterà di effettuare un'elaborazione in rapporto all'andamento della classe e, in tale ottica, prevederete programmi di tipo:

  • ordinario
  • personalizzato, con verifiche equivalenti a quelle degli altri allievi
  • differenziato, con variazioni sulle prove rispetto a quelle previste per il resto del gruppo.

In via del tutto eccezionale e in casi limite, potrete prevedere l'esclusione dell'alunno disabile da alcune aree disciplinari.

 

I nuovi modelli di riferimento

Attualmente è in corso la preparazione di una piattaforma tramite cui voi insegnanti potrete redigere i piani in forma digitalizzata. Tuttavia, sono già attive nuove semplificazioni del sistema, prima fra tutte l'elaborazione di 4 modelli, uno per ogni livello di istruzione:

  •  infanzia
  • primaria
  • secondaria di primo grado
  • secondaria di secondo grado.

Merita alcuni chiarimenti il PEI provvisorio, sul quale molti di voi hanno espresso alcuni dubbi sulla frequenza di stesura. Questo va redatto una sola volta durante l'anno scolastico entro il 30 giugno, in seguito all'iscrizione e prima dell'elaborazione del piano definitivo, con termine ultimo previsto per il 30 ottobre.

In merito ai nuovi alunni, dovrete provvedere alla stesura del documento prendendo come riferimento le carte medico-legali attestanti la disabilità. Se fate parte del GLO, potrete visionarli dagli archivi del SIDI, l'anagrafe degli alunni con disabilità: ogni scuola deve definirne le modalità di accesso, a loro volta in linea con le normative sulla privacy.

 

Nuovo modello PEI, le persone coinvolte nella stesura

I cambiamenti apportati ai nuovi piani sono in sintonia con i punti cardine della didattica di sostegno: la Relazione Falcucci del 1975 e la C.M. del 3 settembre 1985, che prevede l'elaborazione del PEI in maniera collettiva. La grande differenza sta nell'uniformità su base nazionale e nell'imminente digitalizzazione della prassi, prevista a breve.

Analogamente a quanto è accaduto finora, ve ne occuperete a titolo gratuito. Le riunioni saranno verbalizzate e avranno luogo in orario scolastico, intendendo con questa espressione il tempo intercorso dall'apertura alla chiusura dell'edificio. Noi di Scuola.net vi consigliamo di consultare preventivamente l'orario delle lezioni, per evitare sovrapposizioni.

 

Il GLO

L'aggiornamento delle disposizioni tocca anche la terminologia: il nome dell'organo collegiale di riferimento non è più GLHO, ma GLO, vale a dire "gruppo di lavoro operativo". Tale variazione pone il focus sull'inserimento dell'alunno all'interno del gruppo-classe, spostandolo dalla condizione di disabilità.

Il team è presieduto dal direttore didattico, tenuto a sceglierne i membri. Come da Decreto, tale organo si considera validamente costituito anche quando i componenti non abbiamo affermato e rivendicato in maniera espressa il proprio ruolo di rappresentanza.

 

I membri del gruppo di lavoro operativo

Come accadeva in passato, la partecipazione non sarà limitata ai soli insegnanti di sostegno, ma a tutti i docenti. Parteciperete alla strutturazione del piano indipendentemente dall'area disciplinare di vostra competenza, per una programmazione completa.

In un'ottica di inclusione è fondamentale il ruolo dei genitori o, in caso di patria potestà delegata a terze persone, di eventuali tutori. Non si limiteranno a collaborare, ma parteciperanno in maniera attiva fin dalle prime fasi di approccio con la scuola.

La famiglia, inoltre, ha piena facoltà di scegliere non più di un consulente esterno. Quest'ultimo non avrà facoltà decisionali né diritto di voto per l'approvazione del PEI, sarà presente in via occasionale al GLO e dovrà dichiarare di collaborare senza retribuzione.

Determinante il ruolo di figure professionali specifiche, come assistenti alla comunicazione e all'autonomia, il rappresentante GIT (GRUPPO INCLUSIONE TERRITORIALE, di prossima costituzione), esperti psico-pegagogisti, docenti preposti alle attività di inclusione.

Quanto all'alunno, la normativa fa menzione di una "presenza assicurata" per la scuola secondaria di secondo grado, in linea con il principio di autodeterminazione ma non obbligatoria. Potreste avere a che fare, infatti, con ragazzi particolarmente sensibili o refrattari al contatto con gli altri: esaminerete questo punto caso per caso, con documenti alla mano e previo consulto di medici e familiari.

 

Ogni quanto gestire le riunioni?

Il Decreto Interministeriale definisce anche la frequenza minima con cui dovrete partecipare alle riunioni. Oltre alle date 30 giugno e 30 ottobre per l'approvazione dei PEI provvisori e definitivi, dovrete calendarizzare una data fra i mesi di novembre e aprile, per fare il punto della situazione su risultati raggiunti e difficoltà in itinere.

Potrete ricorrere a Consigli straordinari quando si verifica una modifica del profilo di funzionamento. In questo caso annoterete i cambiamenti e elaborerete eventuali modifiche al piano. Anche a distanza.