Immagine di copertina dell'articolo sull'educazione finanziaria a scuola con delle monete impilate su un banco di scuola

L’educazione finanziaria inizia a scuola

04 febbraio 2026 4 minuti
NEWS

Quando si parla di educazione finanziaria a scuola, l’errore più frequente consiste nel ridurla a un sottoinsieme della matematica o a una versione “soft” dell’economia. In realtà, l’educazione finanziaria è una vera e propria competenza di cittadinanza: riguarda il modo in cui le persone prendono decisioni, valutano rischi e opportunità, pianificano il proprio futuro e comprendono il funzionamento delle istituzioni economiche che influenzano la loro vita quotidiana. Per chi insegna, questo significa avere a che fare con un campo che tocca trasversalmente educazione civica, competenze digitali, orientamento, sostenibilità e inclusione sociale.


Un adolescente che sa leggere un contratto di telefonia, distinguere tra un acquisto impulsivo e uno pianificato, comprendere cosa comporta una rata o una forma di risparmio, sta esercitando un insieme di abilità cognitive e sociali che vanno ben oltre il calcolo. Sta imparando a interpretare il mondo in cui viviamo. Ed è proprio qui che l’educazione finanziaria trova il suo spazio naturale nella scuola: non come materia aggiuntiva, ma come lente attraverso cui leggere fenomeni reali, dal costo dell’energia alla gestione del tempo, dal valore del lavoro al funzionamento dei servizi pubblici.


Per i docenti questo rappresenta un’opportunità didattica potente. Significa poter partire da situazioni concrete – il budget di una gita, l’organizzazione di un evento scolastico, la simulazione di una micro-impresa – per costruire competenze che studentesse e studenti useranno per tutta la vita. L’educazione finanziaria, in questo senso, non è “preparare al denaro”, ma preparare a compiere scelte consapevoli in un mondo complesso.

 

 

Perché la scuola è il luogo decisivo


Osservando i fattori che favoriscono lo sviluppo di una cultura economica nelle nuove generazioni, la scuola emerge come uno dei più determinanti, soprattutto nelle fasce d’età più giovani. È infatti l’unico contesto in cui tutte e tutti, indipendentemente dall’ambiente familiare, possono incontrare in modo strutturato temi come il valore del denaro, il risparmio e la pianificazione. Programmi didattici, attività progettate e il confronto con docenti preparati rappresentano spesso il primo vero punto di accesso a questi argomenti, permettendo di costruire basi comuni e ridurre le disuguaglianze di partenza.


Proprio l’assenza di un’educazione finanziaria sistematica in ambito scolastico spiega molte delle difficoltà che emergono tra gli adolescenti, che spesso guardano al mondo della finanza con diffidenza o lo percepiscono come qualcosa di lontano e poco comprensibile. Con il passaggio alla giovane età adulta, entrano poi in gioco nuove barriere: la complessità delle regole fiscali, la scarsa disponibilità di materiali chiari e affidabili, il timore di commettere errori costosi. Per chi insegna, questo quadro è un’indicazione preziosa: l’intervento educativo non può essere uniforme, ma deve adattarsi ai diversi momenti di crescita. Servono percorsi calibrati sull’età, capaci di accompagnare progressivamente studentesse e studenti dalla scoperta dei concetti di base fino alla gestione consapevole delle scelte economiche più complesse.

 

 

Dalla teoria alla pratica: come si costruiscono competenze


Uno dei rischi più grandi, quando si introducono nuovi temi a scuola, è quello di fermarsi alla trasmissione di informazioni. L’educazione finanziaria, invece, funziona solo se diventa esperienza. Simulare, progettare, sbagliare, ricalcolare: sono questi i verbi che costruiscono competenze reali. Per questo motivo, i percorsi più efficaci sono quelli che mettono ragazze e ragazzi di fronte a problemi autentici, in un contesto protetto come quello dell’aula, che permette loro di sentirsi maggiormente liberi di sperimentare e di mettersi alla prova.


Un esempio classico è la gestione di un budget. Che si tratti di organizzare una festa di classe o di pianificare un viaggio, studentesse e studenti devono confrontarsi con vincoli, priorità, imprevisti. In quel momento entrano in gioco abilità matematiche, ma anche negoziazione, lavoro di gruppo, capacità di prendere decisioni. Allo stesso modo, un gioco di simulazione su investimenti o risparmio permette di sperimentare il rapporto tra rischio e rendimento in un ambiente protetto, dove l’errore diventa occasione di apprendimento.


Disporre di strumenti strutturati e allineati ai curricoli è fondamentale. L’educazione finanziaria non può essere improvvisata, ma deve essere progettata con la stessa cura di qualsiasi altra disciplina. Servono materiali, attività, valutazioni e momenti di riflessione che permettano di integrare queste competenze nel percorso formativo complessivo di alunne e alunni.

 

 

I progetti di Scuola.net: l’educazione finanziaria che entra in classe


È proprio in questa prospettiva che si collocano i progetti didattici di Scuola.net dedicati all’educazione finanziaria, offrendo strumenti didattici che trasformano curiosità e bisogno di autonomia in competenze reali, costruite in modo progressivo lungo tutto il percorso scolastico.


Il Risparmio che fa Scuola – Primaria introduce bambine e bambini ai concetti di valore, scelta e uso delle risorse attraverso giochi, attività cooperative e piccoli progetti. Il percorso collega la gestione del denaro ai temi della cittadinanza, come rispetto delle regole, sostenibilità e responsabilità. Docenti e famiglie dispongono di materiali dedicati e di un corso di formazione riconosciuto per supportare il lavoro in classe.


Il Risparmio che fa Scuola – Secondaria di primo grado aiuta ragazze e ragazzi a capire come funzionano risparmio, scambio e pianificazione nella vita quotidiana. Le attività, basate su simulazioni e compiti di realtà, collegano le scelte economiche ai temi dell’ambiente, dei diritti e della legalità, offrendo una prima visione di cittadinanza economica.


Il Risparmio che fa Scuola – Secondaria di secondo grado affronta in modo più diretto strumenti come credito, investimenti e previdenza, mettendoli in relazione con il futuro personale e professionale. Il progetto include anche un percorso digitale per studentesse e studenti, valido come Formazione Scuola-Lavoro nel triennio, e risorse strutturate per il lavoro in aula.


Accanto a questi progetti didattici, PerCorsi Kids e PerCorsi Young integrano l’educazione finanziaria con l’orientamento. PerCorsi Kids propone un primo incontro con i temi economici pensato per bambine e bambini della primaria e della secondaria di primo grado. La classe esplora concetti come risparmio, uso delle risorse e attenzione all’ambiente. Il percorso è affiancato da video animati, un glossario illustrato, quiz e schede operative che permettono di lavorare in modo attivo e inclusivo. 


PerCorsi Young è rivolto a studentesse e studenti più grandi e lavora sulla gestione consapevole del budget, del risparmio e del credito, collegando questi temi alle scelte di studio e di lavoro. Il progetto mette a disposizione un kit digitale con contenuti aggiornati, webinar e masterclass, insieme a incontri con professionisti. Il percorso include anche un’esperienza di tipo laboratoriale e un ambiente online con video, glossario, quiz e un gioco di simulazione che guida ragazze e ragazzi nella pianificazione delle proprie risorse, fino a un percorso formativo certificabile che collega educazione finanziaria e orientamento al futuro.

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